FORZA PAOLO …

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L’affondo di Berdini contro lo Stadio

 la zona è a rischio esondazione …

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9 risposte a FORZA PAOLO …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Roma ha un disperato bisogno di civiltà. Disperato. Non può lasciare l’iniziativa a questi barbari.

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    …e prim’ancora di criticare la speculazione finanziaria che è la sostanza di tutta l’operazione, è l’oscenità architettonica a mozzare il fiato. Cosa sarebbe quel grumo, una neoplasia, un agglomerato da cui slanciano tre pezzi di vetro inospitali già a guardarli da quassù ? La forma a garanzia della sostanza ?

  3. anna civita ha detto:

    Il tutto lascia sgomenti e senza parole. Sono indignata, e certa che ai più interessi poco, da questa nazione e da chi la governa e gestisce e da tutti quei nani , giullari e ballerine; servi del potere pur di guadagnare del vil denaro, contribuendo allo sfacelo della nazione .

  4. Sergio 43 ha detto:

    In conclusione, lasciate ogni speranza. A Roma uno stadio per lo sport più popolare al mondo non si farà mai. Ci aveva già pensato tanti anni fa l’onesto Presidente Viola che, su progetto di Vittorio Gregotti, lo voleva costruire alla Romanina, vicino al GRA. Anche lì, una questione di svincoli autostradali bloccò il progetto. Qui a Tor di Valle c’è il fiume che potrebbe dar fuori di brutto, Nessuno ci pensò quando Lafuente costruì l’ippodromo! E sì che i purosangue possono annegare come i cristiani! E poi su tutta Roma, oltre la striscia nera di smog, galleggia ovunque corruzione e speculazione. E se anche non ci fossero corrotti e speculatori, l’architettura odierna a Roma è oscena e l’urbanistica si è fermata nel 1960 con la Via Olimpica. Che fare? Spegnere la luce e andare a letto, sperando di fare un bel sogno.

  5. Sergio 43 ha detto:

    Non mi dire: Sergio mi sta prendendo per il naso con i suoi sogni! Contraddicendo Calderon De La Barca, per me “el suegno es la Vida” e continuo a fare sogni misteriosi di cui, al risveglio, conservo un ricordo gradevole che mi spinge a cercarne la sorgente.
    “Mi trovo in una città immersa in un grande parco con alberi maestosi. Le case non sono grandi, sono dei cottages di vario stile, di un bianco pulito. Di gente in giro se ne vede poca; anche il traffico è scarso. l’Aria è colma del canto degli uccelli. Il terreno è mosso e spesso devi salire per ampie scalinate fino in cima per avvicinarti a dei templi colonnati. Ci sono molte statue e busti. Mi chiedo se tutta la città che sto visitando ha questa giudiziosa disposizione urbana o è solo un fortunato quartiere. No! E’ solo un quartiere di gente fortunata perché, alla fine di un viale e superata una porta turrita, in cui mi sembra di riconoscere Porta San Sebastiano, attraverso le mura che lo circondano e mi ritrovo in BLADE RUNNER! Persone mute come replicanti che vanno di fretta, suoni cacofonici di richiami pubblicitari, TIR che svolazzano a mezza altezza…..poi vengo svegliato da mia moglie che mi porta il caffè a letto.
    Seduto al tavolo in cucina riordino ciò che ricordo. Il luogo mi sembra famigliare ma non riesco ad inquadrarlo. Con quel verde ben curato e quei cottages silenziosi mi sembra di essere a Long Eaton – Derbyshire, dove raggiungo spesso Mick e Sandra per riposarmi e godere, lontano da Roma, di un ambiente civile. Quelle scalinate maestose mi fanno pensare ai disegni a volo d’uccello di città ellenistiche, come ho studiato nei libri. Pergamo!, ecco, Pergamo! o a salita all’Acropoli di Atene! Però le statue e i busti non rappresentano atleti o filosofi ma personaggi che sembrano bonari perché così hanno voluto essere rappresentati mentre i loro baffoni nascondono a stento le loro ipocrisie…….zitto un po’! mi sembra di vederci più chiaro…ma sì! Mi sono sognato il CIMITERO DEL VERANO e la strada stralunata confinante era Via Tiburtina!
    Mi sono tranquillizzato mentre mi preparavo a uscire. Per adesso viviamo la vita incasinata che ci viene concessa. Altro questa città non sa offrire e quindi “Carpe Diem”. Lasciamo per un imperscrutabile futuro quel delizioso sentimento di pace e protezione silenziosa che il luogo e il sogno mi hanno regalato, come passeggiare in un bosco di Arnold Boklin o aspettare in una Caffetteria tranquilla, davanti a una vuota Fermata di Edward Hopper, che passi l’Autobus.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Già, Hopper. Devo assolutamente vedere la sua mostra. A proposito, sono 6 anni che ho la riproduzione del suo “Distributore di benzina” attaccata alla parete, ben prima che l’on. Bersani ne facesse il marchio della sua ultima campagna elettorale. Promana da sempre uno strano fascino dagli impianti di distribuzione di carburanti. Gli inglesi tre anni orsono, hanno classificato e vincolato tutti quelli dei loro anni ’60, noi, pur avendo a Roma strutture progettate da Morandi, Dardi, Luccichenti, altre risalenti al 1930 di cui non conosco l’autore, altre fra cui quello sulla Casina che dovrebbe essere anni 40/50, non siamo capaci di fare una sega ! Provarci è stato sfiancante.

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