UN CERTO ISOLAMENTO …

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12 risposte a UN CERTO ISOLAMENTO …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Che io sappia, a parte Portoghesi… Quei pochissimi che incontro e con cui parlo sono dei poveracci, magari ben messi a soldi ma in generale non si sbilanciano. Hai visto mai che lo viene a sape’ er padrone.

  2. Ettore Maria Mazzola ha detto:

    Non proprio tutti … ma in effetti il silenzio è assordante.
    Probabilmente temono di inimicarsi i palazzinari … che schifo!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Ma forse caro Ettore, molti non capiscono proprio la questione nel suo complesso, un po’ come per tutte le cose nella società dei consumi di massa. I guai qui, bisogna andarseli a cercare con strumenti di scarso corso nei supermercati .

  3. Carlo ha detto:

    Carissimo Giorgio,
    levate di scudi, appelli e proclami per salvare l’agghiacciante parcheggio di Sacripanti a Forlì e il silenzio sull’illppodromo di Tor di Valle, opera ardita e affascinante.
    Subdola la scelta di invitare un blasonato ingegnere cui chiedere un giudizio sullo stato delle strutture perché, inevitabilmente, dirà che la struttura non è antisismica. Praticamente tutti gli edifici costruiti in Italia prima del 2008 risultano, a seguito di verifiche, non rispondenti all’attuale normativa e non occorre un terremoto per dimostrarlo.
    Pretenzioso, però, un perentorio giudizio a seguito del solo rilievo a vista; si possono fare ipotesi, ipotizzare scenari, presupporre, dedurre, considerare e tante altre cose ma “affermare” mi pare rischioso e poco professionale.
    Occorrerebbe, infatti, procedere con serie verifiche sui materiali, fare calcoli e indagini come anche studiare i documenti di progetto con anche quelli di cantiere e solo dopo tutto questo si può dare un giudizio concreto sullo stato delle strutture.

    Mah! Speriamo bene ….

    Carlo

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Mi ci gioco un caffè, che in quel comparto, degli ultimi terremoti, non si è sentito neanche un leggero stormir di foglie.

  4. Sergio 43 ha detto:

    Grazie, Prof. Anche questo archiwacciaro si è sentito isolato. Immaginavo salutari critiche, proposte diverse dopo la mia sulla sede dello Stadio a “Torre spaccata”. Già nominare “Tor di Valle”, “Torre Spaccata”, rende evidente che, anche l’impianto sportivo, deve migrare lì dove pascolavano le pecore e correvano i cavalli. Invece, secondo l’uso invalso oramai 50 anni fa, lo scontro non è più di merito ma politico. Sarebbe stato interessante verificare come la Facoltà, con il corpo docente, il corpo studentesco, l’Ordine, gli architetti si misuravano con i temi, con questo tema in particolare, del corpaccione di questa grossa, ex-grande, città. Si rimane invece su sovrastrutturali argomenti estetici e ideologici. in cui qui me la canto e me la sono, chi fischiettando e chi battendosi la pancia a mò di tamburo con i palmi delle mani.
    In ogni caso, riappare sempre l’errore mastodontico di aver rigettato nel dopoguerra la linea di sviluppo della città verso il mare. Sarebbe stato possibile costruire con tutta naturalezza lo Stadio a Tor di Valle!

  5. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Già, politico. In cui la parte del leone, perdipiù solitario negli ultimi 20 anni, la fa il potere finanziario/bancario, senza il contrappeso di quello pubblico o, se si vuole, quello del pubblico interesse.

  6. ettore maria mazzola ha detto:

    Questa “bella gente” dopo essersi apparecchiata la tavola se la rideva alla facciaccia dei romani.
    … Come diceva Totò “ridete in faccia a sta pipa!”
    Ora che gli abbiamo messo il bastone tra le ruote questa “brava gente” sta facendo di tutto per affossare la giunta e “riprendersi Roma”.
    Questa “brava gente” sta mettendo in giro scoop fasulli che arrivano perfino alla publicazione di foto con il presunto prezziario delle prostitute (davvero una cosa patetica, falsa come una banconota da 30 euro) su giornalacci corrotti e siti web al loro servizio!
    Questa “brava gente”, purtroppo, trova anche l’appoggio di “professionisti” dal dubbio senso morale i quali, pur di restare nelle grazie dei palazzinari, sono disposti a rilasciare pareri tecnici “inconfutabili” sullo stato di salute delle strutture dell’ippodromo … parere antisismico espresso a seguito di un semplice sguardo … che schifo!!
    In tutto questo l’accademia romana e l’ordine degli architetti sembrano aver perso la favella!
    Per quanto riguarda Marino, da qualcuno rimpianto come “vittima”, con questa notizia abbiamo invece conferma che sia comportato da carnefice … ed ora sappiamo anche perché, e perché qualche giorno fa abbia tuonato contro lo stop allo stadio! … Bello schifo!

    Ettore

    http://limbeccata.it/retroscena/stadio-roma-nel-2013-parnasi-finanzio-mezzo-consiglio-comunale/

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Caro Ettore, li conosco personalmente quasi tutti, a parte Scarpellini e pochi altri. Mezze tacche che se venderebbero la madre…ma non perché sono corrotti : sono dei poveracci con le pezze al culo e soprattutto stupidi. I loro Partiti gli hanno insegnato che si deve fare così. Ci impiegheremo un po di tempo come è inevitabile che sia, ma ce li leveremo di torno.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      …dunque…gli altri hanno intascato e la Raggi deve fa’ lo Stadio ?

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Caro Ettore, nell’imparare la nostra professione negli anni, ho capito che un architetto non può accettare di vivere e lavorare in un gigantesco Truman show. Quello che tu implicitamente hai affermato mostrando questo documento, al di là della sua specificità di mediocrità e meschineria, è proprio questo ! La nostra disciplina, soprattutto su larga scala, è oggettivamente conflittuale con il Truman show, cioè con l’artificio della convenienza particolare e dell’opportunismo miope che non tendono alla soluzione dei problemi e la rimozione delle loro cause ma al contrario ad enfatizzarli. L’etica c’entra poco, viene dopo; è proprio la spinta a cercare di risolvere problemi che tutti i tecnici hanno e quando essa si trasferisce su grande scala le ragioni della forma si complicano e s’ingigantiscono fino a portarti fuori dalla disciplina stessa, che in fondo come astrazione non esiste. Con le vicende delle Olimpiadi e dello Stadio stiamo proprio vedendo la fase finale del Truman show, lo scontro tra la finzione e la realtà e l’impatto con la parete di finto infinito e vicino.

  7. Maurizio Gabrielli ha detto:

    …è vicino…

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