CHRISTO S’E’ FERMATO A RIVOLI …

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Riceviamo da Stefano Fera: …

Christo s’è fermato a Rivoli (rue de):

il nuovo maggio di Parigi

“A chi, durante le vacanze estive, fosse capitato di trovarsi a Parigi e di percorrervi Rue de Rivoli, non sarà sfuggito, nel tratto compreso tra l’Hotel de Ville e il Louvre, un gran vuoto recintato da una palizzata da cantiere sigillata ermeticamente. A lato di questa, avrà notato alcuni monconi d’edificio impacchettati con un gran telo bianco. I conoscitori d’arte contemporanea, forse, avranno dubitato per un attimo di trovarsi di fronte a un’opera del celebre artista bulgaro-francese Christo. Ma l’occhio smaliziato non li avrà certo ingannati: avranno presto capito trattarsi di pacchetto non molto artistico, non tanto “alla Christo”, bensì piuttosto “alla povero cristo”.

Il “povero cristo” è, nella fattispecie, l’isolato circoscritto a nord da Rue de Rivoli, a sud da Rue Baillet, a est da Rue de la Monnaie e a ovest da Rue de l’Arbre-Sec, a duecento metri dal Louvre e dalla Senna: un insieme di edifici fino a non molto tempo fa inglobato dalla celebre e storica Samaritaine, la mamma di tutti i supermercati. Creata nel 1870, questa insigne istituzione commerciale occupa pure un posto di tutto rispetto nella Storia dell’Architettura essendo uno dei principali esempi parigini d’Art Déco. È opera anni ’30 di Henri Sauvage, quindi stravincolata e iscritta al blasonato elenco dei Monuments Historiques. Dopo aver chiuso i battenti nel 2005, in virtù della solita scusa sempre cara a tutti i demolitori, quella della pubblica incolumità, La Samaritaine è acquisita dal gruppo LVMH (acronimo per: Louis Vuitton Moët Hennessy) di Bernard Arnault. Grande mandarino del lusso e acerrimo rivale di François Pinault. Il peperino che, mandati i suoi compatrioti a dà via i ciapp, perché non gli avevano approvato in tempi rapidi il progetto di Tadao Ando per la risistemazione dell’Île Seguin (isola della Senna, nel Comune di Boulogne-Billancourt, storica sede delle fabbriche Renault), s’è poi venuto a installare comodamente chez nous a Venezia, in Palazzo Grassi e sulla Punta della Dogana.

L’isolato in questione non fa parte del nucleo originario, ma è costituito dalla rifusione di edifici abitativi di epoche comprese tra inizio ‘700 e metà ‘800. Per molto tempo è quasi integralmente occupato da un’antica e celebre pellicceria: la Revillon Frères. È poi comprato dalla Samaritaine nel 1932, anno in cui muore Henri Sauvage. Con quest’addizione il supermarché raggiunge i 48.000 metri quadri di superficie di vendita diventando così il più grande di Parigi, da cui il celebre slogan: «On trouve tout à La Samaritaine». Gli interni della nuova espansione sono ristrutturati dai collaboratori di Sauvage, mantenendo però intatte le facciate Luigi Filippo (1852) lungo Rue de Rivoli. Tuttavia è previsto anche un progetto, nello stile del maestro e dell’edificio principale, per la trasformazione di quei prospetti. Progetto però mai realizzato per l’aggravarsi della Grande Depressione, per cui la cortina muraria che caratterizza l’immagine ottocentesca, seriale e omogenea di Rue de Rivoli, rimane immutata fino a Monsieur Arnault.

Si arriva così ai giorni nostri e alle nostre grandi e piccole depressioni. Nel 2008 il gruppo LVMH, nuovo proprietario del complesso, presenta un progetto in stile Dubai Moët & Chandon firmato dallo studio più trandy & cool del momento: il nipponico SANAA.

Il programma prevede un’operazione di chirurgia estetica con protesi sempre più siliconate man mano che ci si allontana dall’edificio Art Déco e ci si avvicina a Rue de Rivoli.” …

(segue testo completo   Christo s’è fermato a Rivoli)

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