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Arena di Verona, Vittorio Sgarbi: …

“La copertura? Solo una mente malata …

poteva ideare una cosa del genere”

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8 risposte a

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Standing ovation per Sgarbi!
    Chi ha ipotizzato e chi ha progettato questa schifezza al posto del cervello ha il tratto terminale del colon!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Non solo, sei troppo buono ! Chi avesse ancora dei dubbi sul fatto che le nostre città, il nostro Paese, sia terra di conquista per le scorribande degli avventurieri dell’investimento di capitale ad alto rendimendimento e a basso rischio, essendo che poi si socializza la perdita e il danno, una volta garantito al privato il lauto profitto, ora egli è…servito. Ciò è stato possibile per tante ragioni ma la più disgustosa è stata l’acquisto a prezzi calmierati dei centri decisionali, oserei dire dell’intelligenza di un intero popolo e della sua classe dirigente nel corso degli ultimi 30 anni almeno. Prima ci hanno rincoglionito e poi blandito e ora bivaccano da porci quali sono. Parlo proprio degli investitori internazionali e del corpo politico imprenditoriale tutt’ora circolante !

  2. ctonia ha detto:

    Mi sembra una splendida idea, anche storicamente fondata. Spero venga realizzata. A Schinkel sarebbe piaciuta, quindi credo che possiamo accontentarci :)
    Auguri!
    cristiano

  3. Michele Granata ha detto:

    Capisco che il progetto possa non piacere, pero’ gli anfiteatri romani erano sempre coperti con un velarium, quindi in se coprire l’arena di Verona non mi sembra un’eresia.
    D’altra parte la scelta usata a quel tempo, per l’utilizzo di un tendone, era essenzialmente tecnica e non estetica, si tratta di un elemento complementare, per cui un intervento che possa proteggere gli spettatori dalla pioggia se era giustificato all’epoca lo puo’ essere anche oggi.
    Per secoli le ristrutturazioni sono stati fatte secondo i gusti e gli stili del tempo, solo dall’ottocento si è passato al restauro conservativo.
    Un piccolo esempio mi è capitato di vedere a Cremona dove la facciata del duomo passa progressivamente da uno stile gotico, poi quattrocentesco ed infine barocco.
    Quindi non mi sembra poi cosi’ tragico se ogni tanto si interviene su di un monumento con un’aggiunta contemporanea, purché giustificata.
    Saluti sussurrati
    Michele Granata

  4. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Si puo’ essere, ma non mi piace la generale filosofia d’intervento sui monumenti e le antichità che si pratica da molti anni in Italia. E soprattutto non mi fido dell’uso del termine “investimento” che inesorabile accompagna quella filosofia tesa nei fatti ad indebolire ruolo e struttura delle Soprintendenze.
    Non ho nulla contro le tensostrutture, le coperture, le canape, e neanche i sistemi per calmierare l’acqua alta a Venezia, per dire, ma visto come è andata a finire col Mose, le parole investimento e valorizzazione mi rendono nervoso.
    Chiedo scusa.

  5. Sergio 43 ha detto:

    Ho solo un problema di metodo. Come si fissa il Velario all’Arena? Cordoli di cemento, chiodi sparati nelle murature? Non potendo chiedere ogni volta agli allievi dell’Accademia di Livorno che vengano a manovrare le cime e le scotte, dove li mettiamo i macchinari di manovra? Cosette così insomma. Anche sulla facciata del Duomo di Milano ci sono dei finestroni con le cornici neo-classiche ma non saprei, oggi, se ci azzeccherebbero le finestre di Ronchamps sul fianco ricostruito di una chiesa di Amatrice. Anche la mezza copertura dell’arena del Colosseo, se mi ha convinto per certi aspetti documentari, mi ha lasciato perplesso vedendo la restante parte all’aperto tappezzata di verde, un po’ scomposto e selvaggio in verità, però commovente come il pavimento pratile dell’Abbazia di San Galgano.

    • Michele Granata ha detto:

      Effettivamente hai ragione Sergio, vi sono molti dettagli da risolvere.
      Pero’ tu hai toccato un soggetto estremamante interessante.
      Noi, su di un Blog, spesso ci limitiamo a esprimerci sull’estetica, senza tener conto della funzione che è un altro elemento (o quanto fondamentale) dell’architettura.
      Mi è sempre piaciuto ascoltare gli argomenti dei progettisti volti a giustificare la ragione di una soluzione architettonica che a prima vista appare incomprensibile.
      Alle volte puo’ capitare di cambiare opinione.
      Per quanto riguarda l’inserimento di un elemento contemporaneo su di un monumento antico, ho anche precisato che dovrebbe essere “giustificato” , quindi sono d’accordo con te che una finestrella di Ronchamp ci azzeccherebbe poco su un fianco ricostruto di una chiesa di Amatrice (ancorché !?!?!…………ma non voglio addentrarmi in questo argomento molto pericoloso).
      Non conosco il progetto della mezza copertura dell’arena del Colosseo, mi incuriosisce e mi piacerebbe sapere dove posso vederlo su Internet. Hai un sito?
      Grazie e cordiali saluti

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