SAN CIRIACO AI DUE MARI …

de mita Da Eduardo Alamaro: …

Doppia balconata di San Ciriaco da Nusco sui due mari

 “Lode e loden eterno al Muratore Magnifico Mail; all’artista industrioso dell’Archivuòtu blog; all’artiGiano che fa miracoli on line; all’Art-iere & Artioggi & Artidomani che associa e connette immagini et frammenti di comunicati-stampa lacerati; all’artiApplicatore che raddrizza e ri-centra testi e testacoda di muratorini senza motorini contemporanei; all’artiStrano che cementa semilavorati e semisfaticati, ecc… ecc…

Prendere ad esempio la mia segnalazione rapida “copia e incolla” del comunicato stampa del documentario “L’Irpinia che guarda il mare”, completo di trailer e foto. Ebbene il Muratore Magnifico Mail dell’Archivuòtu che ti fa? Te lo re-impagina affiancandolo e potenziandolo ad arte visiva col gran tour di Goethe: “L’Europa che guarda il mare” … de Surriento (vide ‘o mare quant’è bello!!”) … e, sotto ce mette ‘a cerasella n’copp’ ‘o babà del logo del “Comune di Nusco, balcone dell’Irpinia”. Affacciatevi, invita il sindaco Ciriaco de Mita, non dimenticato!

E’ con questa chiave di interpretazione muratorina che ieri sono andato puntuto e puntuale alle 19.00 allaSala Re_PUBBLICA MADRE” di via Settembrini a Napoli per verificare se dal balcone dell’Irpinia se vedeva veramente ‘o mare dell’arte contemporanea quant’era bello!

Ma, … ma ‘o tiempo passava, (e comme passava … e spassava…) e niente: il mare nun se vedeva nel filmato. Anzi non se vedeva nemmanco l’Irpinia perché eravamo nel Sannio, a Rotondi, non lontani dal giogo delle fu Forche Caudine, ricordate? Eravamo ed erravamo esattamente a via Varco (per il futuro); in una via periferica di Rotondi (quant’è bello il Mondi) dove si sono ritrovati per miracolo e mira-culo vari maturi, giovani e /o giovanili artisti d’oggi: alcuni del luogo, altri frutto di matrimoni d’arte misti sannionapulitani (Luigi Mainolfi, Perino & Vele, Lucio & Peppe Perone, Umberto Manzo e l’acuto Eugenio Giliberti, ndr).

Tutta fuffa e frutta secca ben nota e nuotata; tutta simpatica muffa tardomoderna che fu, … niente di veramente rilevante e di sintetico co-contemporaneo alla vita irpina e malupina. “Che avessero sbagliato ‘o film?, che avessero muntato un’altra pizza o un’altra zeppola e panzarotto?”, pensavo.

Me ne vado? No, resisto, resistere, esistere: calma e gesso di muratorino ce vò, … attendo attento e … e a un certo punto e virgola ecco, compare e cumpare Lui, Isso, ‘o Califfo-nato: Ciriaco de Mita!

‘O sindaco, ‘o Presidente s’insedia e ricorda tranquillo et sicuro il tempo irpino del sacrificio come lavoro che fu; il tempo antico dell’autoproduzione; del consumo domestico e dell’artigianato. Era l’Irpinia cupa e autunnale, fredda e introversa: Interna, intrena e ostile, diffidente e antimoderna. Quella dei tempi gelidi da lupi che se magnavano ‘e pecore; l’Irpinia senza riscaldamento, senza tv, senza dc, senza tessere, senza assistenza, senza pensioni, accompagnamenti e senza  niente.

Poi lo sviluppo aprì nuove vie, le varianti alle vecchie vie statali, la comoda 7 bis scorrimento veloce, cioè “la demitiana” del dopoterremoto: l’Irpinia si scopre così come risorsa interna, al centro contemporaneamente tra due mari, quello Tirreno e l’Adriatico. Meglio di così?

Infatti, con le comunicazioni rapide, ciò che era periferia diventava centrale, spina dorsale appenninica con balcone. Anzi con due balconi posti sulla capitale Nusco: uno che guardava la costa tirrenica e l’altro posto a mirare l’Oriente della costa Adriatica.

Devo dire la verità: favoloso, rapido, l’unico artista contemporaneo del filmato, Ciriaco de Mita. Nessuno aveva convinto con le parole et opere e operette, lenti e seriosi com’erano state recitate, tranne lui, Isso, il Maratona-dona dell’Irpinia, il vero regista del filmato al quale ha dato un senso futuribile e una sintesi politico-culturale democratica et cristiana, oggi e sempre: è il miracolo Appennino di San Ciriaco da Nusco che batte quello odierno, puntale del 19 settembre, della liquefazione del sangue di san Gennaro, nonché di quello di san Nicola di Bari. E’ il trionfo dell’ArtiGiano che guarda da qui e di la, ieri e oggi: la doppia balconata di San Ciriaco sui due mari.

Grande artista e grande artigiano del consenso, san Ciriaco. E come tutti i grandi artisti-artigiani, de Mita non ha eredi all’altezza della situazione. Non ha commesso l’errore del non dimenticato Fiorentino Sullo che lo fece crescere artisticamente, … Lui, Isso non ha fatto crescere nessuno: una quercia, un califfo-nato, come Eduardo….

Ciriaco è l’Eduardo De Filippo d’Irpinia; è la Madre e il Padre insieme, forse anche il nonno e la nonna d’Irpinia nel contemporaneo di sempre. E’ la Filumena Marturano che dice: ‘e figli ‘e l’Irpinia so’ piezze ‘e core, e perciò io me li magno, non si sa mai!!!

Ciao a tutti, buon appetito e buona salute”

19.09.014

Ciriaco_De_Mita_giovane

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Una risposta a SAN CIRIACO AI DUE MARI …

  1. Sergio 43 ha detto:

    Testo bello e gajardo di un testardo Eduardo!

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