ESSERE LIBERI …

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“Caro Maurizio, mi poni una delle grandi domande dell’umanità. SONO UN ESSERE LIBERO? Sabato scorso sono andato a vedere per la prima volta la Necropoli di Porto sull’Isola Sacra. Molto interessante e ben tenuta. Ragionavo su alcuni messaggi lasciati in evidenza dai nostri lontani antenati pagani che sono simili al credo di quasi tutte le religioni. Un bel mosaico (in condizioni molto migliori, dopo 2000 anni, dei mosaici del Foro Italico, dopo solo 80 anni!) mostra il lavoro per mare di un imprenditore navale, fonte della sua ricchezza. Solo la vista del Faro acceso è il premio per i rischi trascorsi. il messaggio di speranza si ripete nella scritta in greco che, a occhio e croce, si può tradurre: “SOLO OLTRE QUESTA SOGLIA SONO UN ESSERE LIBERO”. Seguitando c’è una delicata edicola dove un signore in toga sembra salutarci chiudendosi dietro di sé, senza ripensamenti, una porta. In un altro sacello ci sono due dipinti quasi svaniti ma ancora leggibili: un uomo che, seguito dal suo cane, va a caccia con arco e frecce. Non sembra un’attività ludica ma piuttosto il racconto della vita, la caccia come simbolo della lotta per sopravvivere. Credo sia tanto vero perchè il dipinto appresso lo mostra finalmente in dolce riposo sotto un albero mentre l’arco è diventato uno strumento musicale. Per come la vedo io anche Gesù Cristo, Figlio di Dio, sapeva, con il suo pianto nel Getsemani e col suo grido sulla Croce “Padre, perché mi hai abbandonato?”, di non essere completamente libero, legato al suo destino di Salvatore. E forse, se esiste in qualsiasi semplicistica forma artistica che lo fa, per necessità rappresentativa, simile a noi o nascosto in qualche equazione quantistica oppure in un NULLA che, solo azzardandosi a specularci sopra, Lo resuscita di nuovo, anche DIO non è libero. Quando sento chiedersi: Sono libero io?, so che la domanda porta con sé grandi disgrazie, sia a livello individuale sia ad ogni livello più ampio, perché solo la nostra presunzione prometeica pretenderebbe di poterci, di saperci sciogliere dai lacci e lacciuoli che ci imprigionano corpo e mente.
Se poi, Maurizio, la domanda ha un’intenzione politica, io so che la mia schiatta ha sempre, nelle due, tre generazioni cui posso risalire, lavorato la terra sotto padrone (poi posso sempre sperare (sorriso) che risalendo nei secoli possa avere avuto nell’albero genealogico, oltre ad assassini, ladri, mignotte, anche principi, benefattori e nipoti di papi!) mentre io, nato durante un’orribile strage mondiale, ho vissuto a cavallo dell’anno Duemila, I MIGLIORI ANNI E PIU’ LIBERI che storicamente si ricordi finchè la parte di mondo da dove scrivo ha creduto di dover risarcire i sopravvissuti, i neonati e gli innocenti.
Ma ogni giorno si avverte, sempre più prepotente, che la pacchia sta finendo e i nostri figli, già meno liberi di noi, ci invidiano quello che, a valutare la tua domanda, è stato solo un autoinganno.”
Sergio 43 .

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6 risposte a ESSERE LIBERI …

  1. maurizio gabrielli ha detto:

    Era la mia domanda, caro Sergio, solo politica. A parte il tuo splendido reportage dall’Isola Sacra che fa venire voglia di ritornarci, mi riferivo proprio ai “meravigliosi trenta (50-60-70 )” che nel linguaggio politico-economico sono quelli vissuti dal mondo Occidentale dopo la II Guerra mondiale in virtù dell’applicazione di molte delle prescrizioni di un gigante come J. M. Keynes, che posero un limite alle teorie opposte dell’ ordo-liberismo di Frederich von Hayek, le quali hanno trionfato in questi ultimi 35-40.
    In termini assoluti concordo che la parola “libertà” significhi poco e poco mi interessa; in termini relativi invece capisco perché l’amata Francia l’abbia messa al primo posto nella triade di quella che è diventata la dichiarazione di principio della nostra modernità.
    Di fatto volevo anche alludere all’Italia che libera non è mai stata, sempre schiacciata da interessi più grandi di lei, sia degli amici Americani che dei compagni Sovietici, in questo concordo ma, i primi hanno storicamente avuto il sopravvento quasi da subito dopo la guerra. Basta ricordare la vicenda di Enrico Mattei per cancellare ogni dubbio sulla relatività o no della libertà. Libertà vigilata !

  2. maurizio gabrielli ha detto:

    …e poi la parola “libertà” astrattamente, somiglia allo stato fluido degli elementi e alla loro turbolenza e nella turbolenza non si vive sempre bene. Certo è vitale ma può anche uccidere. Dunque è questione di misura : a misura d’uomo.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Gli anni a cavallo del 2000 anche per me non sono stati malaccio ! C’era pure una vagonata de soldi falsi che da otto anni a questa parte presentano il conto, però.

  3. Sergio 43 ha detto:

    Infatti, Maurizio. Il mio “jingle” scherzoso e scanzonato, perché con chi te la vuoi prendere?, é la canzoncina che noi ragazzi ventenni senz’arte né parte…(no! i più furbi la parte già se l’erano scelta!), alla stessa età che aveva mio padre quando cercava il petrolio in Somalia, marciando ilari e giocondi per le strade luminose della nostra splendida città (allora!, cantavamo): “PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO”. La mia cultura politica non era così sofisticata da capire chi diavolo erano questi che avrebbero dovuto pagare tutto…con che? Carcere?, Confino?, Esproprio?….La vita? Che poi i più vocianti e in prima fila di noi avevano certi cognomi inscritti nel Libro d’Oro del Generone Romano che levete!
    Adesso questi famigerati individui che non hanno mai pagato nulla, nonostante i nostri “peana”, sono gli stessi, e se non loro, i loro figli e, ci avviamo,anche i loro nipoti, che, con fare discreto ed elegante, ci fanno intendere, senza bisogno di cantare canzoncine sciocche, che, ci stanno pure presentando il conto.
    Mi sa che, se fossi stato un “americano a Roma der Kansas City”, da populista cor cinturone e la stella da sceriffo, avrei votato Trump. O la va o la spacca!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Beh francamente Clinton è indigesta e Tramp tossico, più o meno l’una vale l’altro. Ma tu lo sai che la penso come David Rockfeller : ” Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, dedita a cospirare per costruire una struttura politica ed economica globale più integrata. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole e ne sono orgoglioso “.

      • Maurizio Gabrielli ha detto:

        Dimenticavo…il succitato Rockfeller Davide, ha 101 anni e pare che si faccia un trapianto di cuore ogni 6/7 anni e ogni volta abbia a dire che si sente come” elettrizzato, energizzato “, e te credo ! Ma il punto sarebbe un altro : dove e come cazzo fa a trova’ un donatore, perché il cuore non è un rene, il cuore è uno. Che fa, se mette ‘n fila a aspetta’ ‘n donatore nell’ospedale pubblico de Kansas City ? O commissiona a uno de trovaje un compatibile pe poi accoppallo e piasse er core ? E er cadavere che fine fa ? Sa, è una semplice domanda.

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