MAZZONI SU MAZZOLA …

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Mauro Mazzoni su: MAZZOLA … SULL’EDIFICIO SOPRAVVISSUTO …

“Caro professore, In questi giorni di dolore ho preferito non esprimermi per non essere accusato di sciacallaggio ideologico, …

“Nelle nostre città (scrivo da Lucca) ormai quasi tutti gli edifici sono sottoposti a normative antisismiche. Si filtra per così dire il moscerino, per ingoiare poi il trave, perché l’attenzione alla normativa fa dimenticare tutto il resto. Ma questo è inammissibile soprattutto pensando alla professionalità di chi progetta modifiche e/o dirige i lavori. Mi pare che in questi casi la meraviglia che desta il fabbricato recentemente messo a norma e pure miseramente crollato appartenga di fatto a chi ancora non ha compreso quanto indicato da Mazzola. Purtroppo bisogna anche aggiungere che certe ristrutturazioni, soprattutto nelle città d’arte, sono supervisionate dalle Sovrintendenze e spesso anche realizzate da tecnici e anche ditte da loro stesse indicati ….. Dov’è allora la competenza se manca già a partire dall’alto? Poi assistiamo alla caccia dei cosiddetti responsabili … Mi pare che sia tutto un sistema che funziona male e che i primi responsabili siano proprio coloro che sono preposti a tutti i controlli. In ultimo l’informazione distorta ha anch’essa importanti responsabilità. Ringrazio Mazzola per il suo intervento e penso anche che avrebbe dovuto farlo prima e soprattutto disporre di un ben più ampio bacino d’ascolto”. Mauro

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8 risposte a MAZZONI SU MAZZOLA …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Gent,mo Mazzoni,
    quello che dice in materia di soprintendenza è sacrosanto!
    Non è solo un discorso di incompetenza ma anche di gravi responsabilità dovute a scelte ideologiche assurde … se penso allo schifo dell’installazione di Buren sul Palatino, che i romani devono sorbirsi dall’inizio della primavera e che le strutture imperiali devono patire mi prudono le mani!
    Nel ’97, un tecnico della Soprintendenza voleva che adoperassi una tinta al quarzo plastico per il restauro che stavo facendo al Convento di Sant’Alessio all’Aventino, mentre più di recente mi è capitato che il tecnico di zona si sia rifiutato più volte di venire in cantiere (un palazzetto del ‘400 nel centro di Roma) perchè aveva altro da fare, sicché, per la scelta delle tinteggiature ho dovuto portargli in ufficio dei pannelli che avevamo intonacato e colorato in base alle campionature effettuate … in pratica, se avessi commesso degli abusi, se avessi fatto danno alle strutture (abbiamo dovuto rifare per intero il tetto che era parzialmente crollato), nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire!
    Cordiali saluti
    Ettore

  2. Sergio 43 ha detto:

    Neanche durante la kermesse al Circo Massimo per l’ultimo scudetto della Roma, osammo chiedere di mettere una fila di stendardi giallorossi sulle Arcate Severiane! Siamo romanisti ma, soprattutto, siamo romani!

  3. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Se alcuni comuni italiani grandi e piccoli sicuramente a rischio sismico, invece di acquistare ” Derivati “, avessero sottoscritto polizze assicurative contro l’eventualità, supponiamo a dieci anni, di un sisma, dentro un range da stabilire, non sarebbe stato più saggio e conveniente ? Sempre che esistano questi prodotti assicurativi. Perché invece gli altri ci sono e galleggiano pericolosamente come Isberg sui bilanci comunali…compreso quello di Roma.

  4. Sergio 43 ha detto:

    Questi prodotti assicurativi esistono. Un mio parente, dirigente di un importante Ente Pubblico, stipulò, soltanto pochi mesi prima del terremoto dell’Aquila, una polizza assicurativa importante contro danni causati da sommovimenti tettonici.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Bene ! Il singolo privato dunque. Intendevo invece il corrispettivo del ” Derivato ” che, in caso di esito negativo, risarcisce la collettività che attraverso il Sindaco lo ha stipulato ; cioè uno strumento finanziario alla moda che, al pari di una scommessa, remunera la collettività in caso di vincita, cioè se il sisma si manifesta in quel dato periodo e con certe intensità. Non credo che esista e lo posso capire, mentre gli altri strumenti finanziari, quelli “tossici” sono andati a ruba specie nei piccoli Comuni.

  5. Sergio 43 ha detto:

    Non mi sono spiegato bene, Maurizio. La polizza assicurativa non copriva i danni della casa di mio cugino ma i danni degli edifici di proprietà dell’Ente Pubblico. Forse fu fortunato, forse fu furbo o forse fu distratto l’agente assicurativo. Se adesso le assicurazioni si rifiutino di aprire nuove polizze, non lo so. Saranno decisioni che esse prenderanno in base a loro valutazioni attuariali o in base a disposizioni di legge, cose misteriose ai più.

    • Maurizio Gabrielli ha detto:

      Interessante, mi informerò. Però mi chiedo perché un Sindaco può sottoscrivere un derivato a nome e per conto della collettività e non attivarsi per la stipula di una polizza a copertura dei danni subiti dalla medesima comunità a causa di un sisma. Non ne so abbastanza…ancora.
      Saluti sospettosi.

  6. Sergio 43 ha detto:

    Fammi sapere se mi ha detto una sòla. Forse c’è differenza tra quello che può fare un Sindaco o un Direttore Generale?

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