“DALLA COMPOSIZIONE AL PROGETTO” … CHE PALLE … PEGGIO DER BOSONE …

ctonia commented on CARLO SCARPA PANTOCRATOR … NUN C’E’ SFIDA …

“Mauro, non preoccuparti, il tuo tentativo di parlare di composizione con Ettore è tanto lodevole quanto, purtroppo, inutile. Del resto, anche all’università la composizione, già ai nostri tempi, era roba per pochi: contrariamente a quello che si pensa e a quello che appare ufficialmente. Ma non è mica in senso elitario che lo dico, no, quanto in senso oggettivamente architettonico: alcuni progettano, altri compongono, e mi sembra sempre più vero, ogni giorno di più. E’ un fatto, una dimensione inevitabile del produrre opere musicali letterarie architettoniche pittoriche etc. Non ne faccio nemmeno una questione di classifiche di merito, no, alcuni di noi che si sforzano di comporre probabilmente producono boiate incredibili, e altri che invece sempre a nostro parere progettano e basta magari riescono a realizzare qualche bell’edificio molto dignitoso. E’ il processo mentale che è diverso, il modo di pensare e formare l’opera, perché si sostanzia di alcuni passaggi, metodi, modalità storiche, a mio parere “etern”e e connaturate ad ogni operazione “creativa”. La composizione non è mica una faccenda universitaria, come si pensa dall’Illuminismo in poi per colpa di quell’ingegneraccio di Durand e del suo popolarissimo manuale per tirar su edifici sulla base dell’altrettanto leggendario reticolo a maglie ortogonali… Durand odiava gli architetti, un po’ come il nostro buon Ettore. Anzi, per lui l’architettura era una spesa inutile, uno spreco, una follia di un vecchio e marcio regime decadente, ingiusto, tirannico. Dal suo lavacro sarebbero nate le giuste e buone maniere di produrre edilizia, attingibili da tutti, ingegneri militari, semplici cittadini, la gente insomma, che avrebbe potuto edificare seguendo poche semplici regolette geometriche studiate sul manuale.
In ogni caso, Scarpa era un compositore, mica un architetto, al pari di Gould, di Sironi, di Terragni, di Savinio, di Clair, di Gadda, di Jarrett, di Alberti, di Valle… (effetto sfumato, musica che parte, buonanotte e state buoni se potete :))
Lobotomizzatamente vs,”

:C

………………….

sono passati, più o meno, cinquant’anni da quando sono approdato, tragicamente …

al mondo degli architetti …

posso quindi ben dire di averne ormai viste e sentite  un po’ di tutti i colori, …

ma su tema sembra che il mondo sia immobile: …

sulla diatriba tra “Composizione” e “Progetto” …

forse sono un po’ testone, ma non ho ancora capito troppo bene di che cosa si tratti …

né, tantomeno, mi sono mai appassionato …

al derivato-corollario inerente il fondamentale tema della …

“C E N T R A L I T A’  D E L  P  R O G E T T O ” …

altra minchiata cronica su cui nei bar dell’accademia …

si contende allo spasimo …

e che a me sembra una questione di lana caprina …

un non-tema …

una chiacchera …

un buco nero …

non vorrei dire: …

ma forse … anche … una vera e propria stronzata …

sostanzialmente un oscuro tabù attorno al quale gli architetti si accapigliano …

mentre le cose vanno, giustamente, come vanno, …

per tutta una serie di motivi seri e, purtroppo, del tutto logici; …

potremmo dire che la questione è un po’ come quella del bosone …

e chi se ne frega del bosone …

della Roma e della Lazio, del Milan e dell’Inter, del Torino e della Juve, del Genoa e della Samp …

temi certamente appassionanti, ma anche …

due palle così …

altro tema analogo, …

che è stato peraltro il primo che ho sentito approdando al santuario di Vallegiulia …

quello della “C R I S I” …

che era allora di grande attualità …

e mi sembra che dopo mezzo secolo …

non sia certo passato di moda …

credo che anche Muzio …

stia ancora interrogando Vitruvio …

proprio su questo tema appassionante …

e lo credo che le Facoltà di Architettura …

tra poco chiuderanno …

almeno la finiremo almeno co’ ‘sta CRISI e …

con la CENTRALITA’ DEL PROGETTO …

e magari si potrà finalmente tornare a parlare di …

A R C H I T E T T U R A

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12 risposte a “DALLA COMPOSIZIONE AL PROGETTO” … CHE PALLE … PEGGIO DER BOSONE …

  1. Michele Granata ha detto:

    Parole sante professore!

  2. ctonia ha detto:

    Sicuramente ci sono argomenti più interessanti, soprattutto in questo periodo :)
    Però anche la composizione non è malaccio, dai.
    bacioni bosonici lobotomisti a tutti
    c

  3. pi ha detto:

    Interessante, per favore come si fa a capire se uno è compositore o progettista? Sono spiazzato e, dopo tanti anni dalla laurea, ora avverto il disagio di non sapere chi sono veramente.

  4. stefano salomoni ha detto:

    La soluzione per la “centralità del progetto” in Italia, dovrebbe essere GE.

  5. pi ha detto:

    La frequentazione del blog muratoriano è per me diventata una abitudine alla quale ormai mi è impossibile sottrarmi. Si entra in un mondo fantastico nel quale un certo clima di pura follia pervade tutto, è lo stesso clima che avvolge il nostrano mondo degli architetti, forse dovuto all’inaudito sovraffollamento (andiamo verso i 200.000?), infatti, come si sa, nel mondo animale il sovraffollamento porta inevitabilmente a gravi patologie fisiche e mentali. Gli argomenti che con tanta passione coltissimi personaggi trattano in questo circo muratoriano, tranne rare eccezioni, sono vertiginose uscite per la tangente che, incentivate dalla non necessaria firma, si liberano di qualunque freno inibitorio, dando vita ad un quadro sempre mutevole e sorprendente. Oggi per esempio un tale auspica che la via dove sorge il MAXXI sia sbarrata al transito di chiunque, per impedire l’accesso o solo la vista del da lui odiatissimo edificio. Un altro, molto prolifico, non esita a distribuire a piene mani appellativi incredibilmente oltraggiosi a chiunque non lo assecondi o non riconosca il suo genio, fatto che per lui deve essere dato per scontato. Insomma avete presente quel capolavoro che è “One flew over the cockoo’s nest”, o “Qualcuno volò sopra il nido del cuculo”? Quegli indimenticabili personaggi così veri e così umani nella loro follia sono tutti riconducibili a molti protagonisti del blog muratoriano (io compreso naturalmente), ovviamente con il Professore nella parte del grande Jack Nicholson, che magistralmente e sapientemente controlla e dirige questa improbabile orchestra di geniali folli.
    Ma riuscite ad immaginare gli ambiti di coloro dai quali dipende letteralmente la nostra sopravvivenza, i medici, gli ingegneri che progettano aeroplani da 700 passeggeri, i fisici e i matematici, quelli che calcolano i ponti ecc. ecc.? Ecco, è pensabile che questi signori si abbandonino quotidianamente, parlando del loro lavoro, ad elucubrazioni solo lontanamente del tenore di quelle con cui, ad esempio, un architetto descrive, nella “relazione tecnica”, un suo progetto?
    La fortuna per noi e per l’umanità è che la incredibile massa di cose di tutti i tipi e qualità con cui il mondo degli architetti e simili inonda il mondo intero, ha un impatto molto modesto, checché se ne pensi, sui destini dell’uomo, ecco perché a loro (a noi) è consentito divagare e sproloquiare senza limiti, con la penna e con la matita.

  6. MAURO ha detto:

    Come spesso accade su questo blog, Cristiano ha centrato la questione delle questioni; il focus (termine odioso…) del problema; la radice del dibattere (come in tv, il centro di tutto è il debito pubblico, il suo 125 e rotti percento del PIL, altro termine semi-odioso, ma serve conoscerlo..); l’origine della nostra cultura (europeista…) di architetti di provincia (io infatti abito nella bassa provincia di modena…): la DIFFERENZA TRA COMPORRE E PROGETTARE.
    Il fatto di divagare e argomentare su questo – come ho cercato di fare su Scarpa, con modesti (mica tanto direi…) risultati e tanti improperi del sempre divertente quanto arrogantino Ettore – dà un senso alla mia vita…….di provincia
    MAURO

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Arrogantino?? L’unico arrogante è colui che si copre di ridicolo come alcuni archiwatchari (sempre gli stessi patetici individui) stanno facendo in questi giorni per assenza assoluta di argomenti, tranne le solite idiozie, per non usare altri termini, che li condurranno alla cecità!
      Ora puoi anche chiedere nuovamente aiuto al tuo “Salvatore” Cristiano … oppure puoi imparare ad essere meno presuntuoso ed arrogante e dire cose sensate senza ricorrere alla maestra.

  7. Giancarlo galassi ha detto:

    Eppure l’ultima delle semplificazioni (ce ne saranno altre 10 e il professore ha ragione), quella di Ctonia, che adesso vi risemplifico un altro po’, non era cosi’ malaccio:

    “progetto” come applicazione di norme, regole, codici, indicazioni, varianti e invarianti (anche queste volevano essere tutto il contrario della norma), punti, teorie, schemi ecc. che (limitandosi ai “moderni”) da Durand a Papa’ Corbu a Caniggia e Purini (per dire due dei miei) vuole insegnarsi come si fa ar chitettura tentando di fondare un manuale di istruzioni per la redazione di progetti d’architettura;

    “composizione” come talento che una volta bypassate le norme della “regola d’arte” si rivela e arriva alla poesia con la soluzione irripetibile, il dettaglio magistrale, l’uso dei materiali con accostamenti che risuonano nell’animo richiamando alla mente una realtà altra e piu’ bella dell’opera stessa, un assoluto migliore di cui gia’ facciamo parte, il regno dei cieli che e’ gia’ in mezzo a noi, il sublime su cui si e’ spaccato la testa Kant e che e’ comune a scienza e arte (appena finita una delle mie rubriche inutili prometto che posto audio e testo del corso di estetica di Garroni – anche se l’impresa mi fa tremare i polsi – almeno 60 post).

    Si puo’ tenere a prova dello schema progetto-composizione l’esito molto modesto degli allievi di un teorico. Sfogliate ad esempio Modulor2 con gli epigoni di Le Corbusier, oppure tanti progetti degli allievi di Muratori o Caniggia o Purini.

    Muratore conclude: quando si inizierà a parlare di architettura? intendendo (credo) quell’aspetto dell’architettura che ci piace in Fasolo anche se cita Piranesi, e in Scarpa pure se cita Wright, se altri fanno lo stesso si coprono di ridicolo.
    Perche’ a loro riesce e a un altro no?
    Mistero!!

    Ma non e’ che, come diceva il buon vecchio Ludwig lapdariamente, su quello di cui non si può parlare sarebbe meglio tacere?

    Purtroppo come architetti, come insegnanti, possiamo parlare solo di progetto (della “traspirazione” per dirla alla Beethoven) mentre la composizione (seguo ancora l’utile semplificazione ctonica, ovvero l’ “ispirazione”) e’ affidata si’ alla cultura e all’intelligenza teorica del progettista ma soprattutto alla “passione” che pilota il suo destino tra caso e la fortuna.

    Lobotomizzatamente vs.

    :G

  8. ettore maria mazzola ha detto:

    davvero patetico, Mauro chiama in aiuto Cristiano e lui risponde in maniera ancora più patetica. Cristiano proprio tu dici che con me non ci sia speranza di poter parlare di composizione architettonica? … Ma tu la conosci? … attento perché si diventa ciechi!
    Siete davvero patetici quando mancano gli argomenti … se fossi in voi mi vergognerei

  9. ettore maria mazzola ha detto:

    Ho dimenticato di complimentarmi con Muratore per le sue parole sacrosante!!

  10. ctonia ha detto:

    Cari amici archi_uoccichi, mica ci posso far nulla se il comporre architettonico esiste, come la Basilicata :)
    Fatevene una ragione, ma non preoccupatevi, non è un club chiuso come il Canottieri Aniene o come si chiama! Studiando e facendo architettura può capitare di entrarci, anche senza saperlo, anche a vostra insaputa, insomma.
    saluti e per gli storici tanta comprensione affettuosa :)
    C

    • ctonia ha detto:

      Dimenticavo! Due letturine per voi scettici: Grammatiche della creazione di George Steiner, e L’inverno della cultura di Jean Clair.
      Parlano della Basilicata.
      ciao
      c

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