IL CELLINI CHE AMAVA TANTO CITYLIFE … CHISSA’ SE AMA ANCHE TORDIVALLE? …

163512451-64ee1952-d6a4-444c-b1c0-4be174edebb3.jpg

patdvf2vistedaymm_0005_ori_crop_MASTER__noscale_.jpg

A Francé, ma che t’è preso? …

 

cellini 2 copia.JPG

Questa voce è stata pubblicata in Architettura, Archiwatch Archivio. Contrassegna il permalink.

3 risposte a IL CELLINI CHE AMAVA TANTO CITYLIFE … CHISSA’ SE AMA ANCHE TORDIVALLE? …

  1. Sergio Brenna ha detto:

    Ecco dove ho sbagliato!: io a Citylife con le tre torri di Isozaki, Hadid, Libeskind e a Porta Nuova col Bosco Verticale ho fatto la guerra.
    Cellini e Boeri, invece no, anzi….
    Come potrei mai diventare accademico di San Luca o spin doctor del Sindaco Sala?

  2. Sergio 43 ha detto:

    Ho letto con amoroso interesse il bel racconto del Prof. sull’incontro di Balla con l’ Urbe che molti architetti di valore, cercando di recuperare gli indolenti, monotoni ultimi decenni dei papa-re e cercando di approfittare e arricchirsi nel succulento banchetto fondiario post-unità, andavano progettando nei vari stili allora di moda per trasformarla, da capitale universale, come diceva il Gregorovius, in una capitale italiana e quindi europea. Ho letto lo spunto di Francesco Cellini sul “Il Sole-24 Ore”, meritoriamente riportato in questa pagina, e mi è parso di ritrovarvi, un secolo dopo, la stessa sorpresa temperie di Balla. Vabbè! Roma, dal suo centro amministrativo del Campidoglio, ristagna adesso più che nei decenni pre-Porta Pia, quando l’amministrazione papale sonnecchiava dalla Reggia del Quirinale e solo Il privato immobiliarista monsignor De Merode “se dava da fa”. I pochi che hanno idee, proposte cercano di fare affari senza un’idea guida sul territorio che infatti non c’è o non si vuole vedere.
    Quale è questa idea per me, che conto come la puzza di una formica? Qualcosa antica che ha ancora una forza tutta sua. Qualcosa che cresce sotto i nostri occhi accecati dagli scontri per la conquista del potere che, a questo punto, diventa fine a sé stesso. La soluzione sta nel riprendere, senza il prosciutto ideologico sugli occhi, la spinta verso la costa tirrenica che ha già una sua potente spina dorsale che, partendo dall’Università e il Policlinico di Tor Vergata, le vicine “Vele” di Calatrava, la periferia di sud-est da risanare, il Parco dell’Appia Antica da sottopassare. l’EUR da non mercantilizzare nei suoi edifici storicamente più significativi, il Centro Congressi “la Nuvola”, i grattacieli Ligini, Purini e tutti gli altri che fanno corona nello stile “Seagram Building” di Mies van der Rohe (se mi ricordo c’è anche un Gropius), arriva fino alla Fiera di Roma, Parco de’ Medici, “AXA”, “Leonardo”, Aereoporto “Leonardo da Vinci”ecc. Tutta quella ricca fascia attraversata verso il mare dalla Via Portuense, dall’autostrada Roma-Fiumicino, dal fiume Tevere, dalla Via del Mare, dalla complanare via Ostiense, dalla linea ferroviaria Piramide-Castel Fusano, dalla Via Cristoforo Colombo e lasciata agli interessi degli immobiliaristi che ne stanno facendo “carne di porco” con le loro “Terrazze del Presidente” et altre lottizzazioni abusive.
    In tutta questa enorme fascia di territorio urbano, un moderno Piano Regolatore, che in fondo regolamenterebbe e sintetizzerebbe in buona parte gli abbandonati Piano Ante-Guerra e l’Asse Attrezzato del 1962 senza lasciarlo ai famigerati “Interessi Privati”, troverebbe la giusta collocazione, altro che “MADDECHE”, per un altro popolare Polo Sportivo con Stadio di Calcio (gli hooligans non avrebbero modo di arrivare nel post-partita a Piazza di Spagna!), Ippodromo che già c’è, Stadio internazionale del Tennis, Campo internazionale di Golf a due passi dall’aeroporto.
    Mi stavo dimenticando di Francesco Cellini e il suo giudizio sui tre grattacieli dell’ansa del Tevere. In fondo non è il giudizio che si è dato per la Roma varia, diversa nei suoi isolati e nei suoi dettagli, che Giacomo Balla si trovava di fronte mentre la città cresceva? Se a Milano la Torre Velasca, il Grattacielo Pirelli, ecc. e a Roma le Torri Ligini, ecc. seguivano le mosse uniformi di sviluppo degli anni ’50 con le loro forme stereometriche, adesso CityLife a Milano e le tre torri del presidente Pallotta non possono non seguire ineluttabilmente una loro forma individualizzata, come l’edilizia eclettica che Balla scrutava, una contemporanea forma anti-classica propria dei nostri tempi globalizzati.
    Come al solito, mi scuso se le idee sono poche e confuse, contradittorie ma, come diceva il nostro Bardo siculo, “Così è (se vi pare)”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...