ANCORA E SEMPRE … ARCHITETTURA E CITTA’ …

505“Come sta, Prof.?
Si torna alle bisogna di tutti i giorni portandosi dietro qualche immagine e qualche pensiero. Per esempio uno: MART batte MAXXI 10 – 0. Sono sicuro di star dicendo una sciocchezza, ma dopo aver visitato, un giorno appresso l’altro , La Rotonda a Vicenza e il MART di Rovereto ho trovato tra i due una profonda affinità d’impianto: le cupole, gli assi che bucano ortogonalmente lo spazio centrale, i quattro ambienti d’angolo di servizio (con un sorriso ho riconosciuto la signorile sala da pranzo a Vicenza con il ristorante affollato dove stavo pranzando), finanche il ricco gioco di luci e ombre richiamava l’opulenta decorazione della volta palladiana. Con ciò non posso che sottoscrivere pienamente quanto detto da Botta: “Un edificio ridisegna sempre nuove relazioni, non può essere indifferente. Il MART nel suo spazio centrale raccoglie e valorizza il linguaggio dell’intorno. La diversità dei linguaggi, moderno-antico, diviene ricchezza”.
Il MAXXI è indifferente, poteva stare benissimo ad Abu Dhabi, solo i quattrini per farlo erano il concetto fondante; Il MAXXI, a differenza del MART che, riprendendo l’idea di stretto rapporto della Rotonda con l’ambiente naturale circostante, mostra uno stretto dialogo con la via e la fila dei palazzi che la delimitano, non valorizza alcun dialogo con l’intorno (una guida ebbe la spudoratezza di affermare che nel faccione vetrato del capoccione sovrastante si rispecchiava, come gesto geniale, il quartiere davanti! Neanche avessimo, noi che l’ascoltavamo, l’anello al naso!).
Debbo concludere con un’altra affermazione di Botta, in fondo ovvia se negli ultimi tempi qualcosa non fosse andato storto: “L’Architettura che non si fa carico del rapporto con la città e con il territorio rinuncia alla parte più considerevole del suo mandato.”
Come dicevo, un pensiero bislacco, una forzatura forse, ma il convincimento che me ne è derivato, essere possibile sognare un mondo guidato dalla ragione e non dall’arbitrio, mi ha dato un profondo senso di consolazione.”

Sergio Marzetti

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2 risposte a ANCORA E SEMPRE … ARCHITETTURA E CITTA’ …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Allegher, si può solo peggiorare nello sventramento del rapporto che ci lega alla natura e alla storia della città.

  2. Anna Civita ha detto:

    Non ho quasi mai amato le architetture di Botta ma concordo che il MART si a ben riuscito anche se mi permetto di puntualizzare che mi sembra più riuscito al di dentro che non al di fuori .
    Il Maxxi non mi dispiace e pur concordando con il fatto che poteva essere calato dall’alto ovunque credo pure che veramente difficile era trovare un rapporto con l’intorno che ha ancora molto da dover recuperare e forse anche molto da demolire perché ci sono delle presenze inquietanti e ingombranti nel quartiere …e non mi riferisco al nuovo.
    Certo che ” Un edificio ridisegna sempre nuove relazioni, non può essere indifferente”! e aggiungo che qualsiasi edifico grande piccolo , palazzina o palazzetto e purtroppo l’intera catena edificatoria dal progettista a chi governa le città se n dimentica e in primis la committenza.
    Altresì “L’Architettura che non si fa carico del rapporto con la città e con il territorio rinuncia alla parte più considerevole del suo mandato.”…. e molte cose sono andate sorte anzi rarissimi esempi sono al posto giusto e nel modo giusto. Personalmente non trovo consolazione

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