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Ecco a destra la lampada da terra. Potrebbe essere di carta o di plastica o di cristallo: tutto meno che un edificio.
Quanto alla colonna di Loos, nel post precedente, e per rispondere a ctonia, non è che mi faccia paura l’accostamento con Loos e il suo grattacielo per il Tribune a forma di colonna. Però c’è un problema, che evidentemente non avevo considerato: la colonna “porta” e in quanto tale richiede un elemento di transizione tra la verticale e l’orizzontale, ma in un grattacielo manca l’orizzontale, inteso come carico da portare, dunque la colonna di Loos, molto simile alla colonna traiana, è più provocatoria che altro.
Onestamente non mi piace molto. La colonna traiana non è un edificio ma una scultura decorativa fatta per celebrare. Un grattacielo che finisce con un tappo potrà anche voler simboleggiare di essere l’asse portante della volta celeste, ma mi sembra un errore tipologico e un ribaltamento e una negazione del simbolo stesso di grattacielo che aspira all’alto non che ne vuole fissare il limite. Potrebbe sembrare un atto di umiltà ma c’è una ambiguità perché ci dichiara: abbiamo raggiunto il limite, fermiamoci qui (umiltà), perché tutto si regge su di me (arroganza).
Saluti
Pietro
CAPOLAVORO!
A me piace. Inoltre… sembra il più “newyorkese” fra i grattacieli costruiti nella Grande Mela negli ultimi anni – specialmente se confrontato con gli orrori che stan venendo su a Ground Zero…
Caro Pietro, sempre per parlare dell’architettura, la materia che amiamo, che cosa ne pensa delle Torri Bianche di Madrid? Forse, anzi sicuramente, non c’entrano niente con la Beekman Tower ma stranamente mi sono tornate in mente da, oramai, una lunga distanza temporale. Forse per l’analogo trattamento plastico delle loro superfici o forse per mille altri motivi che non ho voglia e tempo di analizzare? Quando le ho viste mi son piaciute e basta (a quella accettazione, in verità, mi aveva indotto anche la critica favorevole di Bruno Zevi).
Questa torre di Gehry ha alcune caratteristiche interessanti. Il buon vecchio Frank, che se lasciato in campo libero produce divertenti cumuli di acciaio contorto (però ha almeno avuto la decenza di sviluppare un software per poterli calcolare e costruire, e che diamine) più vicini all’appallottolamento della carta stagnola che all’architettura, quando invece deve progettare qualcosa di fortemente vincolato a mio parere non è proprio da buttar via, anzi, dimostra che dopotutto è un architetto di un certo talento. Riesce ad adeguarsi creativamente al contesto, ne produce delle variazioni, vi inserisce uno step in avanti che si aggiunge alla catena di esperienze precedenti. Che dire, un classicone! :-)
Insomma, caro Pietro e cari amici salingarosiani dal pensiero binario: anche in Gehry ogni tanto c’è qualcosa di buono, di volta in volta siamo chiamati (volendo discuterne) a rintracciarlo senza reagire pavlovianamente al suo cognome.
Su Loos: per capirlo serve una logica meno rigida, diciamo :-)
saluti
c
Loos era un genio, e con lui K. Kraus che ebbe a dire:
“Loos e io non abbiamo fatto e mostrato nient’altro se non che fra un’urna e un vaso da notte c’è una differenza e che proprio in questa differenza la civiltà ha il suo spazio. Gli altri invece, gli spiriti positivi, si dividono tra quelli che usano l’urna come vaso da notte e quelli che usano il vaso da notte come urna”
Karl Kraus
Questa è una logica meno rigida….Tra l’altro mi viene in mente, anche se sono contesti diversi, tutte le volte che vado a votare!!!!
Pagherei per abitare nella Casa Muller.
Saluti
Mauro
Mauro tutti….pagano per abitare in qualche casa. Non vedo perché tu dovresti farlo gratis.
Va be’, scherzo.
Ciao
Pietro
caro sergio43, a me le Torri Bianche sembrano semplicemente un orrore, a prescindere proprio dall’essere un (semi)grattacielo. Mi ricordano (ma è chiaro che queste le precorrono) quegli edifici nei luoghi turistici balneari che mi mettono malinconia. Davvero avevo questa sensazione anche quando ero modernista. Immagino che la Costa Brava sia piena di figliolini. Per quello che conta, e conta poco, ho visto che su Skyscraper è indicato tra i grattacieli da abbattere.
ctonia, spiegami le qualità del grattacielo di Gehry, il quale va da sè che ha talento. Il problema non è il suo talento o quello dei molti altri talentuosi (devo interessarmi del talento altrui?), il problema è come viene utilizzato e cosa produce. Non vorrei banalizzare, ma anche Hitler aveva un certo talento, nel suo campo!!!
Tu sei concettuale, io guardo il risultato: evviva il pensiero binario, se è questo!
Ciao
Pietro
Complimenti per il geniale accenno a Hitler.
“quando ero modernista”
pietro, semplice curiosità… sei stato anche comunista e antinuclearista?
robert
comunista, nuclearista. Come vedi non mi sono fatto, e non mi faccio, mancare niente.
Pietro
E’ un bel progetto… è perfetto per manhattan…
è Gehry-architetto, non Gehry-software.
Per Mauro, battuta facile facile: anche a Tor Pagnotta, tanto per dire, per abitare di norma si paga, e magari anche caro. Non so, puoi correggere esagerando in “Pagherei con l’anima per abitare nella casa Muller”…
Per il resto: cose c’è di interessante, mi chiedo non retorico, in una torre abbozzata. Vedendo questo tipo di oggetti, l’unica cosa che mi viene da pensare sempre e solo è: “toh, col calcolatore oggigiorno anche ‘sta minchiata si può fare”. Null’altro, ho poca fantasia e studio poco lo so.
solo puntualizzare che per abbozzata intendo coi bozzi, come le macchine intruppate tanto per capirci… non intendevo nel senso che si usa nella lingua italiana, come a dire “sommariamente definita” o simili, naturalmente eh
A me casa Muller fa tristezza. E il grattacielo di Loos mi pare una trovata abbastanza stucchevole.
Sono convinto che la gran parte delle persone la pensino allo stesso modo, ma non possono dirlo, perché Loos è divenuto un moloch, parlare male di lui non si può, dopo “ti puzzano le ascelle”
Caro Ctonia,
a parte i divertenti sfottò, che ci stanno tutti e volentieri vengono ricambiati, non si può discutere di gusti, e nemmeno, più elegantemente, di discernimento estetico, se uno dei disputanti rifiuta per intero la categoria estetica contemporanea come metro di giudizio. Dai, credo che su questo ci s’intenda, altro che on/off e passatismo.
A mio parere sarebbe più interessante cominciare a parlare di estetica e soluzioni possibili, una volta considerate le critiche strutturali all’architettura-spettacolo come elemento del gioco. Personalmente non me ne importa molto di quanto Gehry sia fico e capace – certo che è fico e capace! Il punto è se quel talento non possa essere utilizzato tenendo conto di esigenze sociali, delle reazioni del nostro sistema parasimpatico, del problema del traffico, dell’economia quotidiana, della politica, del sacro, ecc. E mica per moralismo, ma proprio per l’architettura.
Ciao
Caro Stefano, rispondo malignamente: io lo so che voi salingarosiani rifiutate non tanto la categoria estetica del contemporaneo (di cui per altro “me ne fotto”, come direbbe Montalbano…) quanto più direttamente l’estetica architettonica tout-court! Lo provano al 100% gli scritti del matematico americano.
Ma questo è solo il mio parere, che vale quello che vale.
Tornando a Franchino Gehry, la sua torre newyorkese forse ha l’unico difetto di essere più adatta alla Detroit o Chicago dei tempi d’oro che alla grande mela attuale… E’ una torre “eroica”, da città dei motori, la cui durezza è appena temperata dal bel rivestimento ondulato che la rende almeno nella vista da lontano più tenue e molto meno “hilberseimeriana”.
Se ti chiedono di fare un grattacielo, tu cosa rispondi? Voi del Gruppo Salingaros cosa rispondete? Il discorso è questo, tutto il resto è interessante ma, come dire, laterale.
Io risponderei mille volte si (sarà per colpa del mio conto in banca) malgrado legga con piacere Camillo Langone e condivida la critica di fondo a questo tipo edilizio che anche voi fate. Non solo, ma se me lo chiedono a New York lo farei in un modo, se me lo chiedono a Mosca lo fare in un altro, mentre se me lo chiedono a Roma o Milano beh, come dire, andare oltre una “Torre Velasca” rinfrescata forse mi creerebbe qualche problema: non ho abbastanza pelo sullo stomaco, probabilmente.
Riassumendo: Gehry a NY ha fatto un edificio contestuale al massimo grado, quasi conservatore direbbe qualcuno. Poi a NY ci sono anche molti quartieri all’europea, edifici bassi, prossimità e socialità tipicamente “nostre”, non sono tutti piccoli Gekko mangia conti in banca :-)
Non chiediamo agli architetti di immolarsi per “salvare il mondo” rinunciando agli incarichi. C’è già abbastanza crisi, grazie :-) Lottiamo semmai, se vogliamo, per una società che non abbia più bisogno di grattacieli. Posso essere d’accordo, certo. Ma, nel frattempo, ognuno faccia il suo mestiere nel tempo e nella società che gli è dato di vivere.
O sbaglio?
ciao
c
ctonia, non sbagli affatto, secondo me, quando parli di aspetti professionali, sbagli a pensare che siamo una Chiesa. Per capirsi, a titolo personale, dato che non sono né ipocrita né del tutto stupido, se mi chiedessero mai di fare un grattacielo accetterei, anche se avrei oggettivi problemi di conoscenza del problema e qualche conflitto di coerenza con me stesso, che probabilmente svanirebbe al primo bonifico bancario. Certo che mi guarderei bene dal glorificare il prodotto oppure, all’opposto, mostrerei i miei “tormenti e conflitti” in pubblico, come usano fare molti paraculi in circolazione.
Come vedi non mi piace né la retorica né la prosopopea da superiorità morale.
Ma non è proprio questo il punto. Noi non facciamo moralismo, seddiovuole, né facciamo una guerra personale a qualcuno (tanto meno ai defunti) facciamo un ragionamento che è di tipo esclusivamente culturale contro il grattacielo, contro le archistar, contro l’insegnamento di questi “valori” e a favore di una architettura che assolva il compito che le è proprio, quello cioè di creare un ambiente adatto per la vita privata e sociale dell’uomo. C’è chi si batte meritoriamente per salvare l’ambiente naturale e c’è chi è più interessato all’ambiente urbano.
E su quello di Gehry non entro nel merito se sia più giusto per NY o per Chicago (francamente mi sembra molto “macchinoso”) dico solo che è la solita roba da archistar con quelle onde quasi create dal vento che sono puro design. Una lampada da terra, appunto.
Per il resto, mentre il Chrysler Building e l’Empire resteranno come icone vere della città e di un periodo storico, quello di Gehry lo reputo difficile, è sottoposto al consumo dell’immagine, è solo uno dei tanti ma con il suo bel logo sopra.
Ciao
Pietro
Cossu, seriamente, ma come ti va? Ancora con la polemica sul Gruppo salingaros??? questo gruppo vive solo di polemica e solo in questo blog…
un po’ di aria FRESCA please???
Significato di “polemica”, dal Dizionario Gabrielli:
“Discussione serrata e vivace, orale o scritta, su un determinato argomento tra due o più persone di opinioni differenti: p. letteraria, artistica, filosofica, scientifica, politica; aprire, sostenere una p. con qualcuno, su qualcosa; chiudere la p.; entrare, essere in p. con qualcuno
‖ SIN. controversia, disputa”
E adesso leggiti questo link di ieri:
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/05/06/news/demoliamo_e_ricostruiamo_lo_zen_in_200_si_autotassano_per_il_progetto-15851880/
Complimenti Outsider, hai perso un’altra occasione per stare zitto e come vedi non manca la capacità propositiva e attrattiva, grazie all’impegno di Ciro Lomonte e di E.M. Mazzola.
Saluti
Pietro
pietro, tra qualche anno ricordami, per cortesia, di chiederti se per caso sei diventato antiberlusconiano…
robert
Sarai il primo ad essere informato. Solo gli stupidi non cambiano mai idea.
Ciao
Pietro
hai ragione pietro, la coerenza è la virtù degli idioti.
ma io solitamente mal sopporto i “magdi” che passano da un estremismo all’altro…
robert
Si vede che sei centrista! Utile per tutte le stagioni.
Ciao
Pietro
ovvio che son Centrista,
mai m’iscriverò ai De Periferici.
robert