Da Pietro Pagliardini: …
“A proposito di Rietveld, oggi passeggiando in Fiera Antiquaria ho visto in bella mostra sotto le Logge del Vasari questa sedia rossa e blu. Ho pensato subito ad Archiwatch. I suoi colori lucenti la fanno notare da lontano ma alle 12 di stamani ancora era invenduta, dopo un giorno e mezzo di esposizione. Non so quanto costi, non lo chiedo mai se non voglio comprare, per non illudere il venditore.
L’impressione che comunica da vicino, oltre all’indubbio fascino della essenzialità delle forme e dei contrasti di colore, è di grande instabilità e debolezza. La ricerca di purezza e uniformità dei pezzi che costituiscono gambe e traversi ha costretto ad affidare la connessioni tra questi elementi (presumibilmente, perché non lo sapeva nemmeno il venditore) a giunzioni a spine e colla (viti non se ne vedono, incastri neanche a parlarne), troppo poco per un uso da sedia, e immagino che la mancanza di “controventi” la renda alquanto oscillante in senso trasversale, in specie in quei braccioli alti e a sbalzo che penso provochino, ad ogni seduta e alzata, un movimento torsionale che alla lunga, anzi alla breve, la sconquassi e la allenti fin dalle “fondamenta”. E’ una ipotesi questa perché non ho certo chiesto di provarla né di scuoterla un po’ con le mani, anche se ne avrei avuto una gran voglia! A meno che l’arte del progettista-falegname non abbia inventato un sistema che io ignoro.
Un bel soprammobile da mettere in un angolo con un cartello “Si prega di non sedersi”, un quadro di Mondrian a tre dimensioni.
Saluti”
Pietro













