COLOREROMANO …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Restauri Penosi …

Pubblicato in Architettura | 7 commenti

VOLTOSCOMPARSOTRALAFOLLA …

Pubblicato in Architettura | 14 commenti

CHIARIDILUNA …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

RISARCIMENTIBERLUSCONIANI …

Statue truccate a Palazzo Chigi
mani e pene a Marte e Venere

proposta Bondi per il Colosseo …

Pubblicato in Architettura | 3 commenti

PARADOSSI … DA MANUALE …

“Caro Professore,
giorni fa, come più o meno una volta ogni anno, ci telefona una gentile impiegata della Mancosu Editore, meritevole editore e non solo perchè è sardo, proponendoci a condizioni vantaggiosissime i grossi e completissimi manuali che la casa editrice ha pubblicato sulla progettazione, sul restauro e su tutto lo scibile della progettazione architettonica. Quando capita questa cosa, mi diverto sempre a ironizzare con l’incolpevole impiegata sul nome di Bruno Zevi e su quello del figlio, Luca, come curatori storici dei manuali Mancosu… L’impiegata ovviamente non sa che Bruno Zevi poco tempo prima di morire scrisse un famoso pezzo su Lotus in cui distruggeva senza possibilità di appello qualsiasi idea “manualistica”, qualsiasi idea di scuola, di apprendimento sulla base delle esperienze altrui, esaltando invece il gran falò delle righe e delle squadre, dei manuali e pure dei professori, insomma della scuola tout court e quindi, in diretta ed immediata conseguenza logica, rendendo quasi comico, se non improponibile, il suo ruolo di curatore di manuali per architetti. Porre la famiglia Zevi come nume tutelare e indice di serietà  scientifica di un manuale per architetti è un’ironia fantastica, incredibile, oltre ogni limite… Ho avuto occasione di sfogliare spesso quei volumi e sicuramente sono fatti con serietà e rigore, ma, paradossalmente, proprio questo denuncia la contraddizione in termini fra curatori e contenuto.
Arrivederci!”
Cristiano Cossu

Pubblicato in Architettura | 3 commenti

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

MOSTRIASANLUCA …

dal cubo cor pisello …

ar kleenex c’a proboscide …

le sacre forme dell’avanguardia …

nell’accademia romana …

i Maestri di Architettura una e trina …

esposti, e … finalmente, insieme …

…

plastici al vero reperibili anche nelle periferie …

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

TORREFAROCAMPANILE …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

INASPETTATAMENTE … PURINI AEROPAGITA SU … GIANCARLO GALASSI …

 

L’invisibile che diventa visibile

 

Giancarlo Galassi è un architetto artista. Egli è interessato da sempre al fondamento, vale a dire all’ordinamento di una serie di principi tra di loro connessi gerarchicamente, un sistema di solide convinzioni spinto fino alla soglia della ricerca dell’assoluto. Il fondamento è inteso da Giancarlo Galassi non tanto e non solo come uno strumento per orientarsi con chiarezza e determinazione nel paesaggio accidentato e mutevole delle tendenze e delle occasioni, né è considerato come un dispositivo di contrasto nei confronti del pluralismo realistico oggi dominante. L’esistenza di un campo orientato di idee architettoniche è vissuta come un orizzonte teorico e operativo in grado di essere un valore in sé.

In altre parole il fondamento che alimenta la ricerca di Giancarlo Galassi – un grande esegeta del pensiero di Gianfranco Caniggia, che probabilmente avrebbe riconosciuto in lui un allievo ideale – è un’entità concettuale e al contempo spirituale nella quale si concentra il senso del costruire come intersezione di una precisa e durevole intenzionalità con risultati che traducono tale intenzionalità in formulazioni architettoniche basate su una invarianza dinamica delle loro componenti logiche. Questo ossimoro – qualcosa che cambia restando sempre se stesso- esprime con una certa esattezza lo stretto crinale lungo il quale si muove il lavoro del giovane architetto romano. Nel suo mondo conoscitivo e poetico – un mondo architettonico e da poco anche pittorico – il tema dell’inizio si confronta con ciò che dall’inizio stesso discende. Tutto è stabile e contemporaneamente soggetto a cicli evolutivi ricorrenti. La realtà si alimenta dei propri archetipi nei quali si riconoscono, in una simbiosi di materialità e di astrazione, le configurazioni tematiche elementari.

L’invarianza dinamica è espressa con grande precisione teorica, unita a una notevole attitudine artistica, nei cieli che Giancarlo Galassi ha dipinto su tavole con il fondo d’oro un ciclo di cieli  e nuvole dal titolo Un anno ordinario. In queste vere e proprie icone l’architetto artista predispone mistici transiti tra la rappresentazione di una realtà – le nuvole che si stagliano mobili sull’immobile azzurro del cielo – e ciò che questa realtà sta rivelando. In questo senso le aeree composizioni di Giancarlo Galassi non sono rappresentazioni, ma l’essenza propria del vero. “Viceversa, l’autentico artista – ha affermato Pavel Florenskij in Le porte regali , forse il più bel libro sulle icone assieme a Teologia della bellezza di Pavel Evdokïmov – non vuole la cosa sua ad ogni costo, ma vuole il bello, l’oggettivamente bello, ciò che è l’artistica configurazione della verità delle cose e in genere non si cura della questione meschina e vanitosa, se è primo o il centesimo a parlare della verità. Basta che essa sia la verità, e il valore dell’opera è garantito”.

In effetti i cieli galassiani sono finestre visive che tolgono a ciò che è rappresentato il suo ruolo di simulacro analogico facendo, dei cieli dipinti, cieli più veri del vero. Inflessibile e persistente lo sguardo dell’artista consente di osservare le cose attraverso una pittura che è lo specchio delle cose stesse. Montate in sequenze accuratamente composte le nuvole di Giancarlo Galassi nominano nel loro insieme l’idea stessa di cielo come entità che vive di una eterna presenza-assenza. Come nelle celebri fotografie di Luigi Ghirri, il cielo si fa vedere nel momento stesso in cui se ne rende evidente l’invisibilità. Dionigi l’Areopagita ha scritto che le icone offrono alla vista “spettacoli misteriosi e soprannaturali”. Spettacoli che è la luce a rendere possibili. Una luce che non illumina le forme ma sa crearle diventando con esse una sola cosa.

 

Franco Purini

3/11/2010

 

 

Pubblicato in Architettura | 4 commenti