“Personalmente ritengo che non ci sia nulla di più stupido che istigare … ad imbrattare i muri” !!! …

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“Caro Professore e cari lettori di Archiwatch,

non so se visia giunta già notizia ma, ieri pomeriggio l’assessore Luca Bergamo ha pubblicato un post sulla sua pagina FB nel quale annunciava:

“Virginia Raggi ed io abbiamo incontrato poco fa Mauro P. in arte MAUPAL, l’autore del bellissimo e tenero murales raffigurante Papa Francesco e il suo impegno per la pace, rimosso con eccessivo zelo qualche giorno fa. Abbiamo parlato del suo lavoro, del nostro disappunto per la solerzia con cui il murales sia stato sottratto al godimento di cittadini e turisti, e di progetti da fare insieme. Mauro ha regalato una copia 70×100 del dipinto che presto, appena messa una semplice cornice, abbellirà il Campidoglio, la casa di tutti i romani, dove chiunque possa vederlo. Ci ha anche regalato la maglietta che raffigura il suo “Superpope” e che cita queste parole di Papa Francesco tratte da Il nome di Dio è Misericordia: “Non ci sono situazioni dalle quali non possiamo uscire, non siamo condannati ad affondare nella sabbie mobili”. Le abbiamo indossate con entusiasmo e preso l’impegno di coinvolgere lui e gli altri artisti che danno nuova vita e bellezza a mura tristi della città, in interventi per portare bellezza in giro per le periferie di Roma. Ci stavamo lavorando e ora lo faremo con ancora maggiore intensità.”

Personalmente ritengo che non ci sia nulla di più stupido che istigare gli idioti ad imbrattare i muri!!!

Posso comprendere – ma non per questo giustificare – la goliardata dell’autore, posso riconoscere la qualità fumettistica di Maupal … MA NON RITENGO ASSOLUTAMENTE POSSIBILE CREARE DEI GRAVISSIMI PRECEDENTI CHE POSSANO ISTIGARE GLI IDIOTI AD IMBRATTARE LE PARETI DEGLI EDIFICI!

Queste esaltazioni non fanno altro che alimentare l’idea che la cosiddetta “street art” sia cosa buona e giusta, facendo sì che chiunque possa arrogarsi il diritto di sporcare le pareti dei nostri edifici.

I nostri amministratori e soprintendenti radical-chic dovrebbero rendersi conto che anche nel caso delle periferie degradate, un murales dipinto su un ecomostro non porta alcun beneficio alla vita sociale di certi “non luoghi”, spersonalizzanti e criminogeni …. esistono ben altri modi per portare (il “ri” davanti non avrebbe alcun senso) vita nelle periferie!!!

Quando ci si troverà a dover combattere il prossimo imbrattamento, costoro dovrebbero ricordarsi che non si possono fare due pesi e due misure e, alla fine, richieremmo di trovarci l’intera città ridotta ad una parete della metropolitana newyorkese!

Mi (DIS)piace ricordare a tutti che il signor Bergamo, fondatore di “Enzimi” (tanto caro a Rutelli e Veltroni), alla metà degli anni novanta, con la sua “creatura” sostenne un concorso di architettura (con capo della giuria Zaha Hadid) nel cui bando si diceva testualmente: “la giuria premierà i progetti più irriverenti e dissacranti”

… Che dire? … Siamo in buone mani!

Cordialmente

Ettore

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12 risposte a “Personalmente ritengo che non ci sia nulla di più stupido che istigare … ad imbrattare i muri” !!! …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    grazie!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Ma soprattutto cogli l’uso d’imbonimento della spinta a far dipingere muri nati per essere la testimonianza di altro, così come sono.

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Nel giro di poco tempo avremo a che fare con eventi che risolveranno definitivamente il dilemma “street art o non street art”, la quale nasce in contesti dove la degradazione della vita sociale e individuale sono appaiate nella manifestazione del “fancazzismo”. Domani gli eventi cancelleranno più di mille spugne, non solo dai muri ma anche dalle teste, la spinta ad imbrattare.

  3. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Caro Ettore, tra l’altro, cogli nel segno l’antinomina dell’irriverente e dissacrante che non può essere “istituzionalizzato”. Se no che dissacra che irriverisce ? Fu la solita azione accerchiante e ruffiana atta a imbonire umori e ad accreditare stronzi in carriera.

  4. Philip Rand ha detto:

    Quando si parla di opere d’arte (propagandistiche) per quanto potrebbero essere belli (i grandi maestri ne sanno qualcosa) mi fa rabbrividire ogni volta che passo la scultura di Wojtyla a Termini. Il Vatican ottiene già più propaganda della Conad(!) Poi, ho visto Albuquerque nel Nuovo Messico di recente – lì, a dire il vero, ci sono molti murali validi ma, nello stesso tempo, quella città ha bisogno di imbellimento. Si, è vero: sono un po’ ideologico anch’io e non mene pento.

  5. Andrea Costa ha detto:

    Ma soprattutto, caro Ettore, c’è uno sdilinquirsi per il Papi e papisti che lascia senza parole. Comincia forse a capirsi il perchè di tanto odio per eventi laici come le Olimpiadi e non una parola, una sui giubilei e il cemento “della Misericordia”…
    “S.p.q.r. , Solo Preti Qui Regnano, e silenzio!”

    • Ettore Maria Mazzola ha detto:

      Caro Andrea,
      Di cose sul Giubileo ne ho dette tante, a partire da qualche mese prima che iniziasse, quando denunciai la vergogna del cantiere fasullo all’inizio di Via della Conciliazione, dove nessuno lavora ma, sui ponteggi, a partire da giugno dello scorso anno di sono succedute decine di pubblicità. E’ chiaro che gli interessi economici dietro il Giubileo sono decisamente più importanti di quelli religiosi

      • Maurizio Gabrielli ha detto:

        Non sono d’accordo stavolta. Non mi pare ci sia stata una “corsa al pellegrino” a differenza del 2000 dove il Vaticano tocco’ il fondo insieme a Rutelli and C.

  6. Silvia Maria ha detto:

    Uno dei primi “murales” tanto osannati fu quello su via del porto fluviale. Un edificio bellissimo, con cornici, sottosquadri, modanature… Appiattito e reso ridicolo da mascheroni di banane ed altra frutta esotica. Di fronte edifici orrendi, frutto di speculazioni palazzinare, immacolati ed indecenti dalla nascita. Il festoso compiacimento di quell’opera prima, figlio del provincialismo che ci vede osannare scimmiottamenti esterofili, ha portato ad imbrattare muri di qualsiasi edificio. Pur provando piacere a vedere immondizia edilizia riqualificata da colori ed opere spiritose che la rendono decente (come nel caso di alcune periferie degradate e orrende da sempre), trovo l’operazione “murales a tutti i costi” pericolosa perchè autorizza il vandalismo a tutti i costi! Non vorrei dover auspicare l’istituzione di una commissione murales, ma sicuramente -se proprio dobbiamo imbrattare i muri!- troviamo spazi specifici ove porre l’opera. Peccato che ho visto recentemente anche gli argini del Tevere dipinti e le rimostranze dell’artista che non si sentiva compreso per L ‘oscuramento della visione dei suoi “cavalieri” a causa del Tevere Expo!
    C’è un aspetto che la folla somara non conosce: lo spirito della street art si fonda sull’anonimato dell’artista e sulla precarietà dell’opera! Sono blitz spiritosi di artisti “Zorro” che vogliono le loro opere precarie…solo questo dovrebbe far riflettere!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Forse il primo in ordine di tempo e di bellezza fu quello dipinto sul muro di recinzione della parete nord dell’ex mattatoio a Via A. Manuzio, ormai sparito, seguito da quello di cui è rimasta buona parte della rappresentazione allegorica nel sottovia di Via Volpato a un passo da Piazzale della Radio sotto la ferrovia. Autentici pirati talentuosi e pionieri dell’anonimato.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Davanti a quel murales ci passo davanti tutti i giorni; l’ho visto nascere e ho visto il suo autore, spesso incappucciato, all’opera e rigorosamente attento a non farsi identificare. L’edificio non è mai stato bellissimo, almeno negli ultimi 50 anni, prima non so. Era un edificio d’immagazinamento merci vicino alla SNIA viscosa nell’area ex-industriale di Roma che nei decenni ha visto avvicendarsi usi svariati fra cui deposito della Guardia di Finanza negli anni 70, più o meno. Prima era collegato al trasporto merci su rotaia che percorreva Via del Porto Fluviale, mentre oggi fa da contro testata a quel l’orrore in via di costruzione dall’altro capo della medesima strada, prima del Ponte dell’Industria immortalato in numerose pellicole quasi sempre in compagnia del Gasometro. Il ponte ragalato alla città di Roma da Pio IX.

  7. Silvia Maria ha detto:

    Uno dei primi murales fu quello su via del porto fluviale. Un edificio bellissimo, con cornici, sottosquadri, modanature… appiattito da mascheroni di banane e frutta esotica. I palazzi di fronte,anonimi e frutto di speculazioni palazzinare, lasciati immacolati! Tutti osannarono il murales scimmiottando e denunciando il loro provincialismo esterofilo. Da quel momento chiunque si sentì autorizzato ad imbrattare muri. Pur riconoscendo un merito a nobilitare periferie oscene di palazzi immondi, non posso non inorridire al deturpamento di una città già mortificata da sporcizia e vandalismo. Ricordo poi l’artista dei cavalieri sull’argine del Tevere, risentito per l’oscuramento dei suoi cavalieri a causa del Tevere Expo.
    Pochi sanno che la street art è fondata sul principio dell’anonimato dell’artista e della precarietà dell’opera. Sono blitz di “Zorro” metropolitani, che mettono in conto la rimozione dell’opera. È una filosofia, che cozza con la pubblicità e la notorietà! … Altrimenti non è street art!

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