SVENDITA ITALIA …

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Milano da predare

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3 risposte a SVENDITA ITALIA …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Tutto il resto è…noia.

  2. Sergio Brenna ha detto:

    I promotori immobiliari fanno il loro mestiere magnificando le quantità edificatorie e la redditività conseguibile dagli investimenti:sono gli amministratori comunali e i loro suggeritori privilegiati di strategie urbane che non riescono ad andare al di là di questa prospettiva che ottunde ogni ragionamento serio sull’assetto urbano conseguente al riuso degli ex scali ferroviari.
    Il mio amico Giancarlo Consonni, professore emerito di urbanistica del Politecnico di Milano, commentando le ripetute pagine di cronaca milanese del Corriere osannanti la bizzarra proposta di Boeri intitolata Fiume Verde, che pensa di rimediare alle quantità edificatorie incongrue collocando vaste aree verdi al centro degli ex scali ferroviari, ma addensando edifici altissimi sui bordi a ridosso delle case preesistenti, acutamente osserva:
    “Una città tutta di boschi verticali (vedere il rendering, offerto gratuitamente come becchime per gli allocchi)”
    Anche la sua allieva Laura Montedoro così sintetizza perfettamente la situazione: “Siamo tornati ai 9 parchi per Milano, 30 anni dopo, ma con quantità doppie, e a Le Corbusier che libera il suolo (e odia la città) 80 anni dopo… ” Le due cose assieme costituiscono una miscela micidiale per qualunque idea sensata di progetto adeguato ai caratteri urbani della città di Milano.

    C’è da notare, infatti, come la sagoma del cosiddetto Bosco Verticale di Porta Nuova troneggi allusivamente come icona subliminale al centro dello sfondo del rendering: un tipico espediente da persuasore occulto.
    La conclamata riconnessione tra i bordi di città storicamente separati dagli scali ferroviari, indicata come obiettivo prioritario dagli indirizzi pianificatori, verrebbe così definitivamente accantonata, l’uso “amichevole” del verde e dei servizi di quartiere da parte dei nuovi tessuti urbani ne esce completamente negato e i tessuti urbani preesistenti e circostanti oppressi e di nuovo respinti da queste nuove “mura” di edifici/recinto. Poi chi potrà si farà il proprio “Bosco Verticale” a portata di balcone.

  3. Pingback: MILANO … UN FIUME VERDE … PER GLI ALLOCCHI … | Archiwatch

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