CREDITI FORMATIVI … INUTILI E DANNOSI …

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Carlo su: Crediti Formativi Permanenti …

crediti-formativi-permanenti-mazzola Ettore

“Caro Ettore, tutto vero, purtroppo. Aggiungo, se mi permetti, un dettaglio che ha dell’incredibile, sempre riferito ai maledetti crediti formativi.

Premetto che la gestione dei credito avviene tramite portale telematico a cui occorre obbligatoriamente iscriversi (altra password, altro user… che palle) dove ben in evidenza c’è il tuo status; rosso, sei messo molto male, giallo, ti manca ancora qualcosa, e verde, sei in pari e in regola.

Per evitare di seguire corsi totalmente inutili, se non addirittura dannosi perché senti dire cose che non stanno da nessuna parte, ho cercato nel portale come poter auto-certificare qualche cosa che ho fatto. Bene, trovo il magico pulsante che fa accedere all’area dove presentare RICHIESTA per poter auto-certificare un qualcosa di fatto che non sia un corso.

Trovo il caso mio; è possibile chiedere 1 credito (ripeto 1 credito) nel caso di “monografie, articoli, saggi, etc…”. A parte il fatto che credo ci sia una bella differenza fra lo scrivere una monografia e un articolo, procedo con la compilazione dei campi e invio la RICHIESTA di potermi auto-certificare la bellezza di 1 credito, perché nel 2015 ho pubblicato un libro su di un restauro.

Passa il tempo, mi dimentico della cosa perché comunque il mio status aveva il bollino verde e il tutto procede. Dopo sei mesi, ricevo una bella mail PEC dall’Ordine il quale mi scrive che la mia pratica non poteva essere evasa perché non inviata via PEC.

Oltre al danno, la beffa.

Credo che non ritenterò la procedura e lascerò, ahimè, il punticino sul tavolo.

Ma v….”

Carlo

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Una risposta a CREDITI FORMATIVI … INUTILI E DANNOSI …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Caro Carlo,
    a tutto quanto abbiamo raccontato, credo che abbiamo dimenticato un ulteriore aspetto.
    Quando abbiamo studiato l’esame di Estimo ed Esercizio Professionale e poi ci siamo preparati per l’Esame di Stato, abbiamo appreso che, tra le varie cose in materia di deontologia professionale, ci era vietato farci pubblicità!
    Ebbene, le nostre archistars escluse dall’obbligo dei crediti formativi permanenti, quelle che già tutto sanno per grazia ricevuta, da sempre, hanno avuto all’interno dei loro studi professionali persone adette alle public relations e alla pubblicità. Ricordo per esempio che diversi anni fa, un mio caro amico e collega bolognese, curatore di una rivista di architettura, venne contattato dai responsabili della promozione dell’attività dello studio di quel personaggio poi diventato “senatore a vita”.
    Per certe “divinità”, le norme deontologiche non sono mai esistite, per loro è esclusivamente esistita la sola “regola del Marchese del Grillo”

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