Crediti Formativi Permanenti … arrivano le sanzioni … a cosa servono e a chi giovano? …

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Ettore

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6 risposte a Crediti Formativi Permanenti … arrivano le sanzioni … a cosa servono e a chi giovano? …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Grazie professore!!!
    E’ davvero una vergogna che si debba sottostare a certe ingiustizie!

    Cordiali saluti
    Ettore

  2. maurizio gabrielli ha detto:

    Chiamale ingiustizie ! Dobbiamo ai governi degli ultimi…diciamo 25 anni, l’incapacità di abolire gli ordini professionali sì fatti ? La volontà di non metterci le mani vista la mancanza di tornaconto elettorale ? Poi sono venuti quelli del “cancelletto noifamoleriforme”, e vediamo i Franceschi e i Franceschini all’opera per demolire il buono rimasto e peggiorare pessimo esistente, con forme sadiche che valicano il confine della stupidità e fatalmente approdano in quello del masochismo politico.

  3. Carlo ha detto:

    Caro Ettore, tutto vero, purtroppo. Aggiungo, se mi permetti, un dettaglio che ha dell’incredibile, sempre riferito ai maledetti crediti formativi.
    Premetto che la gestione dei credito avviene tramite portale telematico a cui occorre obbligatoriamente iscriversi (altra password, altro user… che palle) dove ben in evidenza c’è il tuo status; rosso, sei messo molto male, giallo, ti manca ancora qualcosa, e verde, sei in pari e in regola.
    Per evitare di seguire corsi totalmente inutili, se non addirittura dannosi perché senti dire cose che non stanno da nessuna parte, ho cercato nel portale come poter auto-certificare qualche cosa che ho fatto. Bene, trovo il magico pulsante che fa accedere all’area dove presentare RICHIESTA per poter auto-certificare un qualcosa di fatto che non sia un corso.
    Trovo il caso mio; è possibile chiedere 1 credito (ripeto 1 credito) nel caso di “monografie, articoli, saggi, etc…”. A parte il fatto che credo ci sia una bella differenza fra lo scrivere una monografia e un articolo, procedo con la compilazione dei campi e invio la RICHIESTA di potermi auto-certificare la bellezza di 1 credito, perché nel 2015 ho pubblicato un libro su di un restauro.
    Passa il tempo, mi dimentico della cosa perché comunque il mio status aveva il bollino verde e il tutto procede. Dopo sei mesi, ricevo una bella mail PEC dall’Ordine il quale mi scrive che la mia pratica non poteva essere evasa perché non inviata via PEC.
    Oltre al danno, la beffa.
    Credo che non ritenterò la procedura e lascerò, ahimè, il punticino sul tavolo.
    Ma v….

    Carlo

  4. Pingback: CREDITI FORMATIVI … INUTILI E DANNOSI … | Archiwatch

  5. vivalux66 ha detto:

    Ahò, so’ posti di lavoro pure quelli! = pochi mestieranti ma tutti insegnati.

  6. Sergio 43 ha detto:

    Ho fatto solo due esperienze di questi crediti formativi. Mia figlia li segue, come è necessario. La prima volta ci andò piena di aspettative. Tornò delusa e mortificata. Mi raccontò del disinteresse della maggior parte degli studenti agli argomenti del docente, del brusio, dei rumori di fondo che rendeva quasi incomprensibile la lezione. Molti se ne uscirono senza salutare prima della conclusione avendo già firmato il foglio e acquisita la presenza per ottenere il credito. Alla fine, mia figlia, mortificata per se stessa e per quell’uomo che stava riponendo le carte, si avvicinò per fargli qualche domanda. Lui rispose cordialmente. Poi la conversazione, non so come, svoltò su qualche aneddoto e lui raccontò che, mentre studiava, giocava a baseball. Mia figlia gli raccontò che anche io vi avevo giocato ma, essendo soltanto un onesto dilettante, avevo smesso entrando in facoltà mentre lui aveva giocato anche in nazionale. Prima di andarsene, le lasciò un autografo per me.
    Il secondo momento in cui avvertii direttamente il particolare interesse per questi crediti che dovrebbero formare e adeguare lo studente, fu al momento di partecipare ai corsi di formazione per la gestione delle visite guidate in Quirinale, dopo la encomiabile decisione del Presidente Mattarella di rendere fruibile tutto il Palazzo. C’eravamo noi, volontari del T.C.I., tutte persone pensionate e appassionate d’arte ma soprattutto desiderosi di rendere una prestazione per amor di patria: qualche vecchio architetto, professoresse di liceo, un generale, professionisti, impiegati. Tutti avrebbero dovuto gestire la complessa organizzazione delle visite mentre gli studenti delle tre Università della Sapienza, di Tor Vergata e di Roma TRE, chi in Architettura, chi in Storia dell’Arte, chi in Giurisprudenza, chi in Scienze Politiche, dovevano, ognuno per la propria specializzazione, doveva acquisire le informazioni necessarie e prestare l’opera semestrale di illustratori al fine di guadagnare i crediti formativi. Un lavoro impegnativo per vastità di notizie, per serietà di applicazione e di rispetto delle regole della Sede del Presidente. Alla fine del primo giorno, la metà degli studenti, fattisi due conti, sono scomparsi alla ricerca di corsi meno impegnativi. Sono rimasti i migliori per interesse e qualità ma chi può sapere se questo loro sacrificio e dedizione verrà valutato meritoriamente in futuro?

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