SALUTI DA RAVELLO …

 

Schermata 2014-08-30 a 20.08.38“Vacanze intelligenti. Ravello, Villa Rufolo. Ingresso 5 euro adulti, ridotto a 3 dopo i 65 anni. La torre d’ingresso è sempre un sogno praticabile. Magica la sua cupola “a spremi-limoni”. La torre maggiore è invece in restauro. Speriamo bene, ripassare. Segue il fabuloso chiostro moresco, uno scrigno modello “Profumo notti d’Oriente”. No. forse è solo “Lavanda Cannavale”. Sempre netta e ben scoperchiata la severa sala dei cavalieri d’Amalfi…; segue il giardino incantato di Klingsor ritrovato (si dice) da Wagner, … quindi il belvedere col palco della musica montato nel golfo, … e infine, saltando un po’ di meraviglie arrufolate, il Museo, con tanto di targa lapidea: MUSEO, non ti puoi sbagliare.
Nel Museo si fanno le mostre ed ha due ingressi: lato A, facciata maggiore e lato B, sul retro, svoltato l’angolo, laterale, minore. Vale a dire: ingresso artisti e ingresso artigiani. Infatti al piano di sopra molte sale (belle e super-panoramiche, sono dedicate a una gran mostra d’arte del furbo cinese occidentalizzato Wang Guangyi. Il titolo non è molto originale: “Viaggio in Italia”, a cura di Demetrio Paparoni.
Nel piano di sotto, in un paio di stanzette, si svolge la mostricella industriosa: “Lo stile del Sud: i marchi dell’eccellenza campana si raccontano”. Evidente il gap, anche nell’allestimento, nel taglio & cura della mostra, affidata alla giornalista del CdM Anna Paola Merone.
Esemplare ed eloquente la differenza di impaginazione e scrittura dei testi delle due mostre: Leggiamo insieme quella dell’arte maggiore, auto-glorificante: “Gli artisti non vanno considerati persone comuni. L’arte deve essere vista come alchimia. Trasforma il punto di vista comune in una visione profetica. Gli artisti esistono perché offrono un punto di vista diverso, una visione originale che non è quella delle persone comuni. L’arte ha una logica misteriosa, come l’alchimia”, scrive l’artista cinese il quale “non pensa a un mondo ideale perché è convinto che questo non esista. Per W. G. “l’arte tende a dar corpo a un mondo-altro che si contrappone alla realtà nella quale viviamo. In questo senso – conclude – l’utopia proposta dall’arte è possibile.”
E poi, andando sul trascendente scendente: “L’esperienza religiosa produce uno stato mentale complesso. In tale condizione gli artisti possono esprimere l’incertezza che accompagna il loro stato d’animo. Tale “incertezza” può essere il terreno su cui si producono grandi opere.” Amen.
“Lo stile del sud”, mostra invece un poker d’assi industrioso napoletano d’oggi: Barbarulo (oreficeria), Marinella (cravatte), Rubinacci (sartoria), Tramontano (pelletteria, borse, valigie…). Marinella è il più noto dei quattro. Da poco tempo ha festeggiato i 100 anni della ditta, con un gran ricevimento al Palazzo reale di Napoli. Viene qui pubblicizzato con lo slogan minimale: “Il fascino di una farmacia di paese”. La sobrietà paga (e si paga).
Nella scheda di Marinella si ritrovano i clienti d’eccezione. Ad esempio lo scrittore Alberto Moravia, che preferiva, leggiamo: “cravatte di lana leggera di color rosso vivo, sempre acquistate due paia alla volta”. Poi l’armatore & amatore Aristotele Onassis: cravatte tutte nere perché –apprendiamo: “non voleva che dalla cravatta si capisse il suo umore” (e il suo amore di turno). Per le serate di gala Onassis ordinava però ai Marinella un alleggerimento del nero: discreti pallini bianchi, pois Marinella. Il presidente Cossiga vestiva rigorosamente cravatte regimental anglo-partenopee, con striscia bandiera bianca su fondo blu Marechiaro.
Rubinacci mostra qui, tra l’altro, un cappotto di De Sica degli anni cinquanta (che, messo così male in mostra, sembra quello di un barbone di Mani Tese); Tramontano si affida al tenore Pavarotti per dar lustro alle sue borse ..: insomma gossip, poca cosa. Della serie: facciamoci del male, comunichiamo male il prodotto.
Veramente queste manifatture d’arte si fanno autogol. Manca il Giano, che è l’elemento decisivo dell’arte nostra. Eppure tutti sostengono che l’Italia-domani o sarà artigianato d’eccellenza o non sarà più. Sarà cancellata dal prodotto, ridotta ad una tavola calda unica, dalle Alpi a Pantelleria. Relegata a mangiarsi il gelato Econosmist, quello artigianale ‘e Renz. Al limone, s’intende. Del resto siamo nel Mezzogiorno: accomodatevi, il pranzo è pronto!”

Saluti da Ravello, Eldorado

Schermata 2014-08-30 a 20.11.19

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