AAA … Vendo cesso inodore napulitano “MOSCA” … interessa l’articolo? …

“Cari amici muratorini dell’Archiwatch:

La rete, che mondo magico, con una memoria di elefante. Provare per credere. Leggete, se avete tempo. Di eventuali considerazioni di natura sociologica, movimentista, di scenari futuribili ne parliamo un’altra volta.   

Il fatto è questo: dopo la lettera della gentile signora alla ricerca del galletto ceramico doc nel piatto di Grottaglie, ricevo e giroVi la lettera che qui segue allegata, ricevuta oggi e spedita da Forlì, sempre via mail.

Dalla stanza da pranzo al bagno …; la lettera si riferisce al Cesso inodore Mosca, una specialità di fine ‘800 della ceramica igienica industriale napoletana, argomento che ho tratteggiato in due tridimensionali pezzi cessajoli di questo impagabile blog.

La storia del Cesso napulitano disperso a Forlì raccontata dal signor Carlo nella sua missiva è simpatica e digestiva. Si conclude con una richiesta, un interrogativo, quello classico, bussa a denari: interessa l’articolo? …, vendo cesso Mosca inodore napulitano come nuovo per una cifra attorno ai settemia euro. 

Mi chiede: “Crede che possa interessare l’arch. Giorgio Muratore e i corrispondenti dell’Archiwatch?” 

Che dite? Che rispondo al signor Carlo? Siete interessati. O vi bastano quelli che praticate? 

Fatemi sapere. Se siete interessati tirate lo sciacquone di questo bloggo….

Saluti,”

eldorado  

……………..

P.S. la lettera è questa:   

“Egr. arch. Alamaro Eduardo,

mi chiamo Carlo …., settantenne, vivo a Forlì. Mio padre faceva l’idraulico e un giorno, circa 50 anni fa, arrivò a casa con un water, curioso nella forma e nel meccanismo.   Lo aveva trovato inutilizzato nel sottotetto di un convento, un cesso santo.   Per questo motivo mio padre (che era molto religioso) volle che facesse ‘’bella’’ mostra di sé nell’ingresso di casa. Ci riuscì nonostante il parere contrario di mia madre, la quale adottò il compromesso di mettere all’interno di questo w.c una pianta che ne mascherasse la funzione d’origine.    Divenne una fioriera e ora giace ben conservato in garage.   Le sto descrivendo il cesso MOSCA di Napoli che, come lei ha ben scritto, è orgoglio della ceramica napoletana di fine ‘800 brevettato, in quegli anni premiato dal Reale istituto di Incoraggiamento e in molte esposizioni nazionali e internazionali nell’ambito della ricerca del cesso inodore. (vedi all. 19)    Negli anni sessanta una importante ditta forlivese di arredo bagno (ZAULI) chiese in prestito a mio padre questo w.c per allestire stand in occasione di importanti esposizioni del settore (Milano, Bologna …).   L’oggetto destò molta curiosità fra i visitatori e fra gli addetti del settore tanto che il sig. Zauli  voleva comprarlo ed era arrivato a offrire 1 milione di lire. Con quella cifra a quei tempi si acquistava  una utilitaria, ma mio padre si era affezionato a quel cesso d’ingresso e non lo vendette. Glielo prestò solo in altre occasioni espositive della ditta.   Ora è concreta la possibilità che dopo di me (non ho figli, né eredi) questo oggetto venga gettato in una discarica di inerti. Dopo averci molto pensato ho deciso perciò di venderlo. Ma a chi?    Ho iniziato una piccola ricerca sulla ceramica napoletana dell’epoca, sulla manifattura Mosca in particolare.   Piano piano mi sono reso conto della rarità di questo w.c e di come rientri a pieno titolo nella storia della ceramica napoletana e nella storia dell’igiene. A Maddaloni (Caserta) il w.c Mosca viene mostrato ai turisti come una vera rarità. (vedi all.18 ).   Ho scoperto, sempre navigando in rete, che esiste un grande museo del water a Nuova Delhi e uno in Corea, ma con le mie scarsissime capacità informatiche non arrivo così lontano.   Nel museo internazionale delle Ceramiche di Faenza (MIC) esiste una apposita sezione della manifattura Mosca, frutto della donazione di Liliana Mosca. Vedrò se sono interessati a una integrazione.   Per farla breve, se trovassi da venderlo chiederei una cifra non lontana dai 7.000 (settemila) euro. Sono consapevole che la mia è una ceramica molto particolare.    Nel corso della ricerca ho trovato i nomi di persone che a vario titolo hanno fatto della ceramica ragione di lavoro, di studio o di collezionismo.  Invierò a queste persone una mail simile a questa e rimarrò in curiosa attesa delle risposte.    Nel mio fantasticare mi sono detto: vuoi vedere che c’è qualcuno che vuole costruirsi  una stanza da bagno così com’era nel 1900? Se conosce persone eventualmente interessate Le chiedo, se possibile, di mettermi in contatto.  

Crede che possa interessare l’arch. Giorgio Muratore e i corrispondenti dell’Archiwatch? 

La  ringrazio dell’attenzione e, in attesa porgo distinti saluti.

P.S. come può vedere per scrivere il testo di questa mia (e per gli allegati che seguono) mi avvalgo dell’aiuto prezioso di mia cugina perché le mie conoscenze informatiche sono molto limitate.”

SISTEMA MOSCA …

“a Mosca, a Mosca!!” …

MOSCA E COMPAGNI A NAPOLI

DOVE PRECIPITA IL SENSO DELLA STORIA …

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3 risposte a AAA … Vendo cesso inodore napulitano “MOSCA” … interessa l’articolo? …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Mi sembra francamente troppo.

  2. emanuele arteniesi ha detto:

    Gaetano Minnucci, redattore per L’Ingegnere della rubrica chiamata prima Notiziario tecnico e poi Tecnologia edilizia negli anni 28-34, scrisse una scheda sul sistema di sanitari Mosca. Assolutamente attuale in contesti dove le acque nere sono raccolte per compostaggio, non ricordo che Mosca dividesse i liquidi dai solidi, operazione fondamentale per l’utilizzo appropriato del fosforo delle urine direttamente nei campi, diluito con acqua. Insomma Mosca mi pare raccogliesse tutto nel piano cantina, oggi si potrebbero pure mettere le tubazioni della casa a riscaldare l’acqua immerse nel compost fermentante. Certo che Napoli o Roma con quartieri off grid è una visione vertiginosa degna di Jules PalleVerne. Scusate vivo in campagna, depuriamo le acque grigie in modo naturale e usiamo le nere per il compost, mi sono appena bevuto un bicchiere di bianco dopo molte settimane e viva gli ingegneri alla Jarry. Saluti dalle Finlandie

  3. Pingback: GAETANO MINNUCCI … DALLE FINLANDIE … | Archiwatch

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