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Lo vedo bene sul pianeta “Papalla”…
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-[…].Poi, pensate, ha navigato fino a Spalato, questo teatrino!-
e, per rimpiazzarlo, hanno rimesso un alberello un po’sfigato e lo splendido presepe con omini e animali in ferro e lucette, così sconcertante da apparire simpaticamente naif: ce so’ o ce fanno? viene da da chiedersi. Così come hanno rimesso gli angioloni trombettieri con le lucine azzurre lungo la cordonata di michelangelo. se lo sa er Duce che sotto er balcone dove celebrava i fasti imperiali, il suo erede c’ha piazzato un presepe da paesello…
La “grande proletaria” ha, ed avrà, nonostante sessantanni di industrializzazione cui possiamo ormai dare l’addio definitivo, un’anima contadina, naturale, semplice e barocca, in qualche caso anche, inevitabilmente, maleodorante.
La cultura urbana, come l’abbiamo immaginata, precisa, definita, tecnica, organizzata ed organizzante, si rivela come un’astrazione indebita; parentesi metafisica.
Il mondo è sempre quello: entusiasmarsi per i magnifici gadget di cui s’è popolata la vita non ci esime dall’aprire la finestra e guardare fuori.