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PERSICO NOIR …
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… oggi pomeriggio ho letto il noir di Camilleri su Persico: simpatico, libero, ricco d’ornamento e di mestiere ….
Avevo letto anche la biliosa recensione di De seta su La repubblica di giovedì scorso: “razionale”, profess/orinale, bacchettatrice. Ma si può mai dire a un romanziere: perché non ti sei avvalso del bellissimo epistolario, … perché non ti sei avvalso della testimonianza di una sessantina di intellettuali di rango … perché qui, … perchè lì …
Ma si sa: perché, come ben diceva Sciascia: i documenti sono letteratura allo stato grezzo …. e soprattutto sono liberi: ogni scrittore si sceglie i documenti che vuole! Che gli servono: perché “dall’enigma Persico” se ne può uscire solo con l’invenzione narrativa. Se si è “un semplice romanziere”, come Camilleri è.
Però una innocua domanda io, fin da quando ero giovane studente, me la sono sempre posta: come mai uno di Napoli antica come Persico si chiama Edoardo e non Eduardo, com’è d’uso? Quella “o” nordica era già un indizio di famiglia del rifiuto della irrazionale Napoli “città africana” a favore della razionale Torino “città cubica”. Per non parlare de “la casa bella” di Milano. …
Per me “l’enigna Persico” sta tutto lì: in quella irrisolta u/o di Edouardo. E merita un libro. O No?
Saluti gioiosi domenicali, Eldorado
Ah! Ma De Seta ne ha ben donde! Anche lui è un romanziere…
Simpatico Corvi, birbante osservazione sul de seta ben d’onde napoletano e romanziere, quello dell’ era de maggio. E oggi è il 1 maggio, appunto. Ci siamo: è sempre il sol dell’avvenir, Imu, cococo e cocode a parte!
Del resto (mancia) la storia è racconto, forse romanzo, … fotoromanzo, … cinema, telefilm, zumate interessate, …. ritagli on line, ripescaggi nei blogg: sempre e comunque adeguamento ai tempi nuovi attraverso esperimenti e tecniche narrative veloci: dada, zazza. jazz, tore e mura-tore, … (pensate al recente recupero in questa Archiwatch dell’articolo-manifesto del 1928 di Piacentini, diluito magistralmente in due puntate, con tanti apporti-rapporti nuovi, a commento web, … con l’analisi collettiva delle singole frasi, della costruzione stessa e stesa del periodare antico di Piacentini, già costruzione architettonica in sé …, già progetto e racconto popolare in sé … e (fuori di sé) oggi scuola d’architettura web).
Ed è proprio con l’apporto della linguistica applicata e dell’analisi storico/critico-testuale, che la critica letteraria e progettuale dell’architettura può ri-affrontare forse oggi la questione della differenza-concordanza tra verità storica e finzione narrativa nei nostri tempi fiction (Silvio ci manchi!). Due elementi presenti e fortemente interrelati, ad esempio in Jules Michelet, buonanima… agente nell’immaginario dell’ottocento di Verne e di Dumas & soci …
Pratiche basse, quindi, forse. Del resto (mancia ancora) non era lo stesso Persico che indicava come suo (e nostro) ideale riferimento moderno non umoristico il veloce e normale “viaggiatore in tram”, quello del 1932 de la casa bella possibile!!??
Saluti, Eldorado