DOLCE E SALATO … DELIZIA DEL PALATO …

lecture_14-891338712544455Andrea Di Martino su: ROSSI … “ANALOGO” …

Da Mauro Risi: … “Buonasera Professore, Rossi “analogo”. Saluti MAURO Modena, non lontano dall’opera del Maestro

“Suggestivo questo ipotetico “gemellaggio” Modena – Aprilia. Si direbbe costruito sulle due opposte polarità di un’idea di architettura di matrice classico – razionale: la mediterraneità di Rossi e la nordicità di Libera. In fondo quest’ultimo, è stato il più nordico dei razionalisti della sua generazione; e non lo dico solo con riferimento al progetto apriliano da cui è stato estrapolato quel cubo (per ironia della sorte) “rosso – pompeiano” (non meno della sua famosa villa di Capri, che è tutto fuorchè mediterranea)…”

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2 risposte a DOLCE E SALATO … DELIZIA DEL PALATO …

  1. Andrea Di Martino ha detto:

    Com’è noto, vi sono diversi modi per esorcizzare la morte. E ciò indipendentemente dal contesto: dal più tragico, come uno scenario di guerra con i suoi lutti e le sue devastazioni, ma anche con i suoi interminabili dormiveglia al fronte, e quindi con l’inevitabile tormento (anche onirico) che ne consegue (quello che Zevi considerava come una possibile fonte d’ispirazione degli schizzi più o meno immaginifici di Mendelsohn), fino al contesto più ludico e spensierato, come durante i giochi della fanciullezza (alzi la mano chi, tra voi, non ricorda il gioco dell’oca). Ma se dal punto di vista della Storia, la vita del singolo non ha nessuna importanza, proprio come nel film “Una giornata particolare”, in cui la flebile voce di un disagio individuale viene (letteralmente) soffocata dal frastuono dell’entusiasmo collettivo, è altrettanto vero che il singolo diventa consapevole della sua appartenenza alla collettività (e quindi, suo malgrado, alla Storia), nella misura in cui diventa consapevole della sua “missione”: quella di spianare la strada, diciamo così, a quanti verranno dopo di lui (siano essi eredi naturali o spirituali). Forse è solo così che la morte (che nell’arco di una vita abbiamo così tanto esorcizzato), diventa, suo malgrado, continuazione della vita… Perchè poi diciamoci la verità (al di là delle polemiche di ieri e di oggi)… St’architettura de Tendenza è come er Celacanto… Magari puoi anche convincere il mondo della sua estinzione… Ma poi, quando meno te lo aspetti… https://www.facebook.com/media/set/?set=a.386425631509230.1073741835.277076915777436&type=1

  2. Pingback: LA TENDENZA E’ COME ER CELACANTO … | Archiwatch

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