MAZZOLA A PROPOSITO DI … FONTANE E FONTANELLE …

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“Cari amici,

vi segnalo questo mio breve articolo sul recente restauro della “Fontana degli Artisti” di via Margutta a Roma … e non solo

http://www.sandroranellucci.it/blog/articles/893

Buona lettura”

Ettore

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4 risposte a MAZZOLA A PROPOSITO DI … FONTANE E FONTANELLE …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    grazie per la condivisione!

  2. maurizio gabrielli ha detto:

    Caro Ettore, colgo l’occasione per sottoporre all’attenzione del Blog un caso che conoscerai bene e che riguarda un’altra fontana pubblica di Roma, che fu al tempo oggetto di studio per un esame di Disegno e Rilievo credo, insieme ad altre cose, posta lungo Via N. Zabaglia subito dopo il cimitero degli Inglesi, sul clivo che guarda il Monte dei Cocci e che era dotata di due scale in porfido per la discesa a forma di tenaglia settecentesca di cui, già allora, ne era scomparsa una, quella di destra. Conservo ancora le foto. Mi sembra fosse di De Vico e dopo tutte le bestemmie che gli sono piovute addosso, ancora resiste rappresentando una grande brocca da cui zampilla e deborda acqua che cade nell’invaso sottostante in marmo e travertino.
    Certamente la manutenzione non riproduce, non moltiplica capitale; meglio appaltare qualche cacata a qualche impresa coi capitali prestati da qualche Banca, che poi tanto la pagano i cittadini che a furia di brontolare manco se ne accorgono.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      certo Maurizio, occorre far conoscere e promuovere, magari con comitati di quartiere, il restauro di quelle cose che possono divenire i simboli della rinascita dei quartieri, risvegliando così il senso di appartenenza dei cittadini, sempre più menefreghisti nei confronti del bene comune.
      Finché certi “gioielli” pubblici verranno abbandonati al degrado, finché la città della “grande bellezza” continuerà ad avere marciapiedi asfaltati infestati dalle erbacce e strade costellate di buche, piuttosto che avere pavimenti consoni agli edifici che delimitano, non ci si potrà mai aspettare un risveglio civico che, per esempio, porti i proprietari dei cani a raccogliere gli escrementi dei loro amici.
      Sono fermamente convinto che dalla riqualificazione delle piccole cose, molto più che dalle presunte “grandi opere”, possa ripartire l’economia locale, il rispetto della cosa pubblica e, ovviamente, la rinascita del senso del bello!

      • Maurizio Gabrielli ha detto:

        Certo, lo sto facendo da qualche anno al limite delle mie possibilità fisiche, anche con il comitato di quartiere ci mancherebbe. Siamo nati per soffrire.

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