UN ALTRO ARCHITETTO …

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“Fa piacere sapere che i desideri, non l’architetto Desideri ma i desideri di Francesco Rutelli, si realizzano quando c’è volontà e predisposizione. Habemus Architectum! Non ha certo bisogno di un pezzo di carta, Uno che, come lui, si è dedicato negli anni giovanili, anima e corpo, al suo cursus honorum, iniziato come uno dei tanti pulcini di Mamma Chioccia Pannella. L’ho visto da vicino la prima e unica volta nella Sala Congressuale del San Michele “Gli Stenditoi”. Ero stato invitato dal presidente di un Centro Studi alla premiazione di un Concorso di Poesia. La Giuria era prestigiosa; i bei nomi di una volta, gente di cultura magnifica ma oramai sulla via del tramonto naturale. La Giuria era già assisa in cattedra, il salone era oramai quasi colmo, la gente si salutava con calore “Carissimo, come stai? – Quanto tempo, carissima!”. Entrò un bel ragazzo che, con elegante naturalezza, percorse tutto il banco stringendo le mani di tutta la giuria. Il mio amico che, bazzicando i mondani ambienti romani, romaneschi e capitolini, lo conosceva bene, mi sussurrò bonariamente “Ecco che è venuto a fare la sua comparsata”. Mi disse il suo nome che mi dimenticai quasi subito. Quando la cerimonia iniziò, il bello era scomparso per altri lidi. Poi, anni e anni dopo, votai per lui come Sindaco di Roma.
I più maligni, che hanno dato la notizia dell’ottenuto laticlavio, ne attribuiscono il motivo alla sua probabile candidatura alla Presidenza dell’UNESCO. Che c’è di male? Una pergamena val certo un seggio a New York! Ma mr. Rutelli dice che aveva promesso al padre di concludere gli studi. Io ci credo perché mr. Rutelli è un uomo d’onore! Un po’ meno mi ha soddisfatto, come Sindaco, nelle sue decisioni di carattere precipuamente architettoniche e stilistiche. Capisco che ciò sia comprensibile perché allora aveva interrotto gli studi e la sua attività di “piacione”, di piacere alla gente che piace, lo aveva condotto a pesanti scivoloni. Il primo che mi ricordo fu la sua ossessione di far passare il lungotevere tra la Mole Adriana e il Ponte S. Angelo per evitare la circumnavigazione del traffico intorno a quella fastidiosa Fortezza. Che cosa bisognasse rifilare, se la Porta o il Ponte, non ricordo più ma, dopo aver riempito le pagine della stampa cittadina con arroganti progetti, non se ne fece logicamente più nulla. (Come fallì l’iniziativa dell’altro giovane Dioscuro, Veltroni, quando, da Sindaco, voleva bucare quei fastidiosi Sette Colli per farne parcheggi per chi viveva e andava a lavorare in Centro. E sì che i Dioscuri erano considerati i protettori di Roma!). Il secondo scivolone fu la tigna di abbattere lo scrigno di Morpurgo per l’Ara Pacis augustea. Le ragioni erano importanti! 1) Era fascista. 2) Fascista era anche l’architetto. 3) Si sporcavano i vetri e bisognava lavarli. E vabbene! Posso capire gli importanti valori ideologici e pulitici di quella scelta (non è un lapsus dato che si parla di pulizia delle vetrate. A proposito di vetrate! Più che la “Nuvola”, penso che la gente accorrerà ad assistere alle acrobazie dei lavavatri su e giù intorno al Centro Congressi!) ma, da quel “motu proprio”, da quell’”actum imperii”, sia sul cantiere sia sul progettista, ne è derivato che, da 11 anni, Roma è orfana di un Mausoleo e di una Piazza nell’impianto urbanistico del “Tridente”. Il terzo scivolone fu la realizzazione, dopo lo spostamento del Campo Nomadi “Casilino 900” in altre sistemazioni, di una cancellata, con gli ultimi spiccioli del Giubileo, intorno agli sfasciacarrozze, all’ex-Aereoporto di Centocelle, poi ex-SDO, e a un Parco che non è ancora il Parco che ci fecero vedere al Palazzo delle Esposizioni come prossimo venturo e che, senza gestione, assiste a reinsediamenti di nomadi.
Io non lo vedo come Presidente dell’UNESCO. Rutelli non è certo un leone e di fronte al valore che ha assunto questa Agenzia dell’ONU, con maggioranze che si formano intorno a interessi politici più che di valorizzazione e salvaguardia dei beni dell’umanità, lo vedo come un vaso di coccio tra vasi di ferro…..Mi vien da ridere! Se il turno per la Presidenza dell’Unesco è plausibile debba toccare a un italiano, perché non mandarci un vero Studioso d’Arte, preparato e robusto? Proponiamo Vittorio Sgarbi! Ogni riunione del Comitato Direttivo sarebbe uno spettacolo! Intanto, capra più, capra meno!”
Sergio 43

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3 risposte a UN ALTRO ARCHITETTO …

  1. maurizio gabrielli ha detto:

    Soprattutto un altro Democratico dell’Asinello, de quelli che come il cugino americano Clinton, sono i responsabili della svendita un tanto al chilo di quella che era stata la faticosa costruzione democratica dei tre decenni del dopoguerra. Una svendita criminale che a ben guardare, per quanto riguarda l’Italia, potrebbe essere collocata nel momento della trombatura di un grande intellettuale come Florentino Sullo e della sua legge urbanistica ad opera della sua Democrazia Cristiana che di cristiano aveva poco e di democratico ancora meno.

  2. Sergio 43 ha detto:

    Son d’accordo!

  3. ettore maria mazzola ha detto:

    Sarei davvero curioso di sapere come abbia potuto trovare il tempo per studiare, progettare, fare le revisioni settimanali dei progetti, sostenere gli esami e discutere la tesi.
    Appello a tutti i giovani laureati: Chi l’ha visto sostenere pubblicamente un esame e fare una revisione si faccia avanti e mi smentisca … vi prego!
    A me puzza come l’abilitazione all’esercizio professionale (in contumacia) data a Richard Meier (proprio a causa dell’incarico ricevuto dall’ex sindaco), senza la quale non avrebbe potuto realizzare il progetto per l’abominevole stazione di servizio … oops scusate, museo, nel centro di Roma.
    Come diceva Giulio Andreotti, nota volpe, “A pensar male si fa peccato …. ma spesso si ha ragione!”

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