“COSTRUIRE IL NEMICO” …

Umberto EcoCostruire il nemico

Giancarlo Galassi commented on UN GRANDE “DISEGNATORE” …

@ Pi
“Non esiste il Forse o l’ A mio parere con EMM per il quale, a mio parere e forse, come gli avanguardisti di cento anni fa, il Nemico e’ indispensabile alla sua visibilità di Ettorino Semprimpiedi.
Il suo progetto per Corviale (così come krier dall’altra parte di Roma) si nota soprattutto perche’ demolisce il serpentone ( e l’altro Torbella ) non per i bizantinismi sociologici.
Idem per lo Zen.
Per lui credo si tratti, per i toni imperativi da federale, di definire un nuovo Tavolo degli Orrori esattamente speculare a quello che quando c’era Lui ha messo alla berlina Brasini e co., e ci son voluti 50 anni per ridisegnare esteticamente una mappa corretta dell’architettura italiana.
Del resto occorre riconoscergli una capacita’ mediatica notevole perche’ usa questo blog (in cui Fasolo e Scarpa sono tenuti in ugual valore e non certo per medesime capacita’ compositive ma per sintesi poetica di qualita’ architettoniche per quanto diverse – ma credo che occorra essere veramente magnanimi per arrivarci), usa Archiwatch, dicevo, per costruirsi, anzi per farsi costruire, un podio di insulti, che sistematicamente riceve in risposta ai suoi e sui quali gli riesce di stagliare la sua architettura eclettica.
E’ questo podio che fa grande Ettorino Sempreimpie’ non certo i disegni delle sue citta’ (abbastanza brutti, a mio parere – a livello di secondo anno, con quelle prospettive a quadro inclinato, con quei cartigli patetici che evocano storicita’ archivistiche con un effetto ridondante visto il contenuto della pergamena ecc.).
Vedete come anch’io contribuisco alla sua gloria con un reply che vorrei fosse solo per Pi, ma siccome il medium e’ il messaggio questo messaggio alzerà il quoziente mediato ettorinesco.
Gia’ una volta avevo consigliato per capire il meccanismo usato, di leggere il libretto di Eco, Costruire il nemico di cui trovate estratto qui:
http://www.metaforum.it/showthread.php/20322-Umberto-Eco-Costruire-il-nemico
Ma invece, per un modo nuovo e piu’ politico di comunicare (anche tra architetti, anche tra architetture passatiste e moderniste – cioe’ quale atteggiamento avere)consiglio il nuovissimo magnifico libricino edito da Chiarelettere ( solo 7 euro ) che raccoglie i migliori testi del compianto Alex Langer.
Un saluto a Pi,
:G

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6 risposte a “COSTRUIRE IL NEMICO” …

  1. Massimo ha detto:

    Citando Jung (a braccio):
    “Per tutta la vita, per mantenere il mio equilibrio, ho avuto bisogno di un amico e di un nemico.
    Molto spesso erano la stessa persona”.

    (Comunque il commento di Galassi mi sembra eccessivamente duro, con giudizi a dir poco offensivi, tipo quello del secondo anno, e ampiamente evitabili), cioè: teniamo la cattiveria per chi la merita veramente, che di certo non è Mazzola (che anzi è sempre un godibile contributore della discussione)

  2. Pi ha detto:

    @:G
    Non c’è che dire, queste righe potrebbero innescare l’ennesima esplosione di furia polemica del Mazzola, che talvolta sono arrivato a sospettare che potrebbe essere una diabolica invenzione del Deus ex machina di Archiwatch, inventore di un personaggio imprevedibile capace di sbalordire e di sorprenderci tutti in un crescendo continuo che non conosce limiti. Non vorrei che il lacerante, illuminante e spietato intervento di :G (ma quando ce vole ce vole) provochi uno sdegnato abbandono del palco da parte di emm che, ne sono sicuro, esiste, e che a questo punto mi è diventato pure simpatico.
    Un saluto a :G

  3. andrea ha detto:

    Esiste?

    • Stefano Serafini ha detto:

      Da Galassi mi sarei atteso che invece di citare gli epigoni degli epigoni (Eco) almeno si riferisse a Debord o a Baudrillard, sull’esistenziale questione se Ettore Mazzola esista o sia solo un ologramma della Società dell’Architettura. O magari Matte Blanco, per vedere se stiamo parlando di lui o della proiezione/nemesi auto-incarnata di certi architetti virtuali, che passano il tempo sui blog.

      Ma visto il livello di quest’ultimo post – quoque tu, Galassi dalla scrittura che tiene in piedi i congiuntivi – , devo far arrendere anche l’ultima speranza: siamo davvero alla più bieca pervasività del trombonismo; al provincialismo italico definitivo; alla conferma del mandarinismo d’una critica architettonica (la “chiara stella” di Ctonia… pensa un po’!) che ormai ha raggiunto il livello dell’autismo (o dell’onanismo) totale. Incapace di vedere qualsiasi cosa al di là del proprio orizzonte, fosse un venditore di tappeti col suo mutazilismo intrinseco, un poeta dell’assurdo incagliato all’ultimo scoglio del decostruttivismo, o un bravo e appassionato architetto che ama il vernacolo qual è Ettore Mazzola, il quale è apprezzato più in Russia e in America che dai suoi colleghi in patria (chissà poi perché… domanda il malevolo).

      E va bene la polemica anche arroventata, che Ettore, col suo carattere e certi toni che non condivido, spesso merita. E va bene anche il nido del cuculo. Ma la voglia di ridere, davanti a certe debacle di stile e di sostanza, viene meno. Se ormai il Grande Fratello è più autentico di chi ha avuto la fortuna di avere un cervello e i mezzi per studiare, siamo proprio spacciati.

  4. ettore maria mazzola ha detto:

    Giancarluccio,
    Se vuoi metterla su questo piano mi abbasso volentieri al tuo livello!
    Sicché i miei disegni sarebbero “brutti ed equivalenti a dei disegni di studenti di secondo anno” … in effetti tutti gli studenti di architettura disegnano acquerelli di 90 cm!
    Come diceva Viollet-Le-Duc: «amiamo vendicarci delle conoscenze che ci mancano con il disprezzo … ma sdegnare non significa provare».
    Mi viene da farti una domanda come quella che poneva Diego Abantantuono, versione panettiere, a Fantozzi che lo accusava di avere una tresca con sua moglie: «Guarda che con te il destino è stato davvero beffardo! Ma ce l’hai una foto delle tue meraviglie da mostrare a questa povera gente di Archiwatch che non ride mai?»
    Sei al patetico che più patetico non si può!
    Mi ti vedo circondato da pillole antidepressive, camomilla e borsa dell’acqua calda combattere con la tua orribile frustrazione … probabilmente non riesci ad avere più argomenti (a proposito, ma ce ne hai mai avuti di tuoi?), quindi offendi con accuse che rimandano alla storia della volpe e dell’uva.
    Comunque sappi che certi giudizi, detti da te, a me suonano come un grande complimento! Mi sento davvero fortunato di non essere apprezzato da uno come te!
    Continua a restare arroccato sulle tue basi caniggiane … a proposito, Caniggia era Caniggia, mentre i caniggiani come te, ovvero quelli che non sono in grado di evolversi ed emanciparsi, resteranno a vita dei caniggiani … ovvero “nessuno” ed un’offesa, detta da nessuno, resta un patetico tentativo infantile di poter avere partita vinta.
    Mi dispiace dover arrivare a fare commenti come questo, ma te lo sei voluto.

    PS
    ringrazio i miei avvocati d’ufficio, e mi scuso con loro per la durezza di questo commento

    Grazie
    Ettore

  5. Paolo ha detto:

    Mi dispiace esprimere un commento su quanto scritto pateticamente dal sig. Galassi, a metà fra frustrazione ed invidia… per il motivo che, eticamente, non è nemmeno commentabile.. Certo a leggerlo mi cresce una curiosità incredibile di vedere i certamente splendidi disegni “d’Architettura da quinto anno” che immancabilmente lui avrà prodotto e continuerà a produrre per il bene architettonico nazionale..
    Di solito ad ogni critica si contrappone una soluzione alternativa, che sicuramente il sig.Galassi avrà in mente, ma che dopo ogni suo post su questo blog, non compare mai.
    Mi chiedo cosa avrà fatto mai Ettore, nei suoi confronti, per produrre tale astio!
    Secondo me una punta d’invidia è presente perché l’architettura che non piace, presuppone critiche competenti e costruttive.. Le sue sembrano gratuite ed inutili dettate solo da chi non riesce a comprendere e attacca senza farsi vedere.. Allora vediamole queste architetture galassiane…dei tempi moderni!
    Paolo

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