Schermata 2017-01-05 alle 13.58.36.jpgBeaubourg, l’astronave nel cuore di Parigi …

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2 risposte a

  1. emanuele arteniesi ha detto:

    Manifesto di idraulica patetico come i manifesti del cemento armato, del vetro delle macchine. Meglio gli ingegneri, meglio i poeti, meglio gli ingegneri poeti al limite la patafisica. Chissà che calibro Renzino nella Parigi anni settanta https://it.m.wikipedia.org/wiki/Filosofia_postmoderna

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Mah. Una ricostruzione pauperistica di un periodo di emersione di false e vere istanze di rinnovamento culturale incarnato da falsi e veri interpreti e di quello che voleva essere un cambiamento del ruolo culturale delle città europee, Roma in leggero anticipo e Parigi come al solito più organizzata e determinata a lasciare segni permanenti all’inseguimento con Jack Lang della formula che stava portando la nostra città a sperimentare l’effimero urbano. Rapidamente alcuni capirono che sotto a tutto ciò si celava un formidabile modo di sfruttamento economico della città, interpretata più come “location” del set di un film per il pubblico pagante che come occasione unica di crescita collettiva sia culturale che socio-economica. Parigi aggiunse elementi di trasformazione strutturale regalando alcune cagate come ad esempio la realizzazione del progetto di “Les Halles” e in fondo anche il Beaubourg non mi è mai sembrato un luogo incantevole pur avendoci vissuto vicino per due anni e mezzo e avendolo molto frequentato. Tant’è.

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