MIRAGGI DI MEZZ’AGOSTO …

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“Ma voi l’avete mai vista la fontana più lunga d’Europa? Quella che iniziava con una cascatella dai una scogliera di blocchi di tufo davanti gli archi dell’Acquedotto di Porta Furba e che, dividendo i due sensi di Via Tuscolana, scendeva mediante un canaletto fino alla conca in basso? L’ho vista funzionare per un po’ dopo l’inaugurazione, dandole uno sguardo di sfuggita ben attento a non distrarmi troppo per evitare tamponamenti. Una volta per tigna parcheggiai poco lontano, attraversai a mio rischio e pericolo la strada a scorrimento veloce e davanti la conca mi dovetti fermare perché non c’era un viottolo che risalendo fino alla sorgente davanti gli archi mi permettesse di godere del verde delle macchia mediterranea appena piantata. L’unico omaggio che le potetti dare fu quello di raccogliere alcune buste di plastica che, dimenticate, galleggiavano come meduse sul piccolo specchio d’acqua. Adesso è spenta, secca, abbandonata, senza luce, nessuno se ne cura nonostante molte sollecitazioni perché nessuno, né Acea né X Municipio né altri la ritiene di propria competenza.
Ci scommetto quello che ho di più caro che l’orto e frutteto più lungo d’Europa che si vagheggia sopra la Tangenziale Est farebbe via via la stessa fine di abbandono e disinteresse diventando quello che non oso pensare. Così quei poveri romani, romani veri che abitano lungo via Prenestina di cui nessuno si preoccupa, dopo anni e anni di muraglie meccaniche, dovranno sorbirsi pure l’impensabile!
Adesso è chiaro il messaggio che Vincenzo Cerami volle darci con il soggetto de “Un borghese piccolo piccolo”, interpretato da uno dei migliori Alberto Sordi! Anche un mite può diventare una belva quando, abbandonato da tutti, rimira il suo orizzonte di degrado che opportunamente fu scelto si affacciasse, invece di amichevoli finestre dirimpetto, sullo spettacolo disumano di finestrini su quattro ruote.
Il Comune vuole spendere bene i nostri soldi? Si decidesse a rimettere in sesto l’ex area della Snia Viscosa. Quella sì potrebbe diventare una splendida area verde aperta a tutti e non solo ghettizzata da pochi. Potrebbe essere un altro “Mattatoio” in via di risanamento. Capannoni per artisti, artigiani, gruppi sociali, facoltà universitarie, aree di giochi per bambini, un laghetto sorto dal nulla per le gite in barca come a Villa Borghese , ….ma sì! anche con zone ad orti e frutteti per volenterosi e appassionati borghesi piccoli piccoli, finalmente risarciti di tanti anni di sacrifici. Quante cose si possono immaginare se, invece di sogni esterofili, chi ne ha il dovere e il compito si applicasse a cose ragionevoli e, senza scopiazzare esperienze di contesti sociali e ambientali diversissimi dai nostri, volesse recuperare il nostro tessuto, la nostra storia.
Intanto lo so! Interessi ben guidati e attrezzati politicamente, tecnici senza amore e senza passione se non per lo loro cadreghe ci indicheranno la strada giusta, insensibili alla carne vera di un popolo per i quali il Campidoglio non è il luogo dove le loro speranze incontrano le opportune risposte, ma solo, lo abbiamo imparato a scuola, uno dei sette colli. Gli altri? Vomitale, Urinale, Avenghino (dieci ‘na botta!), Ce l’ho ( la dose! Dieci euro!), Palato fino (so’ appena arivate da la Nigeria!)…Aoh! Me ne scordo sempre quarcuno!
Bon feragosto!”

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