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Dalla val Brembana???
Professore: in vita sua il Bartolomeo (tripalluto) in val Brembana ci sarà anche stato, ma solo di passaggio; ha assai scorazzato nella ‘piatta’ valpadana fino alla Serenissima … nulla a che vedere con i “monte-carlini”.
Giusto Antonio C., niente Val Brembiana e Val Prediana edilizia… inediti documenti d’archivio in mio possesso affermano inconfutabilmente ed inequivocabilmente quanto segue: l’arch. Bartolomeo Col Leoni (che ci aveva i coglioni solo per far rima di giorno, ma di notte no…), passava e se la spassava sempre per la Federico II di Napoli e ricaricava i sullodati suoi coglioni et la tempra sua matita al Maschio Angioino doc di detta città. Provava poi il tutto nel mezzo del gruppo d’Artiglieria della X/a fottiglia mazzo’e piveze. I collaudati fini fini suoi sodali grati scrissero indi sui loro stendardi, a imperitura memoria: “Non siamo catacombali come Silvio48, le rovine dell’Italia d’oggi non basteranno a seppellire gli inpavidi e gli invalidi dell’architettura domani!!! Saluti Eldorado
cito da Frederic C. Lane, Storia di Venezia, Einaudi 1973, p. 274:
“Bartolomeo Colleoni diventò generale in capo di Venezia … dopo aver mutato parte parecchie volte. Come uomo d’affari egli fu uno dei condottieri più fortunati, accumulando tesori e proprietà terriere nel passaggio dall’uno all’altro dei padroni rivali. Alla sua morte lascio 231.983 ducati in contanti, una somma paragonabile alla ricchezza del massimo banchiere del tempo, Cosimo de’ Medici.”
Per renderti meglio l’idea, le entrate fiscali di Venezia nel 1469 furono 1.000.000 di ducati (cfr. pag.495, op. cit.)
Nulla di nuovo … altrettanti saluti.