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Per non sapere nè leggere e nè scrivere, mi sono andato a cercare la biografia del curatore…:
Diplomato al Politecnico Federale di Zurigo, dal 1995 è professore ordinario all’Istituto di Architettura di Ginevra. Dal 1970 lavora con Fabio Reinhart nello studio di Lugano. Fra i suoi lavori: la casa Tonini a Torricella (Ticino), il restauro del vecchio pretorio a Sornico (Ticino), la Chiesa San Carlo in Val di Peccia (Ticino). Nelle sue pubblicazioni si è occupato di temi quali il Funzionalismo degli anni Venti e Trenta, l’architettura moderna e la pubblicità, il Cubismo e il Neorealismo italiano.
Ce le avevano promesse, e ora stanno saldando il debito…
http://www.usi.ch/progetto?id=278
qualcuno sa dirmi qual’è stato il contributo della facoltà di architettura “valle giulia” -indicata come “partner”, al progetto?
Beh intanto iniziamo a scrivere “qual è” senza apostrofo… ;)
Il verminaio, il nido di vipere cui indiscutibilmente allude la “grande prova” dell’architetta anglo-pakistana è nulla a confronto di quanto sta succedendo dietro le quinte.
I 150 milioni buttati alle ortiche sono solo l’antipasto di un mostro (…”carrozzoni” venivano definiti una volta…) che si appresta a divorare allegramente un budget, di molto superiore, per l’acquisizione di “opere d’arte”, per appannaggi sontuosi dell’apparatnick, per spese di rappresentanza, manutenzione, regalie, pubblicità (…inutile…).
Costosissimo giocattolo che non potremo permetterci avendo già Auditorium ed Ara Pacis a divorare inesorabilmente le sempre più scarse risorse a disposizione.
La festa volge inevitabilmente a termine.
I “pensionati del moderno”, sempre a caccia di nuove mostre ed eventi in cui ficcare il naso, dovranno rendersene conto.
Complimenti! molto espressiva questa immagine! comunica, benissimo, il senso di profonda sgradevolezzza che si avverte dinanzi all’edificio.