L’AVANA RICORDA …

15178996_1832166537072740_388877090375158345_n.jpg

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2016/11/30/lavana-ricorda-fidel-086514

Questa voce è stata pubblicata in Architettura, Archiwatch Archivio. Contrassegna il permalink.

15 risposte a L’AVANA RICORDA …

  1. Sergio 43 ha detto:

    Anche io ricordo i racconti dei miei e, nei documentari d’epoca, l’immagini di Piazza Venezia piena, a quanto sembra, di gente adorante. “LO VOLETE VOI?” – “Sìììììììììììììììììì”. Altro che Referendum! Quei racconti e quelle immagini assurde e ridicole mi hanno mesmerizzato su qualunque altra occasione di culto della personalità. Adesso vorrei sapere come è possibile che ancora oggi qualcuno si commuova di fronte a un uomo come il Lider Maximo come mi fanno senso alcuni, che neanche erano nati, sono in adorazione perenne del Duce. Non mi venissero a dire che Castro l’ha fatto per i poveri di Cuba che, guarda caso, sono rimasti poveri anzi di più. Dice: “Ma adesso non ci sono più differenze di censo!” Certo la grandissima maggioranza sono tutti poveri!. Non mi venissero a dire che c’è stato l’embargo degli USA! Anche i miei ricordano gli anni dell’embargo dopo la conquista dell’Etiopia. Per quell’embargo nessuno fece la fame. Al massimo scoprirono l’amaro gusto della “ciofeca”. Ma nacque anche uno spirito, una voglia di libertà che condusse alla Resistenza!
    Quindi, viva l'”HABANERA”, viva el pueblo unido e che raggiunga quello che spera la sorella di Fidel Castro, esule in Florida: LIBERTA’.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Allora è meglio pochissimi ricchi le cui briciole nutrono i moltissimi poveri ? Manco morto ! Se poi bisogna sempre buttala ‘n caciara….

    • Angiolino Imperadori ha detto:

      Non la conosco e mi scuso in anticipo ma leggendo questa sua sequela di ideologizzanti banalità mi vien voglia di mandarla a quel paese, certo è legittimo non unirsi al coro, neppure a me piace questo profluvio di hasta siempre ecc.. ed i lati bui sono moltissimi e neppure le rifilo la tiritera dell’istruzione e della sanità ma se ha tempo e vuole si legga le brevi considerazioni di Galeano e soprattutto lasci perdere sta roba del duce e della ciofeca.

  2. Manuela Marchesi ha detto:

    talvolta, anzi spesso, ci si commuove di fronte ai propri sogni e ai propri passati…

  3. MICHELE GRANATA ha detto:

    Sono stato Cuba al mese di Aprile.
    Quello che mi ha piu’ colpito stata la sincera gentilezza, l’allegria e la buona volontà nel rendere servizio di quella gente.
    E’ evidente l’estrema povertà che impera, ma è una povertà che è vista con i nostri occhi, perché i loro bisogni non si misurano con le esigenze che ci sono imposte dal tipo di società dei consumi, ma con quelle dei beni di prima necessità.
    Ho apprezzato la dignità con cui affrontano la loro vita e, per quel poco che ho potuto vedere, con quale orgoglio ricordano la loro rivoluzione .
    Non me è sembrato du vedere slogans inneggianti a Castro, tanti pero’ per il Che, a cui sono dedicati anche molti monumenti, specialmente a Santa Clara, città dove si svolse una famosa battaglia il cui esito fu decisivo per la rivoluzione.
    Per quanto riguarda l’architettura non ne ho vista di di particolarmente interessante, avrei voluto visitare l’Escuela Nacional de Arte di Garatti, ma non mi è stato dato il permesso.
    L’Avana è una città che avrebbe potuto essere bellissima, ne aveva i presupposti, ma attualmente a me è sembrata in uno stato miserevole.
    MoIti antichi interessanti palazzi sono “sgarrupati”, come direbbe Eldorado, ma ho avuto il sentimento che fossero tutti in attesa di una ristrutturazione, come se aspettassero l’intervento degli immancabili prossimi investitori americani.
    Saluti

  4. Pingback: Archiwatch

  5. Sergio 43 ha detto:

    Vedo che ho rovinato alcune digestioni. Ma è sempre così quando gli si mostra l’altra faccia meno romantica di un sogno che, cara Manuela, non passa mai e che può rapidamente trasformarsi in un incubo. Rimasi stupefatto quando, cresciuto in famiglia nel valore dell’anti-fascismo e della Resistenza, durante il mio primo anno di Liceo, anno 1957, sicuro della certezza nella fede democratica della nostra generazione, fui attaccato da tre quattro ragazzi che parteggiavano per l’esercito sovietico mentre schiacciava la rivolta ungherese. Uno mi assalì: ” Ma lo sai che hanno ucciso un soldato russo conficcandogli un chiodo in testa?”. Immagine scioccante ma gli risposi: “E’ tutto quello con cui può lottare un popolo contro un esercito. I nostri dovettero usare un carretto da spazzino per l’attacco di Via Rasella”. Da allora, sempre amici ma, su questi argomenti, la “sequela di ideologizzanti banalità” espresse per decenni mi hanno indotto a non forzare la mano. Anche quando il grande impero sovietico che sembrava dovesse durare per sempre, vista la passione del popolo russo per le sfilate osannanti sulla Piazza Rossa o per le dolenti file al mausoleo del “Piccolo Padre”, si è afflosciato, come la bandiera rossa sulla Duma, nel modo più banale in una sola notte, non ho mai detto, per rispetto verso il loro stordimento, un men che sopito commento. Tale attenzione è sempre mancata verso le mie convinzioni quando si aveva il destro di rinfacciarmi qualche malefatta occidentale.
    Ma che ve lo dico a fare?

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Quando si dice buttare la palla in tribuna.
      (Faccio sommessamente notare che le rivoluzioni sono nate a causa dell’insopportabilità delle condizioni misere in cui delle moltitudini erano condannate proprio da coloro che, dopo, si lamentavano delle ” orrende dittature”.
      A parte il modo manicheo di leggere la Storia, c’è da rilevare che non fu l’orrendo Comunismo a scatenare due guerre Mondiali, semmai quello fu una risposta più o meno sbagliata a quell’ecatombe. Forse esiste una diretta proporzione fra le malefatte e le risposte ? Certo è che, DOPO, tutti li a spaccare il capello ! )

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Ma lo capisci Sergio che non c’è nessun Occidente né Oriente né Nord né Sud, né Fascismo né Comunismo, né buoni né cattivi, c’è solo una minoranza infima che detiene il 99% della ricchezza e il potere di imporla alla maggioranza schiacciante del pianeta, anche e spesso con la forza. Era cosi anche due tre secoli fa, leggi come vivevano i Francesi nel ‘700 o gli Inglesi a Londra nell’800, e parliamo solo dell’Evo moderno. E’ questo che non capisci : non è questione ideologica di “sistemi”, è una questione di “rapporti sociali di produzione”, che è proprio un’altra cosa !

      • Maurizio Gabrielli ha detto:

        Ma sì ma forse è come dici tu, la questione non è capire o non capire, sapere o non sapere ma credere o non credere.
        Saluti affettuosi.

  6. Maurizio Gabrielli ha detto:

    …poi sentì, stamane ho visto un motorino finire sotto le ruote di un enorme camion le cui ruote mi arrivavano al mento…e stritolare…sono un poco sotto shock.

  7. Sergio 43 ha detto:

    Che tempi stiamo passando, Maurizio! Quanti shock! Hai letto del giochetto sul San Giacomo? Non hanno più rispetto nemmeno dei santi! Rinchiudiamoci nel nostro Archiwatch e lasciamo perdere Politiwatch, almeno in questo contesto. Oramai, all’età mia, ognuno parla secondo il proprio imprinting biologico, appena appena smussato da quel poco di libertà mentale che ci concedono ancora i neuroni.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Ma si può morire a 18 anni così ? Sono le 2 di notte e…

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Sì certo, ma io non posso non occuparmi anche di questo argomento che riguarda l’infrastruttura viaria urbana e la sua relazione con il contesto, è una parte del mio lavoro e diamo l’anima affinché si arrivi a far assomigliare Roma ad una città dove non solo le norme siano rispettate ma siano fisicamente esistenti, vigenti, nel rispetto dei diritti e dei doveri di tutti. Morire a 18 anni con la testa fracassata non è solo un incidente, una fatalità, è la conseguenza della colpevole mancanza di tutte quelle configurazioni spaziali previste a servizio delle strade urbane e che sono state cancellate dall’incuria e dal mal governo di troppi anni passati. Erano tutti troppo occupati in operazioni come il San Giacomo per occuparsi della manutenzione della città’ vero ?

      • Maurizio Gabrielli ha detto:

        Troppo impegnati come oggi e più di oggi nella crapula degli Enti Locali, ma oggi è un giorno speciale, è il giorno in cui ufficialmente inizia in Italia lo scontro fra chi crede nella Repubblica fondata sul Lavoro e chi pensa che il Lavoro sia una parola obsoleta, da sfigati. Il Lavoro invece, liberato dall’uso criminale che ne fa il Capitale, è tutto ciò che chiamiamo civilta’.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...