SIC TRANSIT …

Schermata 2016-11-20 alle 22.45.46.jpg

“Maurizio, la Roma ha perso, more solito, all’ultimo minuto. Sono immusonito, rattristato e non mi sento in vena di speculazioni. Chiudo il filo dei “uoccici” ragionamenti su queste questioni che proseguiranno come due binari all’infinito, mentre, citando il nobile Keynes: “Nel lungo periodo saremo tutti morti”. Uso il nodino di alcune, pochissime citazioni, forse solo una, che ricopio dall’agile Wikipedia, dato che i poderosi testi del Vecchio, Nuovo e Nuovissimo Testamento, come tu ritieni essere “Il Capitale” di Karl Marx (onore all’immensa cultura e pensiero ebraici che, come un robusto ulivo millenario, continua a diramarsi con frutti dai sapori diversi ma sempre preziosi) sono come possenti catene montuose di cui l’uomo continua a cercare infaticabilmente nuove vie da esplorare. Sono citazioni, secondo il “principio di confutabilità” di Karl Popper (‘Sti teteschi! Se poi si chiamano Karl e sono pure ebrei, sono dolori!), di carattere precipuamente scientifiche. La lascio qui, come spunto di riflessione, grato delle riflessioni cui mi inducono le tue confutazioni.
“Vittorio Spinazzola, in un importante lavoro degli anni novanta, “IL ROMANZO ANTISTORICO”,(studia)………….la fondazione di un nuovo atteggiamento del romanzo rispetto alla storia: non più l’ottimismo di una concezione storicista e “teleologica” dell’avvenire dell’uomo ma la dolorosa consapevolezza che la storia dell’uomo non procede verso il compimento delle “magnifiche sorti e progressive” e che la “macchina del mondo” non è votata alla felicità dell’uomo…..il corso della storia genera nuovi torti e nuovi dolori, invece di lenire i vecchi.”
Completo quanto detto con la foto fatta nel giardino MARX-ENGELS-FORUM in una mattinata a Berlino. Un gruppo di turisti cinesi con le loro mogli e figli si facevano fotografare a turno davanti la statua di Karl Marx e Friedrich Engels. Osservavo il modo allegro, non irriverente ma dissacrante, delle loro pose, specie dei piccoli, davanti al monumento, come fanno tutti i turisti in gita. Mi immaginavo, al contrario, come dovevano apparire allora gloriosi, con i volti giovanili di 45 anni prima nelle immagini che ci arrivavano nel 1968, quei signori adesso attempati, con il mio medesimo abbigliamento borghese, mentre allora, vestiti tutti uguali, agitavano in faccia al mondo, con la promessa raccolta dai nostri intellettuali che “la Cina è vicina”, il loro Libretto Rosso, ricercato con passione da tanti miei colleghi di Valle Giulia (credo di ricordare che qualcuno aveva orgogliosamente rimediato e indossava la giacca con il colletto abbottonato da Guardia Rossa.)
SIC TRANSIT GLORIA ET ILLUSIO MUNDI.”
Sergio 43

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

3 risposte a SIC TRANSIT …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Grande Sergio, mi dai sempre modo di rinzaffare, pure adesso che stavo decidendo di mettere fine a una domenica dove fatalmente con l’Atalanta c’abbiamo lasciato le penne come avevo previsto non da menagramo ma da tifoso romanista consapevole, avendo giocato a calcio dai 6 anni fino ai 59, che la Nostra è ancora un po’ acerba ma si farà, specie in difesa. Spinazzola ha senz’altro ragione ma io più prosaicamente faccio un discorso di “classe” : ho a cuore solo e soltanto ciò che cura i miei interessi di lavoratore dentro un sistema che cerca di sfruttarmi economicamente, senza mai riuscirci peraltro, da quando ho finito l’Università. Cerco cioè di partire dal basso del ragionamento, dalla condizione e non dall’alto della speculazione storico-filosofica che non ha per sua natura un punto di vista da difendere e in genere sbaglia come per esempio Fukushima (?) e “la fine della Storia”. Il punto di vista e la condizione sociale sono importanti perché conducono subito ad interrogarsi su quali rapporti sociali di produzione ci legano gli uni agli altri e come funziona tutta la giostra, ma soprattutto ti fanno capire dov’è che qualcuno ti sta fottendo.
    A domani carissimo.

  2. Sergio 43 ha detto:

    O.K.!

  3. maurizio gabrielli ha detto:

    …e se la memoria non m’inganna Karl Popper parlava della “falsificabilità” di una teoria scientifica che per essere riconosciuta LEGGE deve poter essere, appunto, falsificabile, ma credo fosse riferito alla scienze esatte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...