RIETVELD IN FIERA …

Da Pietro Pagliardini: …

“A proposito di Rietveld, oggi passeggiando in Fiera Antiquaria ho visto in bella mostra sotto le Logge del Vasari questa sedia rossa e blu. Ho pensato subito ad Archiwatch. I suoi colori lucenti la fanno notare da lontano ma alle 12 di stamani ancora era invenduta, dopo un giorno e mezzo di esposizione. Non so quanto costi, non lo chiedo mai se non voglio comprare, per non illudere il venditore.
L’impressione che comunica da vicino, oltre all’indubbio fascino della essenzialità delle forme e dei contrasti di colore, è di grande instabilità e debolezza. La ricerca di purezza e uniformità dei pezzi che costituiscono gambe e traversi ha costretto ad affidare la connessioni tra questi elementi (presumibilmente, perché non lo sapeva nemmeno il venditore) a giunzioni a spine e colla (viti non se ne vedono, incastri neanche a parlarne), troppo poco per un uso da sedia, e immagino che la mancanza di “controventi” la renda alquanto oscillante in senso trasversale, in specie in quei braccioli alti e a sbalzo che penso provochino, ad ogni seduta e alzata, un movimento torsionale che alla lunga, anzi alla breve, la sconquassi e la allenti fin dalle “fondamenta”. E’ una ipotesi questa perché non ho certo chiesto di provarla né di scuoterla un po’ con le mani, anche se ne avrei avuto una gran voglia! A meno che l’arte del progettista-falegname non abbia inventato un sistema che io ignoro.
Un bel soprammobile da mettere in un angolo con un cartello “Si prega di non sedersi”, un quadro di Mondrian a tre dimensioni.
Saluti”

Pietro

Pubblicato in Architettura | 5 commenti

Sopravvivere …

Caro Prof
credo sia utile usare qualsiasi mezzo per la sopravvivenza…

Salvatore Digennaro

Questo voto è l’unico mezzo per sopravvivere, fidatevi

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

Il senso della vita …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

FUGADICERVELLI? …

“Dopo aver presentato un patinato numero di Area su São Paulo,
ecco che Casamonti sbarca in Brasile a caccia di lavoro…
in attesa del processo per le ben note vicende fiorentine che inizierà il 6 giugno” …

Davide Fusari

Pubblicato in Architettura | 1 commento

Colazione da Truus …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

PRENDETEVELACOMODA …

Pubblicato in Architettura | 3 commenti

Lo slancio vitale del popolo romano non fu e non sarà mai fermato!…

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Canto alla durata …

Pubblicato in Architettura | 1 commento

NERVIATORINO …

Esperienza Italia

Pubblicato in Architettura | 1 commento

Com’è triste Venezia …

Da Giancarlo Galassi: …

“Ammetto di essere stato ingenuo a fidarmi di Francesco Venezia e di
aver difeso un mesetto fa il suo lavoro al Maxxi solo sulla base del
suo curriculum.

Quella pozza di acqua stagnante, dopo un mese quasi inaridita e
coperta da un velo di polvere, non riscatta lo spazio del Maxxi come
immaginavo ma ne rivela un ulteriore aspetto sgradevole quello di
claustrofobica condotta fognaria. Nonostante le dimensioni.

Quel soffitto nero ribassato a 2 e 40 getta un’ombra mortifera
sull’architettura in generale (e si capisce perché l’architetto, da
generoso napoletano, abbia fatto sia vasca che sculture in ferro così
che ognuno carezzandole possa esercitare il proprio sacrosanto diritto
alla scaramanzia) ma, ahimé, mette in ombra anche tutta l’opera di
Venezia in particolare bruciandola nella rivelazione della forzatura
letteraria e didascalica (come anch’io in queste due righe!).

Anche la scelta di accroccare tutto su una specie di pianerottolo tra
la mostra spassosa di Michelangelo Pistoletto (Ancora sorrido! E meno
male! Almeno non ho rimpianti per gli 11 euri di biglietto) e quella
invece inutile su Gerrit Rietveld (Zevi nel suo libro sul
neoplasticismo predica del valore didattico di poter valutare la Villa
di Doesburg guardandone il plastico da diverse angolazioni e potendo
esporlo al Maxxi non solo non ci si può girare attorno ma è messo anche
a quota cagnolino! – ma quel libro di Zevi, esposto pure nella prima
vetrina! la Guccione lo ha (ri)letto?)… l’accroccare tutto su un
pianerottolo, dicevo, fa accostare l’allestimento di Venezia a uno di
quegli atroci ingressi di certe palazzine piccolo-borghesi romane così
cariche di soffocante quanto inutile volontà d’arte. Il giardino
giapponese con le piante grasse.

Occorre scrivere solo di cose belle e buone e edificanti e ignorare
quelle deficitarie ma sento una certa responsabilità verso quelle poche
decine di studenti ai quali da anni, caro Venezia, per spiegare cosa
significa poesia in architettura uso come testo il vecchio ma
insuperato ‘La Torre d’Ombre’. Continuerò a farlo ma d’ora in poi
desolato per un certo qual peso sul cuore, scusandomi del fatto che,
anche se si ama l’architettura appassionatamente, con l’età può
capitare di far cilecca.”

G.G.
[Soltanto un cane ringhioso invecchiato alla catena… tanto per
citare il maestro]

Pubblicato in Architettura | 17 commenti