UN GRANDE “DISEGNATORE” …

ettore maria mazzola commented on CARLO SCARPA PANTOCRATOR … NUN C’E’ SFIDA …

Mauro,
lei tende troppo facilmente a dare dell’ignorante … non sarà mica che lei è estremamente presuntuoso a causa delle cose che cita come una fotocopia tratta da un libro di composizione architettonica degli anni ’70-’80?
per lei io “non conoscerei nulla, o quasi, del Maestro”, e la mia “analisi, la potrebbe riportare uno studente che aveva come compagno di banco Belsito, mentre frequentava l’università”, inoltre, a quanto pare, io “non avrei gli strumenti della composizione architettonica” … meno male che ce li ha lei!!!
A me le sue “giustificazioni” sulla “reinterpretazione di un muro” o sul “reinventare” fanno a dir poco ridere, un muro è un muro, un giardino è un giardino, una finestra è una finestra e, semmai, il suo “maestro” avrebbe dovuto confrontarsi con la grammatica dei muri, delle finestre e degli spezi su cui è intervenuto ma, per presunzione, ha preferito non farlo, sicché i risultati saltano all’occhio in maniera violenta, maniera che, tranne che agli architetti lobotomizzati, risulta di grande disturbo. A Possagno ci vado spesso con i miei studenti, e non si tratta di un problema delle “caviglie dei visitatori che sbattono sugli stuzzicadenti”, frase quanto mai incomprensibile, ma di un problema di gradini e superfici che, essendo fini a se stessi piuttosto che complementari alle opere esposte, creano il serio rischio di far rompere le caviglie dei visitatori se questi dovessero muoversi senza l’obbligo di guardare ai pavimenti di Scarpa.
Non ci vuole lei con le sue parole da dispensa faziosa di composizione architettonica a dover spiegare dove sarebbe il rapporto con la storia di Verona e delle sue mura, o dei giardini. Il tutto si traduce nel testo della canzone “parole, parole” … chissà quando, lei e tanti altri architetti con i paraocchi capirete che alla gente certe elucubrazioni non interessano, e irritano.
Se riuscisse ad essere più onesto nella sua lettura dei progetti di Scarpa che ho criticato (Castelvecchio e Palazzo Abatellis), piuttosto che parlare di “reinvenzione” o “reinterpretazione”, dovrebbe dire che l’unico termine,caro a tanti professori lobotomisti di composizione, usato da Scarpa è stato “NEGAZIONE: ha negato il muro squarciando lo spigolo e, soprattutto ha negato le finestrature medievali inserendo alle loro spalle degli orrendi infissi la cui suddivisione non ha nulla a che vedere con la geometria originaria. Questo ultimo aspetto non denota una “conoscenza delle regole della composizione”, piuttosto denota una profonda incapacità di confronto, dovuta ad una profonda ignoranza in materia.
Scarpa era un grande disegnatore, sulla Tomba Brion, come ho già detto non ho nulla da eccepire, ma non è accettabile sentirmi dare lezioni di composizione architettonica da lei, specie utilizzando certe argomentazioni, datate e faziose. Sarebbe il caso di aggiornarsi, non crede?
Cordiali saluti
Ettore

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16 risposte a UN GRANDE “DISEGNATORE” …

  1. Luther Blissett ha detto:

    E ci risiamo. L’Ettore furioso. Occhio che a furia di semplificazioni interpretative si torna a Mies.

  2. LdS ha detto:

    ettore, qualche post addietro, nel quale si confrontavano “accrocchi alla romana”… chiedevi se il professore coltivasse sostanze poco lecite nel suo giardino…

    sai che ti dico? fatti passare lo spinello, magari ti apre nuovi mondi compositivi :-)))

    • ettore maria mazzola ha detto:

      lo farò quando tu, finalmente, cambierai il tuo pseudonimo da LdS in LSD, visto che sembra non possa farne a meno per poter scrivere certe cose

      • LdS ha detto:

        eheheh, ma sai che ero lì lì per firmarmi così?… oppure… L’Ettore in the sky with diamonds… ma poi mi son detto… troppi dettagli… dentelli scarpiani di qua… giochi di canzoni di là…tutto troppo trasgressivo… rischia di non mi riconoscermi. mi devo ricredere.
        :-)

  3. ettore maria mazzola ha detto:

    bene!

  4. MAURO ha detto:

    Veda Mazzola, quanto le ho scritto, non è di certo “riportato come una fotocopia da qualche testo di composizione”, semplicemente non sopporto coloro che scrivono, come nel suo caso, dimostrando la solita saccenza – su ogni argomento, peraltro – senza conoscere ciò di cui stanno trattando; la solita supponenza “professorale”. Chi non ha argomenti, come nel suo caso su Scarpa, liquida tutto sostenendo che chi scrive non esprimerebbe un pensiero “personale”. Un architetto, non si può esimere dal valutare e giudicare architetti o architetture se non conosce la composizione. La battuta su Belsito era una battuta, e come tale rimane; anche perchè ho espresso stima per la sua etica professionale, che condivido e ammiro.
    Saluti
    Mauro

  5. ettore maria mazzola ha detto:

    veda Mauro,
    è lei, con i suoi commenti e con le accuse di “ignoranza” ad essere saccente, presuntuoso e competitivo, è lei ad avere una visione limitatissima dell’opera di Scarpa, visione che le viene da un insegnamento dogmatico.
    Io non ho alcuna “supponenza professorale”, tant’è che mai nessuno studente (italiano o americano) s’è mai lamentato della cosa … per inciso, a differenza dell’università baronale italiana, quella americana mette in gioco i suoi professori che, in forma anonima, vengono giudicati da tutti gli studenti al termine di ogni semestre, e non semplicemente mettendo le crocette, ma esprimendo in maniera critica la loro opinione sull’intero operato dei docenti. Esistono dei moduli accuratissimi in cui vengono poste delle domande molto precise, in base alle quali gli studenti devono dire ciò che pensano, oltre a dover dare una votazione, ergo non si può sfuggire al giudizio di chi sta dall’altra parte, e si è “costretti” a doversi costantemente aggiornare e, se necessario, migliorare. A me questo mettermi in gioco piace molto, perché mi aiuta a conoscere molto bene i desideri e il pensiero degli studenti, cosa assolutamente ignota ai nostri “professoroni” perennemente autogratificati. Se da studente avessi avuto l’occasione di poter esprimere il mio parere sui miei docenti, e sul loro modo dogmatico e dittatoriale di impartire il loro credo, ben pochi di loro avrebbero avuto il piacere di leggere il giudizio, sicché oggi che grazie a Dio non ho più nulla da dover spartire con loro, sono ben felice di scrivere ciò che penso e sperare che qualcuno di loro legga e si faccia un esame di coscienza.
    Se a lei sta bene il sistema se lo tenga, ma non si permetta di lanciare accuse fuori luogo, specie verso chi quel sistema ha avuto il coraggio di condannare sin da quando era studente.
    Detto ciò le dico che, nonostante le sue gratuite accuse, Scarpa purtroppo lo conosco assai bene, e mi viene difficile chiamarlo “maestro” … Di Scarpa però apprezzo una cosa molto poco nota: Scarpa stesso, verso la fine dei suoi anni espresse alcuni dubbi e pentimenti sulla sua opera … lo sapeva????
    Per me Scarpa, e soprattutto gli “scarpiani” hanno fanno una serie di danni immani, a partire da Castelvecchio e da Palazzo Abatellis. Non so se ha mai visto l’abonimevole piazza “alla Scarpa” (imitazione delle pavimentazioni di quello che lei osa definire giardino a Verona) realizzata da Luca Zevi in quel di Nocera Umbra, una vera schifezza che pochi anni fa il sindaco sperava di demolire per restituire lo spazio agli esseri umani!

    • Giancarlo galassi ha detto:

      Essendo originario di Nocera Umbra confermo lo scempio del paese che e’ ancora un cantiere aperto 15 anni dopo. Il piccolo e dolce Zevino ha le sue colpe ma le amministrazioni che si sono succedute in questi 5 lustri e che lo hanno incaricato del prg (se non sbaglio) ne hanno di più.

      Vale ancora il vecchio adagio sul livello culturale dei nostri politici.

      Presto manderò qualche foto di come sono ancora ridotti S.Filippo ( di Luigi Poletti ) e l’ex convento ( di Guglielmo Calderini ) la prima in stile neo romanico e il secondo neo primo rinascimento.

      :G

  6. Biz ha detto:

    Ettore, gli è che ci sono i comuni mortali (me, ad esempio), che bene fanno a seguire delle buone regole; e poi, poche però, eccezioni che possono fare eccezioni alla regola. Carlo Scarpa era uno di questi, non ho dubbi. E del resto, il mondo ha bisogno sia di regole che di eccezioni.

    • LdS ha detto:

      Biz, il bello è che tutte le volte che ho portato qualche comune mortale non architetto a visitare le opere di Scarpa… son sempre piaciute e senza che fossero necessarie spiegazioni. Piacevano e basta. Non parliamo poi di Brion, da tutti considerato stupendo.

  7. Augusto ha detto:

    EMM Preparerà un sacco di bravi architetti per i resort di Las Vegas, la sua “città” ideale. O forse è meglio
    Disneyland?

    • ettore maria mazzola ha detto:

      quando mancano gli argomenti ecco venir fuori le idiozie! Las Vegas e Disneyland sono dei luoghi patetici. Las Vegas è il frutto dell’ignoranza e dell’arroganza dove qualcuno, che non sono certo io, potrebbe trovarsi a suo agio

      • Pi ha detto:

        Un consiglio amichevole al Mazzola: quando lei, con evidente piacere e voluttà, dà dell’idiota, del lobotomizzato, del disonesto a qualcuno, oppure quando dice che Scarpa in fondo come archietto era una bestia, premetta sempre: “secondo me”, “a mio modesto avviso”, “potrei sbagliarmi,ma…”. Vedrà che il clima si rasserena. Con sincera cordialità.

  8. aldofree ha detto:
  9. Giancarlo galassi ha detto:

    @ Pi

    Non esiste il Forse o l’ A mio parere con EMM per il quale, a mio parere e forse, come gli avanguardisti di cento anni fa, il Nemico e’ indispensabile alla sua visibilità di Ettorino Semprimpiedi.

    Il suo progetto per Corviale (così come krier dall’altra parte di Roma) si nota soprattutto perche’ demolisce il serpentone ( e l’altro Torbella ) non per i bizantinismi sociologici.
    Idem per lo Zen.

    Per lui credo si tratti, per i toni imperativi da federale, di definire un nuovo Tavolo degli Orrori esattamente speculare a quello che quando c’era Lui ha messo alla berlina Brasini e co., e ci son voluti 50 anni per ridisegnare esteticamente una mappa corretta dell’architettura italiana.

    Del resto occorre riconoscergli una capacita’ mediatica notevole perche’ usa questo blog (in cui Fasolo e Scarpa sono tenuti in ugual valore e non certo per medesime capacita’ compositive ma per sintesi poetica di qualita’ architettoniche per quanto diverse – ma credo che occorra essere veramente magnanimi per arrivarci), usa Archiwatch, dicevo, per costruirsi, anzi per farsi costruire, un podio di insulti, che sistematicamente riceve in risposta ai suoi e sui quali gli riesce di stagliare la sua architettura eclettica.

    E’ questo podio che fa grande Ettorino Sempreimpie’ non certo i disegni delle sue citta’ (abbastanza brutti, a mio parere – a livello di secondo anno, con quelle prospettive a quadro inclinato, con quei cartigli patetici che evocano storicita’ archivistiche con un effetto ridondante visto il contenuto della pergamena ecc.).

    Vedete come anch’io contribuisco alla sua gloria con un reply che vorrei fosse solo per Pi, ma siccome il medium e’ il messaggio questo messaggio alzerà il quoziente mediato ettorinesco.

    Gia’ una volta avevo consigliato per capire il meccanismo usato, di leggere il libretto di Eco, Costruire il nemico di cui trovate estratto qui:
    http://www.metaforum.it/showthread.php/20322-Umberto-Eco-Costruire-il-nemico

    Ma invece, per un modo nuovo e piu’ politico di comunicare (anche tra architetti, anche tra architetture passatiste e moderniste – cioe’ quale atteggiamento avere)consiglio il nuovissimo magnifico libricino edito da Chiarelettere ( solo 7 euro ) che raccoglie i migliori testi del compianto Alex Langer.

    Un saluto a Pi,

    :G

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Giancarluccio,
      Se vuoi metterla su questo piano mi abbasso volentieri al tuo livello!
      Sicché i miei disegni sarebbero “brutti ed equivalenti a dei disegni di studenti di secondo anno” … in effetti tutti gli studenti di architettura disegnano acquerelli di 90 cm!
      Come diceva Viollet-Le-Duc: «amiamo vendicarci delle conoscenze che ci mancano con il disprezzo … ma sdegnare non significa provare».
      Mi viene da farti una domanda come quella che poneva Diego Abantantuono, versione panettiere, a Fantozzi che lo accusava di avere una tresca con sua moglie: «Guarda che con te il destino è stato davvero beffardo! Ma ce l’hai una foto delle tue meraviglie da mostrare a questa povera gente di Archiwatch che non ride mai?»
      Sei al patetico che più patetico non si può!
      Mi ti vedo circondato da pillole antidepressive, camomilla e borsa dell’acqua calda combattere con la tua orribile frustrazione … probabilmente non riesci ad avere più argomenti (a proposito, ma ce ne hai mai avuti di tuoi?), quindi offendi con accuse che rimandano alla storia della volpe e dell’uva.
      Comunque sappi che certi giudizi, detti da te, a me suonano come un grande complimento! Mi sento davvero fortunato di non essere apprezzato da uno come te!
      Continua a restare arroccato sulle tue basi caniggiane … a proposito, Caniggia era Caniggia, mentre i caniggiani come te, ovvero quelli che non sono in grado di evolversi ed emanciparsi, resteranno a vita dei caniggiani … ovvero “nessuno” ed un’offesa, detta da nessuno, resta un patetico tentativo infantile di poter avere partita vinta.
      Mi dispiace dover arrivare a fare commenti come questo, ma te lo sei voluto.

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