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Niente niente è l’intorno di piazza Melozzo da Forlì? E se non lo fosse ha comunque lo stesso sapore. Devo tornarco a piedi e girarlo meglio.
Ho letto un commento che rilevava una qual nostalgia “per la bella architettura di un tempo”. A mio avviso la questione non sta nelle nostalgie dei “bei tempi”, ma nella qualità di molta attuale architettura che oscilla fra l’autoreferrenzialità di architetti superstar a braccetto con le amministrazioni (sulle quali si stende un pietoso velo) e la sciatteria ignorante del costruito diffiso, quello dell’urbanizzazione senza regole. Ora, siccome non è facile vedere delle buone architetture, embè, allora uno si rifà gli occhi con la bellezza che ha a disposizione, non ultimo anche per capirne l’anima segreta (può essere la cura degli snodi, o la proporzione o il senso di benessere che emana) insomma ci si procura una lezione di “come si fa”, e non di certo per voler tornare nostalgicamente al passato.
Quando i palazzi si facevano con pochissimi e rari balconi. Muro, finestra, tetto, e via col decoro. “Case ad appartamenti”, anche con impegno progettuale cosiddetto “di facciata”, cioè dentro non è che fossero granché. Eppure…