PERUGINI … EX API … APPIA NUOVA …

Stazione servizio Perugini - via Appia, zona colli albani.jpg

Da Matteo Floridi …

1914-1995 … GIUSEPPE PERUGINI … UNO SCULTORE ARGENTINO … ALLA CORTE DI BRUNO ZEVI …

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8 risposte a PERUGINI … EX API … APPIA NUOVA …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Questo non è di Perugini, bensì di Amedeo Luccichenti.

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    E, naturalmente, lo dico perché lo so. Inizialmente fu Supercortemaggiore. Ma la cosa intrigante e’ la storia dell’amicizia fra il nonno dell’attuale, spero ancora, proprietario e poi del padre che commissionarono il Lavoro a Luccichenti, e le foto che accompagnano quella vicenda. Ci passerò un giorno di questi.

  3. Sergio 43 ha detto:

    Ho ammirato, senza neanche chiedermi perché, questa ala di aereo dal primo giorno che, appena sposato, andai ad abitare poco più giù in via Appia Nuova. Adesso abito un po’ lontano ma vi torno spesso perché mi sono rimasti degli amici in zona e potrò raccontare loro qualcosa di chi l’ha progettata. Un altro motivo e un caro ricordo mi tiene legato a questo luogo in particolare. Proprio dietro questa stazione di servizio è rimasta in piedi solamente la Porta Maratona del Motovelodromo Appio che, abbandonato, venne sostituito dal Velodromo Olimpico. Se del secondo, bellissimo, “non è rimasto cicca” come dice L’Anonimo Romano nella “Vita di Cola di Rienzo”, del primo rimane traccia, oltre che nella Porta suddetta, nella Via del Velodromo, in un edificio d’abitazioni che, costruito sul luogo della Tribuna “Cessati Spiriti”, ne ripete la sagoma curva e nella piazza antistante che ne occupa il campo da gioco. Il Velodromo Appio presentava il tutto esaurito quando vi si svolgevano le gare di ciclismo su pista con la partecipazione di grandi campioni dell’epoca. Una domenica era annunciata la presenza di Fausto Coppi e mio padre, tifosissimo come me, comprò il biglietto. Io entravo gratis. Durante un momento di riposo della gara, davanti a me aggrappato alla rete, si formò all’interno della pista un gruppetto di uomini in conversazione. Il più alto era il mio eroe. Io, in piena esaltazione mistica, cominciai a gridare come un ossesso il nome di Coppi. Ero senza paura perché quella rete mi proteggeva da ogni senso di vergogna. Il Campionissimo si voltò, si avvicinò attraversando la pista e, accarezzandomi, mi scompigliò i capelli. Rimasi come una statua di sale, poi mi girai e corsi a rifugiarmi tra le braccia di mio padre che sorrideva insieme a Coppi del fanatico che ero.
    Tanti angoli di Roma mi riportano, come capita a tutti, delicati ricordi. Questa Stazione di Servizio adesso sarà legata alla gentilezza di uno sportivo famoso e di un professore generoso.

  4. Sergio 43 ha detto:

    Maurì, mannaggia! Non potevi scriverlo prima? Mi hai fatto crollare, come le mura di Gerico, il ricordo del mio professore…..però non è crollata la mia ammirazione per le eleganti opere, a tutte le scale, con cui quei grandi professionisti arricchivano la nostra città. Anche una stazione di servizio meritava un’attenta cura e una delicata invenzione. Sono contento che c’è qualcuno che ne cura la memoria. Adesso è tutto industrialmente e inutilmente banale o decisamente privo di grazia.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Era proprio ciò che affermavo nel cuore del progetto. Ma la storia di quella costruzione li, di Luccichenti nel periodo in cui loro avevano vinto in concorso per l’aeroporto L. da Vinci, con l’amicizia con il proprietario e la passione di ambedue per l’areonautica è da raccontare. Ci sono foto e il figlio più volte me ne ha parlato con dovizia di particolari.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      …e ti dico che il progetto, per grandi linee, era strutturato proprio in modo che l’Amm.ne Comunale di Roma mettesse a disposizione alcuni operatori per : l’indagine sul campo con già una buona parte di queste architetture rilevata, la documentazione fotografica di ogni singolo oggetto fotografata come Dio comanda, poi la ricerca d’archivio e la conclusione che doveva sfociare in una esposizione interattiva e se vuoi, tie’, pure didattica.

  5. Pingback: ER VELODROMO VECCHIO … | Archiwatch

  6. stefano salomoni ha detto:

    Caro Sergio, grazie.
    Stazioni Volanti: l’Olandese Volante in versione mediterranea.
    Avvolte dalla nebbia o dallo smog, leggende e leggendarie, fantasmi o invisibili ai più.
    “Aeronautico è il cielo vuoto, abissale sarà
    senza orologi quel viaggio tra stelle e cenere andrà…” (Paolo Conte)

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