VISITA AL MUSEO …

“Come Volontari del TCI, ci hanno assegnato l’assistenza al Museo Boncompagni-Ludovisi, in via Boncompagni, 18. Approfittando del ponte e della bella giornata, in attesa che mi assegnino il turno, sono andato a vederlo, per la prima volta, per farmene un’idea. Una di quelle chicche che Roma nasconde. Anche se il pensiero che quel villino elegantemente “fin de siecle” fosse stato costruito con i soldi guadagnati dalla distruzione di Villa Boncompagni-Ludovisi mi tormentava non poco come tormentò Gabriele d’Annunzio quando ne rimirò i giganteschi cipressi, abbattuti al suolo e con le radici all’aria, ancora fumanti di vapori di rugiada, è stata una visita che raccomando ai miei amici. Non grande, non stancante ma illuminante sulla storia dell’arte e del costume dei primi decenni del XX° secolo. Insomma, non il “MAXXI” ma il “maxx”!
Che cosa riporto di quella visita? Per primo, il grande “trompe-l’oeil” dipinto sulle quttro mura del Salone, come una grande loggia aperta sullo spettacolo impressionante dei viali, delle siepi, dell’alberature della Villa scomparsa. Terzo, l’uscita dall’androne che inquadra parte della facciata del grande palazzo per uffici anni ’70 che si vuole demolire da parte di un’immobiliare con capitali cinesi per costruire un’altra orribile offesa al volto di Roma: un palazzo per abitazioni con facciate a “coda di drago” (se no, che cinesi so’?), quanto di più lontano dal nostro sistema a isolato chiuso e che, a imitazione del “grattacielo più bello del mondo“ di Stefano Boeri, ne scimmiotta le alberature di facciata. I cinesi hanno dovuto cedere soltanto sul filo del cornicione che non può essere più alto degli altri edifici del Quartiere Ludovisi (altrimenti ci mettevano poco a voler costruire anche loro un grattacielo! Un po’ come i Sauditi che dovettero accettare che il minareto della “Grande Moschea” di Roma non fosse più alto della croce della cupola di San Pietro. Come siamo bravi noi al gioco-truffa di “carta vince-carta perde”, non c’è nessuno!)
Adesso passiamo al secondo punto che non ho saltato. Nelle sale del Villino-Museo, in modo incongruo allo spirito delle esposizioni, è in mostra, su moderni pannelli, i disegni di un architetto di cui non dico il nome anche perché, pur vedendo dalla biografia che è stato compagno di studi negli stessi anni del Prof., di Fuksas e miei, personalmente non ricordo di averlo conosciuto. Qualche visitatore si lamentava dell’impedimento alla visita, io invece ne ho letto con affettuoso interesse la vita professionale, ne ho studiato i disegni trattati in uno stile “tendenz…ialmente” molto famigliare, ho apprezzato un disegno autografo di Kenzo Tange con cui ha collaborato il nostro compagno. Ma il disegno più intrigane e che mi ha divertito, perché solo la sera prima era stata inaugurata la “Nuvola”, è stato il progetto per ricostruire un grattacielo a Ground Zero. Una sagoma piramidale richiamante, nella forma geometrica, la “Scheggia” londinese di Piano, ma in effetti un contenitore vetrato chiuso come la Teca di Fuksas, all’interno del quale saliva verso le “nuvole” uno scultoreo grattacielo come il “Grattacielo Peugeot” di Maurizio Sacripanti (volevo trovarlo perché addirittura i disegni di quel progetto avevano, adesso lo so, un qualcosa di puriniano). Insomma, ragazzi! Tra “Tendenza”, “Controspazio”, Sacripanti, Purini, Fuksas, Piano, una succulenta macedonia a fine pranzo tra coetanei…..Dite che ho una fantasia malata? Che, dal punto di vista della lettura critica, faccio pena? Eppure l’aperitvo l’ho preso solo dopo, a via Veneto, dopo la visita al Museo!”
Sergio 43

A occhio e croce l’Architetto dovrebbe essere …

Ludovico degli Uberti …

rampollo di nobile casato ghibellino …

zeviano de fero, metabolista de noantri …

‘na via de mezzo tra Fuxsas e Perugini …

Questa voce è stata pubblicata in Architettura, Archiwatch Archivio. Contrassegna il permalink.

2 risposte a VISITA AL MUSEO …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Fremo dalla curiosità di sapere se l’aperitivo l’hai bevuto da solo o in compagnia, se non sono indiscreto.

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Buono a sapersi. Le banche non erano ancora abbastanza smaliziate pe capi’ l’affare ! Diavolo d’un architetto. Poi se so attrezzate, soprattutto a capi’ quanto poteva costa’ l’anima dell’architetto ammesso che ce ne abbia mai avuta una.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...