“IO STO CON BERDINI” …

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http://www.sandroranellucci.it/blog/articles/968

“Lo avevo scritto circa una settimana fa, ora più che mai è di attualità, visto che Berdini si è dimesso

buona lettura”

Ettore

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19 risposte a “IO STO CON BERDINI” …

  1. Enrico ha detto:

    A ettore magna tranquillo…

  2. efisio pitzalis ha detto:

    Quindi l’infamia è de “La Stampa” non di Berdini…..

  3. ettore maria mazzola ha detto:

    grazie professore.
    Mala tempora currunt!

    Ettore

  4. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Anch’io ma l’importante è che ci stia la Procura della Repubblica a cui non mancheranno certo i Cellulari con le ruote per portarsi via quella masnada di criminali che dietro la copertura della Giunta Comunale ( come da sempre d’altronde) impone i suoi interessi economici a quelli della città. Manipolando cinicamente un popolo ridotto a plebe (pane et circenses).

  5. zabriskie ha detto:

    Purtroppo Berdini si è fatto male da solo, sapeva che stava parlando con un giornalista. Sapeva che la giunta è sotto mira da parte di molti avversari e da parte di quasi tutta la stampa, doveva semplicemente tacere o dimettersi se non si fidava della giunta di cui faceva parte.

    • roberto ha detto:

      Me associo a Zabriskie…e me dispiace de nun esse d’accordo co’ Maurizio.

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Eh no, troppo comodo ! Amico caro, amico bello, si raccoglie sempre quello che si semina ! La Giunta è sotto la mira della sua stessa totale inconcludenza e incompetenza. Tanto che gli assessori se li va accattando di qua e di là. O no ?

      • zabriskie ha detto:

        Si raccoglie quello che si semina, giusto, ma cosa si può aver seminato di così grave in così poco tempo? Roma non è Milano, la Raggi raccoglie una città in macerie e se la si deve giudicare lo si potrà fare solo tra qualche anno. Per adesso non nascondo che anche a me non è che ispiri molta fiducia ma ha tempo per migliorare.

    • Ettore Maria Mazzola ha detto:

      Il pezzo è stato scritto prima della divulgazione delle dichiarazioni audio.
      Detto questo penso che sebbene Berdini possa aver sbagliato a fare certe affermazioni da finto anonimo, il M5S abbia sbagliato ancor prima ospitando in squadra persone di altre are politiche che potevano pugnalare alle spalle la giunta.
      Detto questo posso comunque dire che mi fa più schifo il voltagabbana della giunta svendutasi a Parnasi-Pallotta-Armellini che non la coerenza di Berdini.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Aaa Zabriskie Point, Berdini non si è fatto proprio niente, e’ uscito dalla casa prima che crollasse il tetto ! O dobbiamo credere ancora alla favola della povera sindachessa che può ancora migliorare e vediamo che succede : in politica non esiste il perdono. Specie se hai seminato vento, raccogli tempesta ! Sveglia ragazzo.

  6. tomlondra ha detto:

    In qualche modo è importante che Berdini rientri in gioco- questa è una unica e irripetibile occasione per interrompere il potere dei palazzinari.

  7. maurizio gabrielli ha detto:

    …e comunque il tempo è scaduto per tutti. Fra poco si fermeranno pure le metropolitane e voglio vedere se ci passa a tutti la voglia di fare le guerre di religione o da stadio, che più o meno…..e si chiarirà questo gigantesco equivoco della “società civile” (?) che si candida alla guida politico-amministrativa vincendo pure le elezioni, anche col mio voto, ma che poi non ha né radici teoriche, né basi analitiche, né strategie politiche ma solo una lodevole cieca volontà di potenza che si scontra con quella, reale, di chi il potere ce l’ha sul serio, da sempre, economico, finanziario, fondiario, formativo e informativo, in una parola POLITICO !

    • roberto ha detto:

      A Mauri’…bono, carma…dici che l’hai puro votati….e mo’, de prescia, butti tutto ar cesso?

      • Maurizio Gabrielli ha detto:

        Ne ho ben donde, caro Roberto, ne ho ben donde. Il problema non è la spinta formidabile del M5s a cui, seppur modestamente, ho contribuito e non con le chiacchiere, visto che a prendere a pesci in faccia anche e non solo la catena degli abusivi che confiscano lo spazio pubblico ai cittadini che lo rivendicano e ci pagano le tasse, ci andiamo noi e che lo facciamo non con atti d’imperio che non ci competono, ma con una pianificazione e una tecnica che risolve i problemi del conflitto fra logiche contrapposte come quella commerciale con quella del decoro, della sicurezza, del diritto alla deambulazione anche per categorie svantaggiate e al diritto di godere del paesaggio urbano e monumentale senza che qualche stronzo pensi de fa come je pare.
        Il problema è che quella spinta non si nutre di slogan e di demagogia oltre i quali c’è un deserto di sapere o know-how, ma della base analitica per comprendere i fenomeni, interpretarli, individuare gli interessi che li producono e infine cercare le mediazioni in funzione dell’interesse pubblico che è ancora preminente costituzionalmente su quello privato. Ho detto preminente. E a proposito di Costituzione, essa recita apoditticamente che è compito di chi governa e amministra, tra le altre cose, contribuire all’innalzamento e all’arricchimento culturale del popolo…ecc…ecc…, e non tendere a ridurlo ad una plebe de buiaccari che urlano a cazzo di cane “famostostadio” o ancora dandogli al solito panem et circenses. Lo faccio con le decine di progetti e sistemazioni urbane che solo una corte d’incompetenti dedita a fare non so cosa, dopo otto mesi non sa ancora quali sono i suoi compiti istituzionali e spesso non sa leggere e scrivere o non capisce quello che a fatica legge. Così si va solo a sbattere e forte ! Se vuoi mi dilungo.
        Voila’.

  8. maurizio gabrielli ha detto:

    …reale e occhiuta. Gente che pianifica, programma e progetta con decenni d’anticipo. Si chiamano Capitalisti e non si fanno certo spaventare per così poco.

  9. Sergio 43 ha detto:

    Ma i capitalisti seri sanno quello che fanno per il bene generale. In primis, pensano alle loro tasche, su questo non ci piove perché è l’interesse che muove il mondo e, in secundis, non possono fare quello che gli pare in paesi con rigide leggi morali e leggi urbanistiche perché gli tagliano le unghie prima che allunghino le mani. A questo si sono adattati e abituati dai tempi della “Magna Charta”. I nostri capitalisti, se così si possono chiamare, invece sono usciti fuori dopo l’Unità d’Italia seguendo l’imbelle amministrazione centrale da Torino a Roma. I cosiddetti capitalisti nostrani, costituiti da un lato da nobili terrieri decaduti che mantenevano lo stile parassitario di vita svendendo terreni e gioielli di famiglia e dall’altro da gente forestiera fino ad allora abituata più all’abigeato, all’amministrazione latifondistica ed altri strani affari preistorici, hanno avuto di fronte governi monarchici inadatti a trasmettere solidi valori nazionali, governi destra-sinistra senza materia prima, la parentesi di una ventennale dittatura guidata da disegni immorali ma che, almeno, pur maltrattando Roma con magniloquenti e anacronistici sogni imperiali, aveva considerazione del gioiello che gli era caduto tra le mani, meno del popolo che vi abitava, e che non permetteva a nessun altro potere politico ed economico di soffiarglielo. Il periodo peggiore per la Capitale è stato il periodo della riconquistata libertà. Governi locali lasciati ai margini dell’attività politica che riprendeva. Di fronte all’Isola del potere nazionale, Montecitorio, Palazzo Chigi, Piazza del Gesù, Botteghe Oscure, in altre faccende affaccendato, il Campidoglio era soltanto l’Isola dei Musei e i Sindaci facevano meno figura dei Fedeli di Vitorchiano. I piccoli costruttori che nel dopoguerra costruivano nell’Agro le case con i blocchi di tufo per i nuovi inurbati che accorrevano in massa per stare come l’antica plebe vicina a chi, Chiesa, Stato, UNRRA (UNITED NATIONS RELIEF AND REHABILITATION ADMINISTRATION) era in grado di offrire quasi gratis “panem et circenses”, si trasformavano piano piano, poi sempre più spavaldamente, in grossi costruttori. ” osservando come lavoravano le più scafate società locali, il cosiddetto “GENERONE ROMANO”, le loro assidue frequentazioni politiche, bancarie, cardinalizie. L’unica cosa che mi fa rimpiangere la Roma dei decenni ’50-’60 è che almeno quei costruttori, pur guardando al sodo dei loro investimenti, ancora capivano l’importanza di rivolgersi all’Architettura e ai Maestri di allora per dare lustro al loro lavoro e un volto ancora decente alla città che cresceva.
    Adesso, basta guardarsi intorno e neanche più quello!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Come non riconoscersi in una narrazione storica così precisa, dati il poco spazio/tempo !
      Mi piace sottolineare che, in ossequio al principio di origine monetaria che vede la moneta cattiva scacciare sempre quella buona ma, in realtà, di origine agreste secondo cui la mela marcia fracica tutto il cesto, la demolizione della diga fra Banche di credito a imprese e famiglie da quelle d’investimento e affari che costò tanta fatica a Roosvelt, chiamata Legge Glass-Steagall nel 1933, dopo la grande crisi del 1929, fu ad opera del Democratico Bill Clinton nel 1997 spintosi dove nessun reazionario come Reagan o conservatrice vittoriana come Tatcher avrebbero mai osato, porto’ le più grandi banche globalizzate e i suoi capitalisti , a comportarsi esattamente come Cosa Nostra scacciando in un baleno il capitalismo “buono” e dedito al bene collettivo, in favore di quello selvaggio e privo di regole che vediamo all’opera oggi. Dal 2008 ci risiamo esattamente come 90 anni fa, il cattivo scaccia il buono. Y. M. Keynes inventò per questo il Wellfare, ma pare che la lezione non sia servita ! Voi vede’ che è proprio il Capitalismo che non funziona ?

  10. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Aaaa Robbe’, da come parla Grillo, pare che Parnasi gli abbia fatto visita da tempo. Quella è gente che non chiede il permesso, che non vuole parlare e discutere…quelli lasciano un MEMORANDUM e se ne vanno ! Come Margan Stanley, J. P. Morgan Deutsche Bank ecc ecc.
    Saluti calorosi e tanti tanti auguri.

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