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7 risposte a

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Esattamente.

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    La cosa lunga e il cui esito non è per niente scontato e’ che per ricostruire la città bisogna ricostruire il rapporto fra pubblico e privato. Fino ad oggi il privato ha “vinto” e se ne vedono le forme.

  3. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Lo sproloquio del Guitto. Il cosiddetto Presidente de Consiglio oggi, ha detto la sua sulla metropolitana di Roma. Di più, sulle reti metropolitane nazionali. Di più, su quei cattivoni che dicono sempre di NO ! La Bestia quando la ferisci si lamenta in modo sinistro.

  4. Roberto ha detto:

    Er “ragazzo” (scusateme ma nun lo posso chiama’ presidente der consijo) è stato nà vorta tanto modesto: nun ha parlato delle metropolitane della U.E. ( che ce l’ha cò noi,…… che poi je famo vedè….)
    a me nun m’abbasta ferì ‘a bestia…………………..se semo capiti…..stamose zitti, OGGI.
    poi er giorno 4………………………………………..

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      La sua modestia infatti è pari alla conoscenza sulle cose di cui parla. Le metropolitane, in generale, sono un sistema trasportistico ormai abbandonato nei paesi sviluppati, diciamo così, a favore del tram e treno-tram e comunque considerate obsolete per una quantità di motivi, nei sistemi urbani contemporanei. Restano un buon affare in quei posti e con quei governi locali e centrali dove è alta la corruzione, basso il potere d’interdizione democratico, altissima l’influenza del capitale finanziario.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      E solo perché oggi so’ de bonumore…a Robbe’, si nun basta a te, figurate a me ! Poi er 5 festeggiamo ‘nsieme…offro io.

  5. Maurizio Gabrielli ha detto:

    …Roma Metropolitane poi, il gioiellino di cui parlavano gli ex-assessori Di Carlo e Calamante (Margherita) anche su Report, altro non era che una cassaforte con denaro pubblico attraverso cui ammannire, distribuire, ricompensare, sostanzialmente garantire l’eternità dell’opera pubblica e il consenso intorno ad essa. Spezzare questo circolo vizioso del grumo finanza-politica a Roma significa vincere la guerra democratica ritrovando risorse per i problemi dei residenti. Non è dunque questione di ” paura dei ladri” come demagogicamente e populisticamente il ragazzo va farneticando, ma di chiudere a doppia mandata un sistema di ladrocinio dei soldi pubblici a esclusivo vantaggio del capitale privato.

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