“Da quella pariolina visione mattutina” …

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SBAGLIATO, VERTIGINE …

Sono passati ormai diversi anni da quando, una mattina di maggio del 2011, all’angolo tra via delle Tre Madonne e via dei Tre Orologi una delle prime installazioni di SBAGLIATO mi trasse in inganno e piacevolmente mi stupì. Una sensazione leggera e impercettibile sui muri di un quartiere frequentato da sempre, praticamente, da una vita e osservato ormai quotidianamente con distratta disattenzione.   Fu quello l’inizio di una scoperta continua durata mesi e settimane di piccoli e grandi interventi, sottolineature leggere al limite della riconoscibilità, trascurabili e poco avvertibili segni di un passaggio ironico, di una marcatura decorativa, di un piccolo lascito, quasi una carezza sui muri di una certa Roma primi Novecento. Un’affiche volutamente mimetica, ambigua, irriverente, interrogativa, ma anche inoffensiva e rimuovibile, quasi a voler sottolineare un’appartenenza, una condivisione, un’affettuosa e leggera volontà di aggiungere in segreto, senza segnare, offendere, cancellare, aggredire e sfregiare come tutt’intorno nell’urlo stento dei tag e dei graffiti si continua inesorabilmente a fare un po’ d’ovunque nel, per lo più, disgustoso e modaiolo mondo, insulso e insensato, dei writer e del graffitismo di strada ormai inseguito dai media, dagli sponsor, dai dealer e dai critici in cerca di più facile visibilità. Da quella pariolina visione mattutina più di un lustro è passato, SBAGLIATO ha proseguito inesorabile nella sua particolarissima e diffusa mission architettonica e urbana aggiungendo ai luoghi più disparati e spesso disperati la carezza di un’attenzione figurativa, simbolica, progettuale. Frammenti di architettura e di paesaggio, sensibili decori che si sovrappongono con ironia e leggerezza, con pudore e buona educazione, con raro savoir faire metropolitano e ambientale alle situazioni contestuali più disparate e che negli ultimi esempi paiono abbandonare la dimensione dei microinterventi mimetici e ambigui, ai limiti della percettibilità per farsi, via via, più perentorii e metafisici insieme. Costruire nuovi spazi attraverso l’uso critico della fotografia, intercettare nuove prospettive interpretative degli spazi urbani, aggiungere punti di vista ottici e mentali differernti alla consueta e più tradizionale fenomenologia visiva della città contemporanea diviene quindi l’imperativo di queste ultime performance figurative cui lo stesso allestimento della mostra, attraverso le sue illusioni ottiche e le diverse distorsioni percettive, pare aggiungere ulteriore vertigine.

 G. M. 09.016.

SBAGLIATO … VERTIGINE … VARSI …

SBAGLIATO … GNAM … ALA COSENZA …

PROGETTOSBAGLIATO …

SBAGLIATO …

SBAGLIATOSENZAUSCITA …

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