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ci serviva proprio un costosissimo ponte che collegasse il nulla al nulla!
Soprattutto ci serviva che fosse alieno al linguaggio del posto.
Io penso che sarebbe stato utile investire tanti soldi per opere di miglioramento dei quartieri totalmente privi di qualità posti a monte e a valle del ponte. La partenza e l’arrivo conducono in due dei punti più squallidi, desolati e sinistri di Roma.
Sono bravi i parolieri che hanno orchestrato l’articolo citando la Garbatella e l’Ostiense, così chi non è di Roma penserà che davvero il ponte unisca i due quartieri degli anni ’20 … peccato che a monte e a valle ci siano invece i peggiori esempi di urbanistica palazzinara dove gli esseri umani non sembrano essere bene accetti!
Maledetta ferraglia gotica, non ne posso più…
Figuratevi se entro nel merito dei calcoli e delle equazioni ma, da un punto di vista figurativo, con quel pò pò archi, stampelle, travi, tiranti e puntoni, erano proprio necessarie quelle corde di violino? Eppure non le hanno usate sul Ponte della Musica dove almeno sarebbero state evocative! Sarò sbagliato ma a me pare più congruo nella forma e nella sostanza il poco lontano Ponte di Ferro!
Post Scriptum in questo angoletto, così non lo leggerà nessuno!
Dopo aver letto con interesse le disquisizioni degli appassionati teorici dell’Architettura, in genere versus l’architettura del secolo appena trascorso e di questo appena iniziato, rimango sempre con un pò di amaro in bocca. Ok! Di cose obbrobriose ne sono state fatte tante, specialmente da quando, non Vitruvio e le sue eterne leggi che dovrebbero guidare l’architettura dell’Occidente, seguendo necessariamente e non subendo il mutare dei rapporti, ma l’ideologie di destra, sinistra e centro, quelle escatologiche e quelle meramente speculative, guidavano e guidano l’intenzione e la mano. Ma a volte la virulenza è tale e lo scontro così radicale che vi avverto un deja vù. Non vorrei che dopo aver attaccato, e i risultati conseguenti sono stati terribili, l'”Arte Degenerata” adesso sentissimo l’urgenza di attaccare, definendola, l'”Architettura Degenerata”. A volte avverto in questo attacco dialettico un qualcosa di “conflitto di interessi” generazionale e professionale anche questo già visto e subito.