METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA …

Schermata 2014-08-18 a 19.50.41Le Scuderie di Augusto ingoiate dal maxiparcheggio …

Roma, addio alle scuderie di Augusto – foto

Saranno ricoperte da un parcheggio

Niente soldi per museo all’aperto …

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5 risposte a METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA …

  1. stefano salomoni ha detto:

    A buona lavandaia non mancò mai parcheggio.
    A goccia a goccia si scava il parcheggio.
    L’oro si prova con la pietra di paragone e l’uomo parcheggiandolo.
    Non mordere se non sai se è parcheggio o pane.
    Piccola pietra gran carraio riversa.
    Pietra mossa non fa museo.
    Tanto è dir pietra in uscio, come parchimetro in uscita.

  2. Anna civita ha detto:

    Vergogna ! Si lanci una petizione Sindaco, ministro Assessori e dirigenti preposti per un mese rinunciate al Vostro stipendio e fatelo stò museo per una volta abbiate coraggio e sensibilità !

  3. Manuela Marchesi ha detto:

    se si tratta di piazza della Moretta, quanto era meglio stare fermi senza bisogno di lasciare segni del proprio passaggio storico, lasciare un angolo di respiro, uno spazio inutilizzato e per questo necessario…ma il mito del parcheggio ha contagiato perniciosamente anche i Consiglieri di Stato di Palazzo Spada il cui giardino è devastato per non mostrare quattro macchine di servizio che potevano andarsene da un’altra parte appena lasciato il Consigliere che, per inciso non è né una levatrice, né un medico di Pronto Soccorso che devono essere come i boyscout il cui motto è “estote parati”, sempre pronti all’evenienza, mentre noi normali siamo obbligati invece a stare proni ai loro…bisogni…

  4. Sergio 43 ha detto:

    Mi è rimasta impressa nella memoria le immagini di un vecchio telegiornale che mostrava il presidente della FED, Alan Greenspan, che, stringendo sotto il braccio una pesante borsa gonfia di fogli, attraversava di corsa la strada di Washington per entrare in ufficio. Il presidente di un importante Ente di Ricerca dove ho lavorato, quando arrivava alla stazione Termini provenendo da Firenze dove abitava, pretendeva che, in attesa, ci fosse sempre l’auto blu con autista per portarlo al lavoro distante ben….trecento metri. Un Civil Servant!
    Per quanto riguarda piazza della Moretta, in cantina ho visto poco tempo fa ancora il plastico di mia figlia fatto per il tema del suo Corso di Composizione: un edificio non grande destinato a biblioteca e altri servizi comunali nella piazza in questione. Un parcheggio sotterraneo non era previsto.
    Comunque mi fa molto piacere che i ruderi, studiati, disegnati e fotografati, vengano ricoperti con le dovute attenzioni. Camperanno altri duemila anni!
    Però mi dà fastidio la proposta di così scarso valore per la piazza (come è successo per piazza San Silvestro!). Leggo: “La piazza sarà lasciata con il suo vuoto (e vabbè!), ricoperta da una pavimentazione in sampietrini che formeranno anche delle mezzelune (sic! proprio adesso! ci perdo la testa!): uno spazio aperto più grande di Piazza Farnese, con qualche arbusto e poche panchine”. Considerando che Piazza Farnese ha due fontane romane, nessun arbusto e nessuna panchina se non la base del palazzo stesso, mi piacerebbe che invece delle incongrue mezzelune venisse disegnata, usando, a contrasto con quelli in leucitite, i sampietrini in porfido, la pianta stessa delle scuderie per poterne offrire una lettura al passante. Essendo appena tornato da Verona, dove ho ammirato di nuovo le vasche di Carlo Scarpa e altre che alla sua opera si ispirano, perché non trasformare il disegno della pianta delle scuderie in un gioco di vasche comunicanti?
    Lo specchio d’acqua rifletterà il cielo di Roma? Con le giuste spiegazioni renderà leggibile i sottosuolo? Diventerà una lavabo per i turisti? Un’attrattiva per i vandali? Una pozza d’acqua verdastra e melmosa? Delle buche secche? (Andate a vedere come sono ridotte le vasche tra i Trofei di Mario e la derelitta “Fontana del Tritone” di Mario Rutelli a Piazza Vittorio! Tempo fa immaginai uno spostamento di questa non indegna fontana nel centro dell’ovale disegnato delle panchine di piazza San Silvestro)? E chi lo sa? In questa città senza più una sua anima ben definita può succedere di tutto! D’altronde il pessimismo della ragione è merce sempre più alla moda e l’ottimismo della volontà è oramai merce volgare e desueta.

  5. Pingback: L’ANIMA DELLE PIAZZE ROMANE … | Archiwatch

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