“RENZI E’ STATO BRAVO … ANZI … BRAVISSIMO” …

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Fuksas presenta la Nuvola: …

“Per me l’incubo comincia ora, vendetela ai tedeschi!”

Così Fuksas sputa sull’Italia che lo ha ricoperto di soldi

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9 risposte a “RENZI E’ STATO BRAVO … ANZI … BRAVISSIMO” …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Guarda che i tedeschi c’hanno già le gatte loro da pela’. E a proposito dei tedeschi : qand’e’ che Der Spiegel spiegherà che è proprio l’ideologia del mercato nella sua idolatria imperante negli ultimi 30 anni, la causa prima de le gatte da pela’ di cui sopra ?

  2. Ettore Maria Mazzola ha detto:

    L’arroganza e il paraculismo non hanno limiti!
    Sta mettendo le mani davanti per poter scaricare (come tutti i suoi “illustri” colleghi) sull’Italia e gli italiani le responsabilità di malfunzionamento e disfacimento della (orribile) struttura che (anche a suo dire) potrebbe iniziare già tra 2 anni.
    Si costruisce per sperperare denaro (ovviamente pubblico) facendo credere che questa cosa sia buona e giusta per l’economia nazionale. Questo progetto, come la totalità delle cosiddette “grandi opere” è un’immensa cialtronata atta ad incrementare il debito pubblico senza che esista un programma gestionale di rientro dei costi credibile.
    Qui Fuksas sta mettendo le mani davanti perché ben sa che, con tutte le “sale” realizzate a Roma negli ultimi 20 e passa anni (Renzo Piano, Richard Meier, Zaha Hadid, ecc.) bisognerà inventarsi qualcosa per “riempirle” … ma non è detto che ci siano eventi a sufficienza (e stupidi a sufficienza che vogliano pagare per certe cose inutili e idiote). Esempio emblematico dell’idiozia che governa certi progetti è il MAXXI, un obbrobbrio costato 160 mln di euro per il quale non esisteva una “collezione” … acquistata a posteriori per la “modica” cifra di 60 mln (tanto paghiamo noi!) che nessuno va a vedere. Così, tra un fallimento e un licenziamento di direttore e l’altro, la gente continua a non andare a pagare un biglietto per una visita masochista e i cialtroni di turno organizzano mostre sul XX secolo piuttosto che sul XXI (cui sarebbe preposto) e fanno pagare agli studenti 50 euro la tessera per entrare alla locale biblioteca. Inutile parlare della cialtronata degli stipendi pagati alle guide preposte a “spiegare agli ignoranti che non comprendono” quanto e perché il MAXXI e l’architettura contemporanea sarebbero belli!

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Nel conto poi bisogna contare lo scandalo dei compensi, sempre pubblici che lo dico a fa’, ai Melandri e malandrini di turno ! Quando indagherà la magistratura ?

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      E senza la complicità la connivenza di tutto l’apparato politico/amministrativo che ha mangiato a quattro ganasse non si spiegherebbe il successo della degenerazione dell’architettura di questi ultimi 20 anni. Non si spiegherebbero neppure pazzie come la metro C.

  3. Daniele Godi ha detto:

    …non gli piace il nome dato al suo Centro Congressi, la «Nuvola»: lui avrebbe preferito The Floating Space. Che Busciardo…

  4. Pingback: Archiwatch

  5. Averroè 46 ha detto:

    Evidentemente anche “floating memory” !

  6. stefano salomoni ha detto:

    Divagando, nemmeno poi tanto.
    La domanda, forse mal posta, è la seguente: perché mai una società, una organizzazione internazionale, una multinazionale, un ente di rilevante dimensione e di qualsivoglia settore alla ricerca di una nuova sede (location?) dovrebbe scegliere la piazza romana per poter esercitare delle attività produttive/logistiche/direzionali/congressuali ecc.?
    Le infrastrutture (“il re è nudo” o si copre con un foulard) ne danno una chiara testimonianza, sono pensate e gestite allo scopo di servire una realtà medio-grande qualsiasi, certamente non una metropoli, men che meno la città di Roma.
    Le ragioni che farebbero/fanno propendere per la scelta di altre città come sedi o centralità sono legate non solo all’ambiente (-ino e –accio: purtroppo non sono i nickname di due commediografi poco talentuosi) ma anche, ad esempio, alla posizione geografica certamente “periferica” o non centrale, come dir si voglia, rispetto al continente europeo.
    Quello che non siamo per un continente potremmo esserlo paradossalmente (almeno) per due: “baricentrici” rispetto al sistema Africa-Europa. Sciocchezzuole, certamente, ovvietà, forse. Eppure, quelli che noi continuiamo a chiamare problemi urgenti -talvolta ci fa anche gioco vederli esclusivamente sotto questa angolazione- forse dovrebbero essere percepiti quanto prima come grandi opportunità (al netto di neocolonialismi e amenità affini), culturali in primis.

  7. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Ma Accio non era uno dei personaggi del Monello insieme a Superbone ?

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