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- POVERO RENATO ... IN CHE MANI ...
- Oggi ci ha lasciati Pietro Barucci all'età di 100 anni.Il Centro Studi, le figlie Clementina, Valentina, Luisa, tutti i nipoti e i pronipoti, si stringono a lui in un caloroso e forte abbraccio e porteranno per sempre con loro i suoi insegnamenti, la sua grande volontà e voglia di vivere. Grazie nonno ci mancherai molto!!Per tutti coloro che volessero dargli un ultimo saluto, i funerali si terranno lunedì 8 maggio alle ore 16:30 alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.❤️#pietrobarucci
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Ma diciamocela, una volta per tutte, la verità. Questo Paese non é stato diviso in questi vent’anni, da due visioni politiche antitetiche. Una, quella del centro-destra, indirizzata a un preteso rinnovamento profondo della seconda parte della nostra Costituzione che, se è vero come dicono alcuni che è la più bella Costituzione del Mondo, avrebbe dovuto impedire lo sfracello dei conti pubblici, gestiti da politici resi irresponsabili proprio dai buchi della nostra Magna Charta, la seconda, quella del centro-sinistra, per il quale la parola rinnovamento sembra soltanto essere quello di rinnovare di tanto in tanto il proprio nickname. No! Questa è la parte meta-politica della questione! La verità e che abbiamo dovuto assistere sgomenti alla lotta tra due plutocrati resi nemici dalla divisione della ghiotta torta Mondadori. Specialmente uno era incazzato nero perchè non aveva potuto ripetere per l’ennesima volta il giochetto che conosce molto bene di ricavare il massimo con il minimo sforzo, l’altro, giocoso, ilare e convinto che le le sorti di questo Paese si potessero risolvere come nello sceneggiato di una fiction. Quindi, mentre la lotta tra i due si svolgeva giorno dopo giorno, uno forte delle sue corrazzate mediatiche, l’altro sicuro dell’amore cieco dei suoi sostenitori, l’Italia si sbellicava dalle risate davanti alle vignette e ai prodotti della satira che, da profonda e a volte sapiente chiave di lettura, era diventata la fonte della fortuna di molti, immemore dell’enorme zavorra di debiti che la politica consociativa della cosiddetta Prima Repubblica aveva depositatato sulle spalle di non si sa quante generazioni, quella presente e quelle future, e inconsapevole per carenza di capacità di comprensione, colpa che chiaramentenon non è stata soltanto nostra. Adesso stiamo tutti qui, tremebondi, in attesa di sapere che cosa ci prepara l’ennesimo uomo della Provvidenza. Queste poche gocce di limone è tutto quello che umilmente ho saputo e potuto estrarre da vent’anni della mia vita di italiano che adesso vedo essere stata come quella di un canottiere che inutilmente remava , mettendocela tutta, mentre la corrente contraria del fiume era troppo forte perchè potesse sperare di arrivare ad un approdo calmo e sicuro.
P.S.
Non parliamo poi di questi ultimi anni per le magnifiche sorti e progressive della nostra architettura di cui questo Archiwatch è termometro efficace e implacabile. Le Politiche e l’Architetture che ci hanno accompagnato fin qui sono due facce della stessa fasulla medaglia.