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La città diventa un bene comune …

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2 risposte a

  1. Roberto ha detto:

    co-city, una città basata su un modello di governance collaborativa dove i commons ambientali, culturali, digitali e cognitivi sono cogestititi da cinque attori come gli innovatori (che siano cittadini, maker ecc), istituzioni pubbliche, imprese, organizzazioni della società civile, istituzioni della conoscenza. Attraverso partenariati pubblico-privato-comunità possono lavorare assieme
    SCAMPATO,SI SPERA,IL PERICOLO, SI POTREBBE FINALMENTE RIPARTIRE.
    coraggio, damose da fa…………………………

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Certo, bisogna cercare di farle le cose e non raccontarle, che ormai l’hanno capito pure gli scemi che questa è una baracca mondiale fondata sulla patacca, cioè su quella che la scienza (?) della comunicazione codifica come narrazione.
      O poi ci sarebbe da dire pure che “beni comuni” c’ha sfrantumato le orecchie, non si può più sentire : esistono i beni pubblici e quelli privati, intanto pedalare su questi…poi si vede.

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