LA STRADA DEGLI ARTISTI …

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La Fontana degli Artisti
ritrova lo splendore …

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3 risposte a LA STRADA DEGLI ARTISTI …

  1. Michele Granata ha detto:

    Mi fa particolarmente piacere che i lavori siano finiti.
    Questa è forse una delle ultime fontanelle che hanno accompagnato Roma per secoli.
    Anni fa notavo ancora qualche passante che si attaccava alla cannella, ma adesso non si usa piu’, si preferisce comprare una bottiglietta di acqua minerale.
    E pensare che a Roma le fontanelle abbondano e ce ne sono di bellissime, basti pensare a quella di via Lata con la botticella, quella del Catalone nella piazza omonima, quella dei libri in via degli Staderari, o quella delle tiare al largo del Colonnato.
    Ma ce ne sono molte altre, io mi sono divertito a fotografarle e adesso ne ho una bella collezione.
    Sono quelle piccole cose che mi inteneriscono quando, le poche volte che vengo a Roma, passeggiando le incontro.

  2. Pingback: Archiwatch

  3. ettore maria mazzola ha detto:

    Le splendide fontane (ne ha fatte tante in quel periodo) di Lombardi e quelle coeve di Attilio Selva e Raffaele De Vico, rappresentano gli ultimi esempi di arredo urbano degno di tale nome … anche perché, quello è anche l’ultimo periodo in cui l’urbanistica dava importanza al disegno degli spazi urbani! Solo qualche anno più tardi, infatti, gli “urbanisti” italiani decisero di abdicare in favore dell’urbanistica “funzionale” interessata solo allo zoning.
    Se pensiamo allo squallore di quello che è venuto dopo, viene davvero da ridere al pensiero che si continui ad inneggiare all’opera degli “urbanisti” ed architetti che si allontanarono dalla tradizione, ritenendoli come degli eroi pionieri di una evoluzione culturale in campo urbanistico, architettonico e artistico.
    Guardiamo a quelle che sono state le conseguenze di quello scellerato abbandono della tradizione, guardiamo che cosa è la Roma costruita dal dopoguerra ad oggi!
    Uno schifo da radere al suolo e ricostruire! Non solo per ragioni estetiche, ma anche per dare dignità a chi non abbia avuto altre scelte sul dove vivere!
    Venendo ai giorni nostri, se penso agli abomini prodotti in occasione del concorso per le 100 piazze mi viene da piangere!
    Pensiamo alla supercostosissima “fontana” e “piazza” di fronte agli edifici di Plinio Marconi lungo via Rolli … che tristezza! … Quattro mega-insalatiere lerce, poste ad un’altezza assurda che obbliga a vedere l’acqua dal basso … cosa parecchio difficile perché, ernie cervicali a parte, risulta impossibile effettuare una regolare pulitura del fondo delle “vasche” che si presentano opache e zozze come accade per le coperture in vetro della recentissima ed orripilante Stazione Tiburtina.Certi architetti dovrebbero imparare che se il rendering al computer mostra trasparenze accattivanti, la relatà della natura è ben altra. Si tratta di effetti collaterali calcolabili e non trascurabili!
    Che dire dell’abominio estetico della sistemazione “moderna” di Piazza San Cosimato e, soprattutto, degli “accattivanti odori” che possono sentirsi passando tra la “fontana” e il protiro della chiesa? queste “gradevolissime” sensazioni le dobbiamo alla nuova soluzione artistica dello spazio! Grazie!
    La pseudo-cultura radical-chic imposta con violenza nei licei artistici, nelle accademie e nelle facoltà di architettura, ha condotto il nostro Paese – che il mondo invidia per ciò che ha prodotto in passato – ad essere quello dove si realizzano mostruosità di ogni genere col beneplacito di soprintendenti e cultori d’arte ed esperti di architettura.
    Per non parlare male solo di Roma, pensiamo per esempio a quello che è diventata Piazza Verdi alla Spezia dopo il taglio dei pini secolari e l’inserimento di spazi assurdi dominati dai telai di Buren che sembrano ispirarsi alle simili strutture degli autolavaggi!
    E allora??
    Allora brindiamo al ritorno al suo originario splendore della Fontana degli Artisti, ma non abbassiamo la guardia, perché ora più che mai bisogna capire che chi insegni nelle accademie di belle arti e nelle facoltà di architettura metta da parte l’ideologia modaiola e impari a far apprezzare opere come quelle di Lombardo e De Vico! E’ ora di smetterla con l’istigazione degli studenti a scopiazzare le insulse porcherie delle star del momento, pubblicate sulle riviste patinate!

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