ER MODERNO NUMME PIACE … E IO LO CANCELLO …

114725399-99998ab2-83ca-48fb-a98d-e31ae4121ea7”Vetrata sporca” ditta di pulizie cancella il dipinto

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6 risposte a ER MODERNO NUMME PIACE … E IO LO CANCELLO …

  1. Segno dei tempi in cui tutto è temporaneo ed effimero nonché destino imprescindibile dell’arte contemporanea non fatta per durare, ma per suscitare, non fosse che per un solo attimo.
    Comunque beata ignoranza (nel senso etimologico), aiuta sempre si và dritti per la propria strada costi quel che costi ! Oltretutto una volta tanto i soldi della collettività sono stati spesi per un lavoro eseguito, magari un po’ troppo alla lettera e pure solerte .

  2. MAURO ha detto:

    Mi permetto di dissentire: il gesto dell’impresa di pulizie, che con solerzia ha “pulito” il vetro cancellando in parte il dipinto, ha conferito un senso di “eterno”, non di effimero, al dipinto su vetro, alla parte rimasta sul vetro. Duraturo nel perpetrarsi del gesto che, casuale, ha dato un valore “duchampiano” ad un dipinto, forse, modesto. Ricorda la celebre “scultura-porta” che Duchamp presentò alla Biennale di Venezia: opera insignificante (come forse il vetro), fino a quando era nell’appartamento del Maestro, uguale a tutte le altre porte rimaste là, ma “opera d’arte” perché diventa Rady-made quando la volontà di Duchamp decide di portarla via dall’appartamento e di consegnarla agli occhi dei visitatori della Biennale come opera a seguito del “gesto” dell’artista.
    Duchamp eleva il gesto casuale a gesto d’artista, come il caso ha voluto che quel che dipinto, quello che rimane, appunto cancellato per caso, assumesse un valore (forse) maggiore.
    Duchamp era un genio. Quando la forma è più importante della funzione.
    Saluti
    MAURO

  3. Pingback: I RISCHI DELLA “MODERNITA’” … | Archiwatch

  4. Anna Civita ha detto:

    La citazione e il parallelismo sono troppo aulici per la vicenda … Dall’epoca dei fatti da te descritti sono intercorse troppo cose in arte come al di fuori . Il fatto la dice lunga su come invece la cultura tutta venga trattata e considerata in questo paese e come tutto sia sistematicamente frutto di una casualità, benevola o malevola , e mai di un idea di un progetto di un seguito da chi dovrebbe essere preposto a fare e a controllare.
    Comunque volendo puntualizzare il gesto dell’artista era quello che ha realizzato il dipinto mentre il gesto della parziale cancellazione non aveva nulla di significativo ma era solo espressione di togliere della macchie dal vetro …sai il dito indica la luna ma qualcuno ha visto solo il dito!
    In più anche in senso metafisico tra porta e finestra c’è una differenza che è diametralmente opposta !

  5. MAURO ha detto:

    Non vorrei passare per un sostenitore del caos a discapito dell’arte come percorso progettuale.
    Preferisco certamente Severini, (quando torna al classicismo) o Kahn (anche qui la Forma è più importante della funzione, ma in modo molto, molto, diverso da Duchamp)…..Ma sto già fiaccando i lettori del blog, quindi mi fermo qui.
    Ps. Io il nesso (nel senso “metafisico”) tra porta e finestra, lo vedo eccome! (Duchamp, De Chirico, Magritte, Festa, Nunziante etc).
    Non posso però suggerirLe tutto, Egr. Anna….
    Saluti
    MAURO

  6. Sergio Brenna ha detto:

    Beh, Manzoni almeno ce lo scriveva in etichetta che la sua merda era “d’artista”

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